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3° MEETING EUROPEO MOTOCICLISTE
23-24 agosto 2003
Autodromo di Varano de' Melegari (Parma)

REPORT

 

Con pazienza certosina il mio fan più accanito osserva attento le immagini sullo schermo, sono più di 400 foto, chi cerca trova, mi chiama " Ma quella lì sulla quarta moto non sei tu?". A mala pena, dopo un'accurato esame, mi riconosco dal casco e dalla giacca. Mi vedo in piedi, saldamente ancorata
alle pedane e al manubrio, saldamente incollata alla ruota posteriore dell'istruttore, lo sguardo estasiato e concentrato...
Non ho paura, sono incuriosita, non riesco a immaginare come sarà.
Ci troviamo più o meno puntuali davanti al box 19. Le moto, due di loro ancora immacolate, aspettano noi. Guido io, guida lei, guidi tu, io porto lei, lei porta l'altra, non riusciamo a raggiungere il campo pratica in un
unico viaggio, l'istruttore allora ne porta due... :-)
Il primo esercizio è con questa salita che vista da terra è leggermente in salita, ma quando te la trovi davanti in piedi sulle pedane, in questa posizione per me ancora innaturale, con i polsi pesanti sui quali grava tutto il peso del corpo, senti la ruota posteriore slittare sui sassi, credo di avere davanti un muro, e l'istruttore urla indiavolato, a me??
"Acceleraaa!"... e poi accarezzo il fianco della collina, e poi sono stesa a terra. I nostri angeli protettori si muovono come fulmini, mi ritrovo in piedi e già in sella, lui beato mi dice "Ci vuole il fisico, nell'enduro si
cade!" Beh, se mi da il via libera lui, allora non ho più freni inibitori!
Uno sguardo luccicante , sguardo che ha visto l'orizzonte più e più volte, ci parla del salto, una delle sensazioni più belle da provare. E noi diamo gas, rallentiamo, apriamo e passiamo sopra il dosso, chi incerta chi più audace chi sobbalzante chi determinata, tutte spicchiamo il volo, il motore sospeso nell'aria urla impazzito,l'istruttore che sbraita "Mollate il gasssssss!" e poi tocchiamo terra, e subito la curva che porta al punto di partenza ci accoglie, felice di farci saggiare il suo soffice terriccio.
Cambiamo tipo di sterrato,ho ancora davanti agli occhi l'espressione sconcertata di Paolo e Alberto: i paletti e il fettucciato da loro predisposto il venerdì per delimitare il percorso sono stati prelevati dai
soliti ignoti, rimangono solo 4 paletti sperduti in mezzo ai sassi.
All'orizzonte dei villegianti hanno scelto il letto del fiume per campeggiare, a fianco del nostro percorso. L'uomo di famiglia non crede ai suoi occhi: tutte donne che come birilli vengono atterrate dal lento
scorrere del fiume. Ed eccolo saltellare e sguazzare nell'acqua, spostare i massi che crede i più grossi per facilitarci il guado e noi tutte che lo guardiamo attonite e divertite...
L'ora del guado sia fatta: lui sì che ci apre le sue acque, ci accoglie a braccia aperte. L'attrito dell'acqua , superiore a quello dell'aria, ci coglie impreparate, le prime mantengono la stessa velocità e affondano
inesorabilmente nel fiumiciattolo. E poi , sempre gli omnipresenti istruttori sono al loro fianco con l'acqua che gli arriva alla vita, sollevano la malcapitata di turno, la moto, poi uno al di qua del guado con
mille raccomandazioni e spiegazioni, l'altro al di là che ci urla "Adesso! Accelleraaa!"
Sento le ruote vivere di moto e direzione propria, sento che sto sprofondando, la mia mano sciopera contro la mia incertezza e sbuco fuori dalla pozza.
