Come
pulire il casco
Sembra fantascienza ("missione
sfiga" piu' che altro ;) ma in viaggio mi si è
praticamente disintegrato pezzo a pezzo il casco. Appena partiti
si e' staccata una bocchetta dell'aria, poi l'altra (così
faceva un sibilo dentro che variava a seconda della velocita'
e dell'inclinazione, e pareva di stare nel mezzo di una tempesta
di vento su marte invece che in cima al passo Resia ;) Poi
si e' fatta una bolla sulla vernice e si e' staccato un po'
di lucido. Infine, si è magicamente rotto un attacco
della visiera, sistemato al volo con dello scotch che cambiavo
ogni mattina (infatti i ricambi di questo casco li avevano
solo i negozi della stessa marca, che non era proprio la cosa
più facile da trovare in ogni angolo delle Dolomiti).
Mi sa che il dio dei caschi ce l'aveva con me in questo viaggio
;)
Poi invece ho scoperto che stupida ero stata io! Avevo lavato
il casco qualche giorno prima. L'acqua non era fredda o appena
tiepida, anche se fortunatamente non proprio bollente. Ho
usato un detersivo liquido per i panni... così abbondante
che per tutto il viaggio, nonostante il casco si disintegrasse,
rimaneva persistente un meraviglioso profumo di marsiglia.
Poi ovviamente, dato che ho lavato il casco pochi giorni prima
di partire, l'ho lasciato al sole 3 giorni nella speranza
che si asciugasse bene per tempo.
Il casco si lava rigorosamente con
ACQUA TIEPIDA e poco SAPONE NEUTRO (non aggressivo).
NON usare PRODOTTI CHIMICI o SOLVENTI (diffidare
di qualsiasi prodotto anche se venduto specificatamente per
la pulizia del casco e/o della visiera, fatto salvo non sia
consigliato e testato da aziende produttrici di caschi).
Mai,
in nessun caso, un casco deve essere esposto a fonti di calore,
incluso sole, stufe, acqua calda ecc. (per asciugarlo dopo
il lavaggio metterlo all'ombra in un luogo ventilato).
Vediamo perché.
Tutte le prese d'aria, lenti
e supporti di tutti i caschi sono fatti di plastica (policarbonati,
abs o derivati), che modifica la propria struttura fino anche
a distruggersi se sollecitata o intaccata da solventi (basta
addirittura anche solo un'esposizione prolungata ai vapori
della benzina verde, tipo quando si appoggia il casco in plastica
sul serbatoio, vicino allo sfiato dello stesso o sullo stesso
inserito direttamente nel tappo). A questo punto le prese
d'aria & c., sottili sottili, alla prima pressione si
disintegrano.
Se poi anche il casco stesso è in plastica, la calotta
- dallo spessore molto più elevato di 3/4,5 mm - rimane
sì più compatta delle prese d'aria, ma subisce
comunque la stessa reazione chimica e, in caso di incidente,
rischia di non garantire quanto previsto dalla omologazione
ECE22-05.
Alcuni suggerimenti da
parte di un noto marchio di caschi: Arai
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