Qualche
giorno prima leggo su Il Messaggero che "Motocicliste"
sta organizzando un corso di guida base per chi non
ha neanche mai guidato il motorino... è il
mio caso, ho pensato, e il pensiero è andato
subito alla scooter 150 che ho parcheggiato in garage
da circa due anni, da quando mio marito (lui di moto
ne ha avute svariate, tra cui un VFR!) lo ha comprato
per me. Ho provato ad andarci in ufficio (circa 10
KM) per un paio di volte e, dato che non mi sentivo
affatto una stretta parente di Max Biaggi, dopo solo
due giorni ho desistito.
Ho pensato fosse la mia occasione. Mi sono iscritta
(Paola è stata gentilissima nell'aiutarmi con
i "tempi bonifico", grazie!) e sabato mattina
alle 8.30 ero puntuale al box di "Motociliste"
accompagnata da marito e figlio (6 anni) che tifavano
per me. Ho implorato il fatto che volessi provare
lo scooter, ma mi è stato detto che la moto
l'avrebbe scelta l'istruttore.
Sempre più impaurita (e con la voglia di scappare
via!) ho assistito ai rudimenti di teoria (a Roma
si dice "utilissime dritte"), ho percorso
"a piedi", con tutte le altre allieve, il
circuito che "secondo loro!" a fine corso
sarei stata in grado di fare... seeeeeeh, buonanotte!
Poi c'è stato il primo impatto con un Suzuki
Van Van. Io.... che non sapevo neanche dove era la
leva del cambio. Frizione, un filo di gas... la moto
va... e la porto io!
Di lì a riuscire a fare i vari esercizi (slalom,
otto, prova di frenata e L'INTERO CIRCUITO) è
stato un secondo. A fine corso, sono andata da mio
marito e gli ho detto "Io non voglio lo scooter,
voglio una moto... con le marce!"
Non so se diventerò mai una "centaura"
vera, ma l'esperienza di sabato scorso ha sicuramente
acceso in me l'entusiasmo per le due ruote... con
le marce!
Grazie a tutto il vostro team.
Silvia
E'
arrivato finalmente il giorno 25 maggio... giorno
stupendo perche ho passato una magnifica giornata
con le motocicliste.net svolgendo il corso di guida.
Corso propedeutico specialmente per me che dopo i
vari consigli del maestro, sono entrata in pista a
girare! la prima volta in pista!!
ero elettrica, guardavo l'orologio ogni minuto per
vedere quanto mancasse all'evento... mi vengono ancora
i brividi a pensarci... arrivato il momento di entrare,
stavo morendo di paura ma mi sono fatta coraggio grazie
anche ai consigli della simpaticissima "nikita"
che gira fortissimo!
E ntrata in pista naturalmente i primi giri sono stati
molto tranquilli per trovare le traiettorie, in modo
tale che facessi le curve correttamente... purtroppo
una curva ai cimini l'ho sbagliata ma la mia soddisfazione
piu grande e' stata fare correttamente sempre la curva
roma che mi metteva terrore per il fatto che tre persone
erano cadute proprio lì nel turno precedente...
E' andato tutto ok, bellissima esperienza, mi sono
presa i complimenti dal maestro e sono tornata verso
casa...
alla prossima!
Monia
Per
me le due ruote rappresentavano l’espressione
massima del pericolo, del panico e della confusione.
Ho preso la patente per l’auto tardi, a 26 anni,
e non ho mai chiesto ai genitori né desiderato
il motorino quando ero piccola. Mai e poi mai, tanto
che dicevo a tutti: Se lo avessi, il primo giorno
farei un incidente!!!
Cinque anni fa è entrato nella mia vita Marco,
che di moto non ne parlava neanche. Poi dopo un anno
che eravamo insieme, così, all’improvviso,
decide di comprarsene una.
Una moto carina, tranquilla, per iniziare: l’Honda
Rebel 125.
Siamo andati insieme a ritirarla, usata ma dall’aspetto
fiammante (almeno per noi!).
Lui non aveva mai guidato una moto, soltanto molto
molto motorino. Il giorno stesso cominciamo a girare
per Roma, ad esaurimento benzina. E ci divertiamo
da pazzi.
Per il fine settimana decidiamo di andarci al mare,
a Terracina, carichi come muli, senza portapacchi,
senza borse, senza nulla. Lui col suo zaino che premeva
sul mio stomaco e io con il mio, pesantissimo. Alla
partenza io esclamo, in puro romanaccio: Ahò,
pare che dovemo annà in India! Si parte. Cristoforo
Colombo, Pontina, Appia…
Man mano che uscivamo dalla città l’aria
si faceva più fresca, allora io ho sollevato
la mia visiera per respirare. Ma non era un respiro
normale, era un respiro più libero…
Gli alberi scorrevano a destra e a sinistra e a un
certo punto ho cominciato a cantare, piano, a voce
bassa, dentro al casco. Si fa sera e i colori, dalla
moto, sembravano più netti del solito, più
splendenti, le forme della natura vicine, era come
poter toccare tutto, come se il mondo fosse a portata
di mano. La sella strettissima era fonte di autentico
dolore alle parti basse e lo zaino pesava sulle spalle
ma non ci facevo troppo caso. Era bello stare lì,
a guardare, a respirare, a sognare, a immaginare e
poi abbracciati al proprio amore… che cosa ci
può essere di più bello? Due anni fa
Marco ha cambiato moto e ha comprato la Triumph Legend.
