Gara
d’apertura del Campionato Regionale di Enduro
Cerro
al Lambro, 6 marzo 2005
Ezia,
Viviana, Chiara, Arianna.
Quattro piccole e grandi donne si sono presentate,
nonostante il freddo, nonostante il fango, ai nastri
di
partenza
della prima gara di campionato regionale di enduro
2005, organizzata dal M.C. Melegnano. Per Ezia è
la prima volta! E’ tesa, perché non conosce
ancora la sua moto. E’ passata da un quattro
ad un due tempi e non si è ancora abituata
all’idea. E’ felice, perché sa
che si divertirà e che ci siamo noi a fare
il tifo per lei. Per Viviana non è un problema.
Lei va in moto fuori strada da quando aveva sedici
anni. E’ serena e tranquilla e, infatti, arriverà
prima della sua categoria. Chiara ha quattordici anni,
ha grinta da vendere e ha già alle spalle un
campionato italiano di motorally con la maglia Donnefuoridistrada.
Arianna
è dolcissima, sorride, sembra una bimba che
ha appena finito di giocare con la Barbie. Arriverà
seconda! Maurizia è la loro colonna. Veterana
dell’enduro e del cross, ha iniziato trent’anni
fa e continua...continua...! Le assiste, le consola,
le va a recuperare se si perdono, è il loro
punto di riferimento.
Verso le dieci inizia la gara, loro partiranno per
ultime, troveranno fango, neve, ghiaccio, solchi e
buche scavate dai 245 piloti che le hanno precedute.
Hanno un’ora e quarantacinque minuti per arrivare
al controllo orario, dopo due prove speciali veramente
dure: non si sta in sella, si scivola, non si riesce
a far trazione, troppo fango! Dopo circa un’ora
dalla partenza, ci telefona Ezia. E’ caduta
appena dopo la seconda prova speciale, è dolorante,
non riesce a far ripartir il mezzo, maledetto due
tempi! Non sa dove si trova, vede solo alberi e campagna,
non ha punti di riferimento. Parte la scopa e
dopo
circa mezz’ora arriverà sconsolata, triste
e arrabbiata. Ha battuto rovinosamente il fondo schiena
cadendo su un cumolo di neve e non riesce più
a stare in sella. Al secondo giro Chiara rimane in
panne! E’ rimasto il filo
dell’acceleratore
bloccato. La scopa la trova e avvisa l’assistenza,
che le risolve il problema. Terminerà la gara
con gran soddisfazione! Oggi è veramente dura.
Verso mezzogiorno, quando la temperatura sale di qualche
grado le prove speciali diventano impercorribili e
fisicamente pesanti. La fatica si fa sentire e a mano
a mano che passano le ore i fetucciati si trasformano
in due enormi piscine d’acqua putrida!
Nel corso dello svolgimento della gara, al box si
lavora; si calcolano i tempi, si attendono i piloti
del team, si ripara qualche mezzo che ha bisogno,
si riforniscono i serbatoi, si approntano viveri d’ogni
genere e bevande calde. Non ci sono solo le ragazze,
ma anche ragazzini in erba accompagnati dai genitori
e i signori maschietti più esperti.
Alla fine della gara tutti i mezzi devono essere portati
al parco chiuso, luogo di partenza della competizione,
per il tempo necessario. Mentre i concorrenti, stanchi
e infangati dalla testa ai piedi, si cambiano e restano
in attesa della restituzione della moto, si tira il
bilancio della gara: i visi tesi si distendono, lasciando
posto alla fatica. Il maestro Benedetti, che salirà
sul podio, prende da parte gli esordienti sconsolati,
li rasserena, si complimenta con loro, spiegando che
sono stati grandi ad arrivare alla fine e scuotendo
la testa dice loro “oggi proprio non fa testo...”
Simonetta
Nelle
foto, Ezia Viviana e Mauriza, Chiara, Arianna, una
vista della prima prova speciale.