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Carrello portamoto
Sto cercando un carrello per le moto, ho visto che ci sono 2 tipi di carrelli: appendice e omologati normali. Per il primo non serve né assicurazione né passaggio, è più piccolo; per il secondo, avendo il libretto di circolazione, bisogna fare il passaggio, il bollo e l'assicurazione.... Ma non ho ancora capito che differenza ci sia tra i due. E potrebbero andar bene entrambi anche per moto stradali?

Sul carrello appendice non puoi trasportare la moto. O meglio potresti, ma diventa estremamente difficile. Credo ci siano limitazioni alla tipologia di beni che si possono trasportare con un carrello appendice, ma questo sarebbe niente se non fosse che il carrello appendice non puo' superare una certa dimensione e una certa struttura relativamente alla disposizione degli assi-ruote. Ne consegue che il piano di carico del carrello appendice e' collocato al di sopra dell'asse delle ruote e quindi si trova parecchio alto da terra, mentre i carrelli omologati per il trasporto dei veicoli possono avere il piano di carico alla stessa altezza dell'asse e quindi hanno un accesso molto piu' semplice.
Poi c'e' il problema delle sponde: il carrello appendice deve avere determinate caratteristiche per il contenimento dei beni su di esso, mentre il carrello per il trasporto dei veicoli segue altre specifiche. Insomma, anche per evitare rogne in caso di controlli e' di gran lunga meglio usare il carrello portamoto.
Relativamente a quest'ultimo c'e' poi da fare una sostanziale differenza fra carrelli con sospensioni a balestra e carrelli con sospensioni di derivazione automobilistica. I carrelli con sospensioni a balestra si trovano anche a 4-500 mila lire, sono residuati degli anni 70 (da allora non si possono piu' omologare) e hanno la simpatica caratteristica di ribaltarsi
in curva.
I carrelli con sospensioni automobilistiche (praticamente tutti quelli recenti) reggono bene anche a velocita' sostenute e a fondi irregolari come le sempre temibili congiunzioni dei viadotti. Si trovano nuovi a partire da 1,3 milioni e usati a partire da 7/800 mila lire. Vanno comunque immatricolati e quindi targati e poi pagano bollo e assicurazione e, in caso di cambio di proprieta', ci sono le tasse di trascrizione e quant'altro.
Insomma sono strumento della solita perversione mafiosa della nostra burocrazia.

Quali sono le difficoltà principali per far salire e scendere la moto dal carrello? E' vero che è facile precipitare?

Premesso che in parte dipende dal carrello e da come è fatto, l'operazione non presenta difficoltà particolari.
Gli elementi di rischio sono costituiti soprattutto dall'eventuale inclinazione del carrello. L'ideale è disporre di un terreno d'appoggio ampio e pianeggiante, prendere una brevissima rincorsa e mantenersi in linea con il centro della rampa. Se non si esercitano spinte laterali, ma solo una nella direzione necessaria, la moto salirà facilmente sul carrello e andrà ad incastrare la ruota anteriore nel bloccaruote apposito.
Il tutto si può fare anche da soli con un minimo di pratica. Suggerisco di mettere le cinghie sulla moto prima di caricarla sul carrello, fissandole alla piastra di sterzo inferiore se si tratta di moto stradale e al manubrio se si tratta di moto da fuoristrada. Il problema, infatti, nasce solo nel momento in cui si debbono mettere le cinghie. Se si è in due, uno regge e l'altro aggancia; se si è da soli, basta una minima oscillazione del carrello perché la ruota anteriore perda l'appoggio e la moto si accasci sul fianco.
Per evitare di inciampare nelle estremità delle cinghie è bene agganciarle a qualche elemento superiore del telaio, sarà poi facile e rapido passarle agli appositi anelli del carrello.
Un'altra accortezza riguarda la rampa. E' bene che sia larga e non troppo svasata perché, soprattutto scendendo, è possibile che la ruota posteriore si arrampichi sul fianco della rampa rendendo estremamente faticosa (o traumatica) la discesa della moto.
Relativamente alle cinghie c'è da dire che quelle a cricchetto sono le migliori in quanto il sistema di arresto è praticamente perfetto. Quelle con la "ganascina" sono più pratiche e veloci da usare; bisogna tuttavia sceglierle di ottima qualità perché tendono ad allentarsi, soprattutto con le moto pesanti.
La tensione delle cinghie deve essere tale da evitare che, in caso di buche, la moto comprima la sospensione al punto che si possano sfilare i ganci.
Una volta messa la moto sul carrello e agganciate le cinghie anteriori, bisogna prestare attenzione a dove sono i ganci per le cinghie posteriori. Alcuni carrelli, infatti, hanno degli anelli posizionati assai male, al punto che la cinghia tira la moto verso la parte posteriore del carrello stesso, creando non pochi problemi nella guida e qualche pericolo di caduta
aggiuntivo. Anche le cinghie posteriori devono esercitare una trazione verso la parte anteriore del carrello, spingendo la moto contro il bloccaruota.
Volendo fare una raffinatezza si può legare la ruota anteriore al bloccaruota. Questo serve nel caso in cui le cinghie cedano mentre si è in viaggio. La moto, legata, resta sul carrello, mentre se fosse libera potrebbe colpire qualcuno o qualcosa, con immaginabili risultati.

(FC)

vedi anche: Carrelli portamoto e furgoni

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