IL
MIO PRIMO CORSO DI ENDURO
Bam!
Occhi spalancati. La stanza è piena di luce:
non possono essere le sette...
Otto e cinquantotto! Porca vacca... in questo momento
esatto dovrei essere alla pista da cross di Bellinzago
per il corso! E Roberta? Oddio... ho bucato l’appuntamento
di ben un’ora e un quartoooo! Ste, amore, vita
mia, ti adoro, ma quando non metti il repeat alla
sveglia...
Vabbè, soluzione trovata. Passaggio al volo
in moto fino a Bellinzago e poi rientro con Roberta
(se mi parlerà ancora…). Bell’inizio
comunque, presentarsi con un’ora di ritardo!
Mentre l’istruttore spiega (e se avessi ascoltato
con maggiore attenzione forse avrei evitato il primo
battesimo del fango) Maurizia mi dà un po’
di attrezzatura: stivali, protezioni, guanti, pantaloni...urca
il casco...mi devo tenere il mio integrale senza mascherina,
mi toccherà tenere abbassata la visiera, quella
che non lavo ormai da mesi... pagherò la mia
pigrizia. Ah, ecco che mi viene condotto il mio destriero.
Destriero, questo è più un elefante!
Magrolino, ok, ma mi arriva all’altezza del
fegato!
Ah, un due tempi... quelli che dicono che appeni tocchi
l’acceleratore ti parte... bene, bene.
E con l’accensione a pedale ovviamente! Manco
riesco a mettere in folle se tengo a terra l’altro
piede (piede, la punta del piede) figurati arrivare
in fondo alla corsa del pedale d’accensione!
Ma che dire? Poche storie, che gli altri stanno già
aspettando!
Eccoli lì, un mucchio di colori all’imbocco
del sentiero. Ci sono, ci sono...andiamo. Cioè,
vanno. Dai, stagli dietro, osa la seconda (ihihi).
Va bene, neanche trovi la leva del cambio stando in
piedi, siediti e cambia e poi rialzati (speriamo che
non mi vedano, scena patetica...).
Urca, il sentiero curva, c’è un mezzo
tronco, dei sassi, buche, fango...accidenti...l’albero!
Ok, ok, ho capito...in curva mi devo sedere sì,
l’ha detto l’struttore, ma io mi stavo
cambiando!
Cerco di confondermi nel sottobosco e riparto (almeno
la moto è rimasta accesa...).
E via con gli esercizi. Avete presente il fantastico
“otto” dell’esame di guida? Rieccolo,
ma sempre più difficile,
siore e siori. Altro che, quel po’ di brecciolino
che secondo me spargono apposta ogni mattina nel circuitino
della Motorizzazione: qui ci sono terra, sassi, buche
e buchette, erba, arbusti, etc. etc e il tutto da
un’altezza che ancora un po’ mi vengono
le vertigini. Prima curvi di là, poi curvi
di qua; seduto, in piedi, in piedi, seduto e su quei
gomiti!!
Pausa pranzo. Panini al prosciutto, formaggio, cioccolata,
wafer, coca-cola, vino, tè caldo, acqua, vi
prego, acqua che sto morendo di sete...ops...non esagerare
che poi come minimo in mezzo al bosco fai fermare
tutta la carovana e "un albero a una donna di
solito non basta alla bisogna"! Si riparte, stavolta
solo noi donzelle principianti, ma con l’istruttore
tutto per noi. “Adesso facciamo qualcosa per
farvi passare le paure”. Passare sì,
se non ti spacchi prima. E vai con le discese e le
salite, anzi, qui calza a pennello la nota
canzone:
”le discese ardite e le risalite” non
dimentichiamo che siamo pur sempre “Ardite Motovelociste”!
Ritornano gli altri. “Cosa facciamo fare adesso
alle ragazze? Il tronco, i whoops, là non so
è tutto ghiacciato...” Oohh calma...che
tronchi? Cosa sono i whoops?? Il ghiaccio no, per
favore! Ma che parli a fare? Via in mezzo al bosco,
prop
rio
in mezzo, fra gli alberi, che ci aspetta un bel tronco
da saltare. D’altronde nella vita non si sa
mai che ostacoli si possono incontrare, meglio essere
preparati! Ma i whoops, beh, quelli superano qualunque
giostra, ottovolante o diavoleria da luna park mai
provata.
Tutto un sentiero di cunette, una via l’altra,
con la moto che adesso, sì, diventa un fido
destriero e non vorresti che finisse mai!!
E invece la giornata finisce. Fra un po’ è
buio. Si torna. Ma quando si ritorna? Io voglio ancora
sentire la strada che mi scivola via sotto le ruote,
la moto che sembra andare dove vuole lei e invece
come niente la riprendi, il terreno che ti fa rimbalzare
ma poi ti acchiappa di nuovo, le pietre, i rami, il
fango, le buche, che mai crederesti di poter superare
su due ruote e che invece passi via, stupendoti di
essere ancora in piedi e felice!
Valentina