| L'inquadratura
Nel
rettangolo della nostra fotografia compaiono dei soggetti,
la disposizione nello spazio di questi soggetti la chiamiamo
inquadratura. Una inquadratura sbagliata rende brutta qualsiasi
fotografia. Ecco perché quella massima del mio professore:
linquadratura rappresenta il 90% della foto e la decidiamo
al momento dello scatto.
Saccheggiando la terminologia cinematografica possiamo provare
a dividere in categorie le inquadrature per comprendere meglio
di cosa stiamo parlando.
Ovviamente, in questa sede possiamo solo dare dei consigli,
o delle regole di massima, poi tutto sta nella sensibilità
di ognuno, nel modo di vedere le cose e di interpretarle.
La fotografia rimane sempre e comunque una forma di arte quindi
non può far altro che rispecchiare noi stessi, allora mi piace
pensare che la fotografia ha sempre due soggetti: uno davanti
e uno dietro lobiettivo.
Primissimo
Piano: è uno dei modi più efficaci di perdere unamicizia,
è impietoso e piuttosto difficile da realizzare, sia tecnicamente
sia a causa dei soggetti
. Consiste nellinquadrare
lo sventurato da poco sotto il mento a metà fronte. È chiaro
quindi che o stiamo fotografando una/un modella/modello preparato
da ore di trucco e diversi etti di cerone oppure sembrerà
una foto per un trattato medico sulle malattie della pelle.
Scherzi a parte se proprio ci scappa un PPP (Codice che sulle
sceneggiature indica il primissimo piano) qualche escamotage
possiamo utilizzarlo. Prima di tutto è essenziale utilizzare
un teleobiettivo non troppo spinto, ad esempio per il negativo
24 X 36 di dovrebbe utilizzare un obiettivo tra gli 85mm ai
105mm. Un obiettivo di focale minore provocherebbe una antiestetica
deformazione, e nessuno vi ringrazierà di avergli fatto apparire
un naso più grosso di quello che si ritrova. Altra accortezza
è lutilizzo di un filtro che diminuisca la definizione
dellobiettivo, ovvero la capacità che questo ha di rilevare
i particolari. Infine curiamo molto la luce, evitiamo una
illuminazione diretta o di taglio, ovvero una luce che provenendo
di lato o dallalto o dal basso evidenzi gli inevitabili
rilievi della pelle e che crei troppi contrasti tra luci ed
ombre. Cerchiamo di illuminare il viso del soggetto con una
luce riflessa, anche un muro bianco illuminato dal sole è
un ottimo proiettore di luce diffusa.
Primo
Piano: il taglio dellinquadratura va dal petto a
qualche centimetro sopra la testa. Risente ovviamente meno
degli inconvenienti tipici del primissimo piano ma è bene
seguire comunque le regole già descritte. Nel primo piano
dobbiamo fare attenzione anche ad un altro fattore: lo sfondo.
Il soggetto deve essere il protagonista della foto, deve spiccare
dallo sfondo dando la netta impressione che sia staccato da
esso, possiamo ottenere ciò in diversi modi. Prima di tutto
scegliendo uno sfondo neutro e con dei colori che siano il
più possibile diversi da quelli del soggetto, se poi riusciamo
a renderlo del tutto sfuocato, utilizzando le peculiarità
degli obiettivi e dei diaframmi come descritto, è ancora meglio.
Altre regolette: nel primo piano non dovrebbero comparire
le mani del soggetto (ne quelle di altri), la fotografia dovrebbe
essere scattata leggermente dallalto, diciamo che lobiettivo
dovrebbe stare allaltezza della fronte del soggetto,
in ogni caso mai e poi mai dal basso, infine evitare le foto
frontali scegliendo una inquadratura di tre quarti per evitare
che sembri una foto tessera.
Mezza
Figura, Piano Americano e Figura Intera: la Mezza Figura
inquadra il soggetto dalla vita in su avendo laccortezza
di lasciare dellaria sopra la testa. Lunica cosa
a cui bisogna stare molto attenti sono le mani, attenzione
a non tagliarle via dalla inquadratura. Il Piano Americano
(che personalmente detesto) taglia più o meno alle ginocchia,
è talmente brutto che non ci sono regole, se volete farlo
fatelo come vi pare. La Figura Intera, singola o di gruppo,
rappresenta forse la fotografia più scattata, è piuttosto
semplice da realizzare ed occorre solo saper bilanciare lo
spazio sotto i piedi e quello sopra la testa. In linea di
massima sopra dovrebbe esserci il doppio dello spazio che
sta sotto. Stare attenti, infine, alla posizione che assumono
i soggetti, se troppo rigidi o troppo rilassati possono assumere
delle pose poco felici ma questi sono affari loro.
Ci
sono delle regole comuni a queste tre inquadrature su cui
sarebbe bene porre un poco di attenzione. È sempre una buona
cosa comprendere una parte di cielo nellinquadratura,
aggiunge respiro alla foto; usare un grandangolo se si vuole
visualizzare il luogo in cui la foto viene scattata; posizionare
la macchina fotografica in basso, circa alla vita dei soggetti;
stare attenti a tenere la macchina fotografica perpendicolare
al terreno soprattutto se si utilizza un grandangolo molto
spinto, e resistere alla tentazione di inclinarla per farci
stare tutto.
Panoramica:
il nome rivela già la natura della fotografia. La regola principale
di questa inquadratura consiste nellevitare che lorizzonte
capiti al centro della fotografia. È buona norma infatti che
lorizzonte stia al di sopra del centro dellinquadratura
a meno che non sia proprio il cielo, magari dei bei nuvoloni
illuminati dal sole al tramonto, il protagonista della nostra
foto. Evitate infine di inserire in una panoramica dei soggetti
umani, se non involontari, tanto non li vedrebbe nessuno e
nessuno comunque li riconoscerebbe!
Still-Life:
quello che in pittura è detta natura morta ma non solo. Per
brevità comprendiamo nello Still-Life anche la fotografia
architettonica, industriale, artistica,
tutto ciò insomma che genericamente non comprende cose vive
come soggetto principale della inquadratura. Naturalmente
la prima cosa che ci viene in mente è la motocicletta, una
bella foto da mettere sul Web, allora cerchiamo prima di tutto
uno sfondo non troppo colorato o almeno non più colorato della
nostra moto. Poi sistemiamo il mezzo in modo che venga illuminato
da una luce di taglio ma non troppo radente, per esaltare
i particolari meccanici. Scegliamo una posizione che ci consenta
di vedere tutto il veicolo e poi via, una bella foto. A meno
che non vogliamo ottenere effetti particolari evitiamo il
grandangolare che deturperebbe le belle forme della motocicletta.
Se proprio ci deve stare seduto sopra qualcuno fate in modo
che questo non copra troppo la moto, se sta in piedi deve
stare DIETRO! Ovviamente questo vale anche se state fotografando
unautomobile, anche se non capisco che gusto ci sia
a fotografare unautomobile. Nello Still-Life possiamo
comprendere anche il dettaglio ovvero la fotografia
di un oggetto in un suo particolare, in questo tipo di fotografia
è bene utilizzare lo stesso tipo di luce radente per evidenziarlo
meglio ma scegliamo un grandangolo, anche se ci costringe
ad avvicinarci di più e quindi a rischiare di farci ombra,
perché con la sua maggiore profondità di campo ci consente
di aver un maggior numero di componenti a fuoco.
Fabio
Lagatta
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