Adesso sono TROPPO contenta, raggiungo celermente le mie compagne d'avventura e ci lanciamo verso il secondo guado con l'urlo di battaglia "Se sei incerta, acceleraaaaaaaaaa!"
Dalla pista non proviene più alcun rumore, sugli spalti si respira un'aria di quiete momentanea.
Molte di noi affollano l'accesso all'area ristorante, un'insistente chiacchiericcio smuove l'aria bollente che spira da tutto il giorno.
Dall'alto vedo le moto allineate di fronte al bar, a riposo, e finalmente posso avere una visione d'insieme, incredibile pensare che le proprietarie siano tutte donne, ma dove siete? dove vi nascondete? come mai non vi incontro nelle strade che percorro tutti i giorni?... mi piacerebbe fare una foto, con noi tutte allegramente sulle nostre adorate... incontro le mie compagne di corso, decidiamo di cenare assieme. Dobbiamo ancora parlare lungamente delle nostre misere esibizioni di oggi, a noi si aggiungono anche
le amiche delle amiche. C'è chi viene da Roma, chi da Reggio Emilia, chi da Brescia. Parliamo di moto, del nostro lavoro, delle nostre famiglie, abbiamo una vita alle spalle e solo una notte per farcela stare tutta. La frutta è ormai appassita sulla nostra tavolata quando un'anima pia ci avverte che l'estrazione è già cominciata.
Talmente assorte nei nostri discorsi ci guardiamo attorno e siamo sole nella sala deserta.
Ti rendi conto di assistere a qualcosa di speciale quando ti lasci trasportare dalle emozioni, quando dopo capisci che è stato unico.
Anche a cercare a pagamento un anchor woman di tale simpatia e prontezza di battuta non la si sarebbe trovata. Eccola lanciata nel "bacio di ringraziamento" alla Furlan da parte di tutte le vinvitrici, eccola lanciata nel " diamo un volto a quella gran rompiscatole di...", eccola pronta a commentare con ironia e malizia le doti fisiche di chi ha vinto dei pantaloni di pelle attillati, di chi ha vinto un kit per moto senza neanche possederla ancora.
Inesauribile, instancabile ci delizia e intrattiene con la sua carica e quando infine ci congeda con " Adesso per le giovani la musica con dj e per le vecchiette la proiezione del film" credo che tutte noi avremmo voluto che da quello scatolone come per incanto comparissero altri regali solo per scoltarla ancora e ancora.
La domenica mattina vorrei assistere ad un turno in pista, sono fortunata il primo è quello delle esperte. Molte le ho viste nel filmato la sera precedente, presenti fin dall'inizio, fin dai primi corsi, delle veterane.
Confronto il loro briefing con il nostro : noi lesse, a bocca semiaperta, sguardo incerto e dubbioso pendiamo dal pilota-istruttore che snocciola a velocità impressionante consigli e tecniche di guida, lui che dice
sorridendo ad una ragazza con una moto da fuoristrada " tu beh, non ti spostare sulla moto... e togli il bauletto!!", io che porto la mia dolce suzukona per la sua prima volta in pista...
In questo turno moto fuori posto non ce ne sono, di ragazze smarrite non ne vedo. Ridono, sicuramente saranno emozionate anche loro, emanano un 'aria di grande sicurezza, quel certo non so che " io so cosa faccio e cosa devo fare". Partono e dopo il primo giro sono subito veloci. E piegano. E si affiancano, sono due , sono in tre. E non si scompongono.
Mi guardo attorno, saremo una ventina di ragazze in tribuna, sole che guardiamo loro che corrono anche per noi. E accellerano sempre di più.
Provo paura per loro, in fondo è permesso non essere tutte uguali.
Qualcosa mi distrae, una domanda insistente " Ma quella non sei tu?", sì, sono io... e per un attimo ero di nuovo tra voi.
Carla,
Suzuki Gsx

