Endurance Vallelunga
30 novembre 2008
Nell’Endurance
di Vallelunga, domenica 30 novembre,
sei pilote in gara per un bottino di coppe e podi.
Nell’ordine: Paola Cazzola e Alessia Polita (Yamaha R6)
terze assolute, dietro solamente a due equipaggi del calibro
di Clementi-Cavalli su Yamaha R1 (il primo pilota del mondiale
250, Sbk e Supersport) e Alfonsi-Morelli, Yamaha R1 (rispettivamente
piloti del mondiale Supersport, e mondiale Sbk e 250), e prime
nella categoria 600cc/2 moto.
Quarta assoluta Letizia Marchetti insieme al compagno di gara
Diego Pilia, che sono anche primi nella classifica 1000cc/2
moto. Chiara Valentini con Riccardo Matesic quattordicesimi
assoluti e quinti nella 1000cc/1moto.
Cristina Peluso e Valeria Gola diciottesime assolute e terze
nella 600cc/1 moto.
CRAZY CRAZY CRAZY WOMEN.
AND MAN.
Sulla Cassia, mentre arrivo a Vallelunga, operai
arancioni spalano verso i bordi cumuli di grandine per lasciare
alle macchine la strada pulita.
Tra poco le ragazze correranno in pista.
E’ il 30 novembre, le previsioni metereologiche di tutti
i siti, radio e tv, da giorni danno meteo pessimo per tutto
il week end. Al nord Italia tanti campionati, gare, trofei dei
vari sport all’aperto vengono sospesi dalle federazioni.
Tra poco le ragazze correranno. In pista, su moto da almeno
130 o anche 170 cavalli, su asfalto bagnato a tratti, a tratti
umido, sempre freddo, visiera appannata.
Alzo il riscaldamento dentro la mia twingo e un po’ le
odio, se non fossero quelle che sono ora starei ancora sotto
al piumone: sono le otto di domenica mattina, a novembre, e
bisognerebbe alzarsi verso mezzogiorno, regalarsi un pomeriggio
alle terme, poi camino e caldarroste, amarone e un caro amico.
E invece no, tra poco le ragazze correranno in pista.
Le ho viste cominciare cinque anni fa, incerte sulle pedane,
che nessuno ci avrebbe creduto. Io ci credevo, e quindi oggi
sveglia all’alba.
Sei di loro corrono in una delle gare più emozionanti
di tutte, l’endurance (organizzata qui da Michele Ciarlariello):
vale a dire 2 ore intere in pista, alternando la guida con un
altro pilota; partenza con la moto lontana, da raggiungere correndo
a piedi, come si faceva un tempo, poi accenderla e dare gas,
prima che riesci naturalmente.
L’endurance: ovvero la velocità coniugata alla
durata, lo sport individuale per eccellenza (quello in cui sei
solo dentro alla tua visiera e da solo ti giochi risultato,
sacrifici e vita stessa) che si fa sport di squadra, con un
pilota solitamente rivale che diventa invece compagno, mentre
tutto il team lavora insieme, ad ogni cambio pilota, ad ogni
rifornimento, ad ogni sostituzione gomme, ad ogni scelta tattica.
Questo è l’endurance.
E queste sono le ragazze che vado a vedere: Alessia Polita e
Paola Cazzola per la prima volta insieme, loro rivali da sempre
nel Campionato femminile, campionesse italiane, europee, oggi
nella stessa squadra. Hanno scelto due moto, ognuna la propria
ma identiche, Yamaha R6, con cui l’anno prossimo si sfideranno
nel Campionato.
Letizia Marchetti, quest’anno vicecampionessa italiana,
qui in coppia con Diego Pilia.
Chiara Valentini, una stagione tutta con e contro Riccardo Matesic,
suo compagno nella vita e avversario in pista, oggi insieme
davvero, stesso team, una sola moto, difficile da regolare,
lei leggera e fisico da pin up, lui un ragazzone alto e grosso
da mettere paura (alle sospensioni soprattutto, che non potranno
andare bene per entrambi).
Cristina Peluso e Valeria Gola hanno corso nello stesso team
quest’anno nel Campionato Femminile, la prima campionessa
nel 2006 e vicecampionessa 2007, l’altra pilota delle
retrovie ma intanto excrossista e mamma di tre bimbe a tempo
pieno.
Altre due ragazze nel paddock, Raffaella Ghirarduzzi correrà
nel Supertwins, Beatrice Bossini nella Stock.