Bella, solida, rassicurante.
Ci siamo andati, tra l’altro, a Magione per
un corso di guida sicura. Io ho aspettato nel paddock
tutto il giorno ma era comunque divertente e interessante
stare a guardare.
Da qualche tempo però mi sono detta: Perché
io no? Perché sempre dietro? Perché
solo spettatrice? E anche Marco, prima di me, aveva
cominciato a dirmi: Perché non provi? Perché
non impari? Guidi molto bene la macchina e faresti
altrettanto con una moto! Mi sono detta: io, alta
1 metro e 53, rotondetta, su una moto??? Chissà…
Poi due settimane fà Marco mi manda per email
la pagina del sito motocicliste.net.
L’ho navigato e i giorni seguenti mi sono collegata
per leggere i racconti di tante esperienze. Quando
ho visto l’annuncio dei corsi, chiamare Marco
e fare il bonifico in banca per l’iscrizione
è stato tutt’uno! Mi sono svegliata alle
6,30 sabato mattina, mi sono lavata, vestita e truccata
come al solito ma le mani tremavano, stile vigilia
di un esame universitario. Appuntamento con Marco
alle 7,45 sulla Flaminia al bivio di Sacrofano. Lui
si era svegliato alle 6 per l’emozione. Arrivo
e mi guardo intorno. Pensavo di trovare centaure alte,
in tuta di pelle, fotomodelle su due ruote con le
saponette alle ginocchia consumate, scostanti e inarrivabili
come divinità del pericolo… invece ho
visto ragazze “normali” e, incredibile,
anche le organizzatrici erano dolci, carine, sorridenti…
Ho pensato con rammarico e una punta di vergogna:
ecco, anche io cedo ai luoghi comuni. Poi è
arrivato l’istruttore Raffaele. Le mie mani
sudavano e il cuore batteva ma le sue parole hanno
cominciato a modificare il mio stato d’animo.
Le sue parole e le chiacchiere con le altre ragazze.
Normali, anche loro!!!! E poi… il momento di
salire in sella. Il sudore alle mani aumenta, infilo
il casco e salgo. L'istruttore tiene la moto, ed è
rassicurate, ma ora sono io che devo far camminare
“questa cosa”. Penso: no, non ci riuscirò
mai. Me ne vado. Poi però ripenso ai suoi consigli,
stare calmi, muoversi dolcemente, niente panico. La
frizione piano piano si solleva, sento il rumore di
“un filo di gas” e lei si muove, piano
piano ma si muove. L'istruttore mi dice di fare la
curva e la moto fa la curva, guarda dove devi arrivare,
mi dice, e io guardo dove devo arrivare e lei ci arriva.
Un’altra curva, un altro rettilineo, poi un’altra
curva. Stop, dice lui, e mi fermo. Complimenti! Mai
guidato neanche il motorino e già vai così
bene! Scendo. Le mie compagne mimano un battimani.
Pura felicità. Cerco di riprendermi, tremo
dall’emozione. Poi corro da Marco, oltre le
transenne che mi guarda. Il resto è venuto
da sé. Lo slalom, l’otto, la frenata
e poi, la cosa che più mi è piaciuta…
il cambio di marcia. Siamo arrivate solo alla seconda
ma probabilmente quando ne hai messa una puoi arrivare
in breve tempo a metterle tutte. Tiri la frizione,
il piede sinistro si alza sotto la leva e senti quel
rumore bellissimo, come uno stacco improvviso, qualcosa
che rompe un’altra cosa, uno schema, una abitudine,
una routine e la velocità aumenta! Che bello!
Il rumore della libertà e del vento che ti
accarezza il viso.
Grazie a tutti di cuore, di avermi aiutato a dimostrare
a me stessa che anche io posso fare quello che pensavo
fosse soltanto per gli altri!
Dalila
Mi
sarebbe piaciuto fosse continuato ancora, perché
la sera quando torni a casa ti chiedi: ma sarò
capace di nuovo????? ma ero proprio io oggi con la
650???? forse ero posseduta!
Angela
Il
corso? utilissimo lo consiglierò a tutte le
mie amiche che vorranno imparare a
guidare un due ruote. è bellissimo avere questa
esperienza con le altre ragazze, grazie!
Alessandra
|