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Marmitta catalitica

Una delle soluzione avanzate ai problemi di inquinamento, ovvero l’introduzione della marmitta catalitica, non convince affatto. Il tipo di inquinamento prodotto dai veicoli catalizzati, infatti, secondo studi condotti negli Stati Uniti (dove il catalizzatore è impiegato da anni sulla quasi totalità del parco circolante), ha aspetti perfino peggiori rispetto a quello generato dalla combustione di benzina con piombo in motori privi di marmitta catalitica.
Questi ultimi infatti producono due sostanze altamente pericolose: l'ossido di azoto e MTBE.

L'ossido di azoto ha una capacità filtrante (responsabile dell’effetto serra) di gran lunga superiore all’anidride carbonica.

L'MTBE (etere metilico t-butilico) è un additivo che viene impiegato nelle benzine verdi al posto del benzene per la sua proprietà di aumentare gli ottani delle benzine e migliorare l’efficienza della combustione delle stesse, promuovendo conseguentemente la riduzione delle emissioni di monossido di carbonio e di ozono.
A fronte delle ricadute positive sulla qualità dell’aria (per es. riduzione delle concentrazioni di benzene in atmosfera urbana), si discute da qualche tempo sui rischi associati all’esposizione a MTBE, anche in relazione a fenomeni di inquinamento delle acque superficiali recentemente rilevati.
L’immissione dell’MTBE nella biosfera segue due vie: si discioglie in acqua (e quindi nelle falde) e viene trasformato in formaldeide dall’organismo umano.
La formaldeide ha effetti disastrosi su diversi organi interni e deprime il sistema immunitario.

Test di laboratorio su cavie stanno attualmente studiando gli effetti di tossicità, carginogena e non, dovuti alle esposizioni a breve termine e a lungo termine di questa sostanza (v. MTBE per una descrizione dettagliata dei risultati).

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