Perché non sono tutte al cinema col fidanzato, o a fare
shopping natalizio, sul divano a sognare isole, o in qualche
isola a far vacanza, viene da chiederselo. Loro invece inanellano
giri su giri, tempi su tempi, qualifica dopo qualifica (Alessia
Polita fa segnare il miglior tempo sabato in 1.46.4, su pista
semibagnata, fredda, nel tardo pomeriggio quasi buio).
Per lo più sotto la pioggia. Scivolano, la moto addosso
(come è successo a Cristiana sabato), ma si rialzano
e continuano a girare. Fanno tutto con naturalezza, come fosse
la cosa più ovvia del mondo correre a quindicimila giri.
E sorridono. Sorridono sempre, non solo sul podio, sorridono
quando si incontrano nel paddock, tra un cambio e l’altro
di pilota, mentre danno indicazioni al meccanico, e pure tra
una smorfia e l’altra di dolore per i muscoli grippati
dopo giri e giri alla guida. Mi viene in mente l’allenatore
di Galliazzo, oro olimpico di tiro con l’arco, quando
prima della finale: “Ho chiesto a Marco solo una cosa:
di mantenere sempre il sorriso”. E, appena dopo la vittoria,
il campione chiede a Yamamoto: “Ma perché tutti
piangono?”. E il saggio allenatore giapponese risponde:
“Perché loro non sono forti come noi. Noi sorridiamo,
loro piangono”.
Queste ragazze sorridono sempre e, tra un turno di qualifica
e l’altro, organizzano anche una festa a sorpresa per
una loro amica pilota, vittima di un grave incidente in pista
tre mesi fa al Mugello, Giuliana Teverino: un mese di coma e
oggi tornata qui a Vallelunga in forma, a sentire di nuovo odore
e rumore di moto. La festa dentro a un box mentre ancora si
regolano rapporti e sopsensioni per la gara del giorno dopo.
Giuliana nemmeno ci crede e si commuove, le altre continuano
a ridere, a giocare con le bimbe figlie di altre pilote, a innaffiare
di prosecco e allegria la serata.
Domenica
il via. Ma se pensi che tutto questo possa averle deconcentrate
ti sbagli. Arrivano nell’ordine: Cazzola-Polita (Yamaha
R6) terze assolute, dietro solo a due equipaggi del calibro
di Clementi-Cavalli su Yamaha R1 (il primo pilota del mondiale
250, sbk e supersport) e Alfonsi-Morelli, Yamaha R1 (rispettivamente
piloti del mondiale supersport e mondiale sbk e 250), e prime
nella categoria 600cc/2 moto. Quarta assoluta Letizia Marchetti
insieme al compagno di gara Diego Pilia, che sono anche primi
nella classifica 1000cc/2 moto. Chiara Valentini con Riccardo
Matesic quattordicesimi assoluti e quinti nella 1000cc/1moto.
Cristina Peluso e Valeria Gola diciottesime assolute e terze
nella 600cc/1 moto.
Un bottino di coppe e complimenti, tanto che comincio a credere
alla voce che gira secondo cui ben tre equipaggi iscritti alla
gara, quando hanno saputo della partecipazione di Polita e Cazzola,
hanno annullato l’iscrizione. Penso però che non
può esserci niente di umiliante nell’arrivare dietro
a queste ragazze, perché sono davvero straordinarie.
Festeggiano a fine gara con mamma e papà, team manager,
compagni o fratelli, a volte anche campioni (Diego Giugovaz
marito di Cristiana Peluso, Alessandro Polita fratello di Alessia)
venuti a fare il tifo per loro, bevono birra ma escono dalle
docce bellissime ed eleganti, mentre parlano di nuove gare,
sognano futuri giochi e record. I loro team manager sono gli
uomini migliori, credono in loro, non le hanno mai trattate
con sufficienza o presunzione, nemmeno quando all’inizio
giravano manciate di secondi più piano. E, se i risultati
si vedono, è anche grazie a loro.
Sulla Cassia al ritorno la grandine si è completamente
sciolta, il raccordo anulare è una fila infinita di macchine
al rientro dagli intelligenti e anticipati acquisti natalizi
e, al ventiquattrisimo cambio fra prima e seconda, penso a quanto
sia importante quello che hanno fatto queste ragazze, oggi e
negli ultimi anni: spostare il sogno un metro più in
là da dove ognuna se l’era trovato nascendo. E
dare retta a quel sogno più veloce che si può.
30 novembre 2008