| BAMBINE E BAMBINI... IN MOTO
TANYA
LA MOTOCICLISTA
Sei
li' a fare gli acquisti di Natale e lo sguardo cade su una
scatola rosa fra un milione di altre, strabuzzi gli occhi
e fatichi a crederci: Tanya la motociclista!
Dopo
aver sentito generazioni di mamme e papa' negare in tutti
i modi (dal divieto diretto ai condizionamenti più
sottili) ai propri figli, ma soprattutto alla propria "bambina",
l'acquisto del motorino e della moto; abituate come siamo
a sentir dire che la moto è sempre stata una "roba
da uomini", che guidare una moto non è
femminile, o al più cosa riservata a rare e improbabili
amazzoni, più che altro vive nell'immaginario dei calendari
da garage... ecco che la sorpresa di vedere, nello scaffale
affollatissimo e rassicurante di bambole di ogni tipo, anche
"Tanya la motociclista" ci lascia lì a bocca
aperta.
Mamme, zii e bambini, che hanno preso d'assalto il negozio,
ci credono imbambolate al pensiero di quanto costerà
questo natale far felici i piccoli della famiglia. Nemmeno
fossimo i Re Magi! No, il popolo scalmanato dello shopping
natalizio non sa che i nostri unici giocattoli quest'anno
saranno quelli per la Motoraccolta benefica, il 26 dicembre,
destinata ai bambini più sfortunati e organizzata a
Roma dal Coordinamento Motociclisti e dall'Associazione Maluba.
E che abbiamo vinto il panico di entrare qui, sgomitando fra
le vie del centro di un sabato pomeriggio di dicembre, solo
perché una soffiata ci aveva avvertito: "è
uscito un nuovo giocattolo, una bambola in motocicletta,
Tanya la motociclista".
I
giocattoli sono testimoni dei cambiamenti di mentalità
sia nella rappresentazione del mondo, sia nell'immagine
che del bambino hanno avuto le diverse epoche storiche.
Scavi archeologici, fonti letterarie e artistiche ci raccontano
come nel mondo antico, dai sumeri agli egizi, dai greci ai
romani, i bambini utilizzavano giochi, passatempi simili a
quelli di oggi (altalena, corda, aquilone, tiro alla fune,
birilli) e giocattoli che riproducevano armi ed aratri o oggetti
di uso quotidiano. La bambola come giocattolo risale al 2000
a.c., nell'Egitto faraonico.
"Nei
giochi sono rappresentati, modellizzati, le relazioni sociali,
il rapporto tra natura e tecnologia. Attraverso un'attenta
osservazione dei giocattoli di ieri e di oggi si possono cogliere
i modi con cui gli adulti rappresentavano (e rappresentano
ancor oggi) a se stessi e ai bambini il mondo in cui vivono:
attraverso il gioco, i bambini potevano incominciare ad entrare
nel mondo degli adulti, magari un po' per finta e in punta
di piedi" (Milena
Cossetto).
Il giocattolo è insomma la cultura del bambino: attraverso
il giocattolo il bambino elabora saperi e poteri che lo mettono
in relazione con il suo mondo. Certo non esiste una scienza
del giocattolo e nessuno può sapere davvero che effetto
abbiano i giocattoli sulla vita e la mentalità dei
bambini, non sapremo cioè se la bambola di plastica
servirà a giocare alla mamma, o a prendere in giro
la mamma.
Come
che sia, a noi motocicliste andrà bene ugualmente:
che le bambine quest'anno giochino con Tanya per emulare le
loro mamme più audaci, o che lo facciano per prenderci
un po' in giro, ci piace comunque pensare che a loro finalmente
il ruolo della motociclista non sembrerà più
"fuori luogo", e andare in moto sarà uno
dei tanti modi di far giocare la loro bambola preferita.
Tanya dunque come testimone di un cambiamento di mentalità
nella rappresentazione del mondo: si trucca, si veste, va
a ballare, o a spasso col cane, come tutte le bambole di una
generazione fa. Ora però sta anche al computer, va
in scooter e, mani sul manubrio, fa rombare un bicilindrico
custom tutto cromato. Naturalmente rosa shocking.
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