| GENNAIO,
17… venerdì. Ore 5:30.
Suona
la sveglia. Maledetta sveglia. Ma poi perché
così presto? Ah sì, ora ricordo: il
corso di Prima Guida al Bike Expo. Una vocina
stridula dentro di me mi avverte: “Ma chi te
lo fa fare? Tanto non riuscirai neanche a salirci
sopra a quella BMW. E’ già tanto che
tu sia riuscita a fare quei 300 km sulla tua motina.
Non ti sarai montata la testa? E poi fa freddo, fuori
è tutto bianco di neve. E se cadi? Ti rovini
tutte le unghie… Dammi retta: girati dall’altra
parte e continua a dormire”.
Sto per seguire il suo consiglio quando un’altra
voce, molto più squillante, desta la mia attenzione:
“Ma che fai? Dormi ancora? Datti una
mossa e alzati. È arrivato il giorno che aspettavi
da mesi e non ti permetterò di fare
la femminuccia proprio ora. ALZATI!!”
Se non fosse per lei, la centaura che c’è
in me, credo che sarei rimasta lì, nel mio
letto, al calduccio, cercando mille giustificazioni
alla mia rinuncia: è venerdì 17…
ieri notte avrei dovuto evitare di sbronzarmi…
la mamma non lo sa… ho da lavorare… l’invasione
delle cavallette!!!
Scendo
in garage per prendere la macchina e vedo lì
in fondo, accanto alla BMW 1150GS di Giorgio, la mia
Suzy, una SUZUKY GN250 su cui a settembre ho mosso
i miei primi passi, da autodidatta, per un totale
di ben 300 km e qualche migliaio di partenze (che
disastro) e anche un’impennata (le partenze
in salita non sono il mio forte!) e penso che in fondo
lo faccio anche per lei. Se imparo a guidare come
si deve, lei non potrà che esserne felice.
È una piccola moto, ancora più piccola
se paragonata al mostro che le sta a fianco; il concessionario
che me l’ha venduta l’ha appellata “motina”,
ma per me è la moto più bella che esista,
con quelle sue cromature che farebbero invidia persino
ad un Harley. E poi è la mia prima
moto, e questo significa molto.
Dopo un paio d’ore di autostrada e circa 4 caffè
per smaltire la sbronza della sera precedente, arrivo
all’appuntamento. Un po’ tesa, ma con
molto entusiasmo: erano davvero mesi che aspettavo
questo momento ed ero molto curiosa di vedere come
sarebbe andata.
All’ingresso conosco le mie compagne d’avventura.
Alcune di loro come me hanno già mosso i primi
passi su una moto, chi 300 km, chi 500, chi 1000!!
Noto che tutte contiamo i primi km fatti,
come fossero un traguardo che non credevamo di riuscire
a raggiungere e che con orgoglio invece ora possiamo
esibire.
Ma ci sono anche alcune ragazze che non hanno mai
guidato una moto, neanche un motorino, e sono lì
per imparare tutto da zero. Mi vengono i brividi.
Penso alla mia prima volta sulla mia Suzy, alla paura
mista all’euforia mentre percorrevo i primi
metri a singhiozzo nel garage di casa, all’urlo
di gioia esploso quando dopo numerosi tentativi sono
finalmente riuscita a portarla fuori dalla rampa senza
che si spegnesse…
Finalmente
ha inizio il nostro corso: dopo una prima chiacchierata
introduttiva con Andrea e Stefano, i nostri eccezionali
istruttori, ci dirigiamo verso la pista esterna dove
ci attendono LE MOTO: quattro magnifiche BMW FC 650
Scarver e una impressionante BMW 850.
Mi tremano un po’ le gambe. Non so se
per la paura o per l’emozione. Forse entrambe.
La prima a salire in sella è Valentina; una
pisana dall’accento simpaticissimo mai salita
su una moto se non da passeggera… il rombo del
motore, lo scatto dell’innesto della prima…
la moto si muove e Valentina comincia ad urlare per
la gioia, mentre sulla sua BMW percorre un giro intero
di piste (curve a gomito incluse) senza nessun problema
“Ce l’ho fatta!! Guido una moto!!
Non ci si credeva!!”
Una ad una saliamo sulle moto e come Valentina affrontiamo
incredule e piene di gioia le nostre curve, mentre
Stefano e Andrea dalla radio ci danno importanti consigli
sullo spostamento del peso, sulla posizione dei piedi,
sul corretto uso della frizione in curva.
È bellissimo. Giro dopo giro prendo confidenza
con la moto e il mio portamento diventa più
fluido, più rilassato. Mentre scalo in seconda
per affrontare il curvone a destra in fondo al rettilineo,
sento la mia voce-centaura che dice “Sapevo
che ce l’avresti fatta. Sei una motociclista.
D’ora in avanti la strada che percorrerai dipenderà
solo da te. Esisterà sempre una moto troppo
grande, una curva troppo stretta sulla tua strada,
ma se ci crederai davvero riuscirai a cavalcarla,
riuscirai ad affrontarla”.
Tornando
a casa ripenso alla intensa giornata trascorsa, alle
paure superate, alle emozioni provate, alle ragazze
incontrate.
E stato proprio un bellissimo venerdì 17. E
tutto è andato benissimo.
Metto la macchina in garage. Vedo Suzy sul fondo e
senza pensarci un attimo mi ci siedo sopra. Giro la
chiave, ho voglia di sentire il suo rombo. Schiaccio
il pulsante dell’avviamento… non parte!
Oh, no. La batteria!! Scarica. Ho parlato troppo presto.
Mentre chiudo il garage un po’ depressa, sento
la vocina, quella stridula, che mi dice: “prima
di andare a fare la strafiga sulla BMW, potevi almeno
imparare l’abc delle moto, no?”
Penso che questa volta ha ragione lei. Salgo
in casa. Accendo il computer. www.motocicliste.net
corsi di manutenzione… iscrizione… le
sfide non finiscono mai!
Luisella
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