Osservo le altre ragazze girare in pista dal box, nel frattempo mi bardo dietro la tuta, cercando di trattenere fuori e distante dal cuore la paura (sì lo ammetto), respiro a fondo nel casco, accendo la moto, vibrazione iniziale. Mi tolgono il cavalletto (la Rockster è alta per me), sto in punta di piedi tipo Carla Fracci, libero la frizione e mi avvio verso l'imbocco della pista, semafori verdi, sguardo automatico verso gli specchietti... che non ci sono, accelero, vado su di marce... decelero in frenata, poi lascio la leva del freno e mi lascio attirare verso l'asfalto... piego (quanto? non lo so)...rigablurigagiallarigablurigagiallarigablurigagiallarigablurigagialla sono in curva al cordolo... ok... respiro... si torna in posizione di marcia normale e si aumenta il ritmo, su di marce... tette sul serbatoio... vai di gas...c'è una "S", staccata... ecco ora devo stare morbida di braccia, così...dondola baby dondola, prova a far scivolare la chiappa mimi, ok.. .apri il ginocchio come un'ala... ecco fatto! l'istruttore è davanti a noi segna le traiettorie...e ci guarda voltandosi di trequarti sulla sella... ma come c@zzo fa??? vedo avvicinarsi il curvone a ferro di cavallo, noto che in tribuna abbiamo pubblico... ma io ripeto la mia danza... staccata... moto quasi in stato d'inerzia e io che la tiro dolcemente giù e la tengo lì... con le cosce strette ai suoi fianchi per poi risalire in
accelerata e prepararci alla curva finale prima del rettilineo del traguardo... e gettarmi nel cono d'asfalto, con le scie colorate e indistinte delle tribune ai lati... proseguo... faccio 3, 4 giri di pista (??? non li ho mai contati), mi sembra di migliorare minuto dopo minuto... bandiera a scacchi... è l'ultimo giro.... ma solo per questo turno...!!!!
Mimijoy
Io purtoppo al raduno non ci sono potuta venire… il mio mitico Gamma ovviamente 2 tempi ha deciso di lasciarmi all’inizio della stagione e così l’estate l’ho trascorsa a piedi… ma è lo stesso, ci saranno altre giornate di sole e altre gomme da consumare… cosa mi dispiace? Non essere venuta al raduno??!
E’ da quando ho scoperto il sito che seguo, via pc, le iniziative, le lettere, e i 1000 consigli che date, e così già questa primavera pregustavo di essere lì con voi e la mia bimba e farla urlare sull’asfalto rovente di Varano… invece mi ritrovo in ufficio a rubare tempo al lavoro (ma chissenefrega?!?!) per leggere i commenti e sfogliare le foto delle “elette”… e se devo dire proprio tutta la verità ogni tanto gli occhi lucidi mi sono venuti, ma il colpo di tosse è sempre una scusa valida!!
Volevo vedere negli occhi chi come me ad ogni semaforo viene squadrada e sfidata, chi a dovuto combattere contro certi uomini bigotti che credono che se non hai gli attributi non sei degna di una moto e che invece ogni giorno dimostrano che su quelle moto noi ci sappiamo andare e anche forte. Ho cominciato ad andare in moto più o meno da quando ho iniziato a camminare, ogni cosa su 2 ruote era mia e i miei non sapevano proprio da dove fossi sbucata, loro che la moto non la sanno neanche guidare. Hanno sperato che il tempo e gli ormoni mi portassero lontana da quel mondo, e invece l’età mi ha solo permesso di realizzare il mio sogno… 2 ruote con un motore!! Prima l’NSR, le prime cadute e le prime stampelle, fino a fonderla e farla stare insieme con lo scotch… e allora si ricomincia altro giro, altra moto e altre avventure… fino ad arrivare a lei, la moto x eccellenza, un due tempi puro... un Gamma per gli amici.., un Suzuki RGV Gamma 250 per tutti gli altri.
Era con lei che volevo stare insieme a Voi, volevo sentire le vostre di moto ma finalmente vedere e sentire delle voci di donna, fuori e dentro la pista, per chi come me è spesso x i circuti di tutta italia ma sempre e solo con uomini.
E chissà quante come me a quel raduno?!? Volevo ascoltare delle storie, volevo vedere altri sogni come i miei realizzarsi… uffa che rabbia invece sono ancora qui, sempre solo davanti al pc…
A proposito volevo abbracciare tutti coloro che ci stanno vicino e che ci supportano, per quanto mi riguarda primo tra tutti il mio fidanzato che per fortuna è come me, ma che a differenza di molti non ha avuto paura delle mia tuta e del mio casco ma anzi che mi supporta e sopporta tutte le volte, e vi garantisco che sono molte, che il Gamma si rompe o che gli voglio dare fuoco, e poi ovviamente gli amici, con i quali si macinano km fuori e dentro le piste, con i quali si sta fino a notte fonda a parlare di caburatori, regolazioni e cv alla ruota.
Un forte abbraccio a tutte voi e grazie x averci creduto…
Erica

Mancano poche ore alla partenza per Varano. Localita’ a me nota per tanti motivi, Il Tday, qualche giro in pista anni orsono ed oggi, per il terzo raduno europeo di noi motocicliste.net.
Ho preparato la borsa serbatoio e lo zainetto. Sono solo tre giorni, ma il bagaglio e’ sempre troppo o forse poco. Non sono certa di aver preparato tutto. Lo spazzolino ? La cerata in caso di pioggia?
Mi sembra tutto a posto. Esco dall’ufficio e vado a casa di corsa per preparare la moto, indossare la tuta in pelle e trovarmi con altre due ragazze, Elena e Patrizia. L’appuntamento e’ alle due dopodiche’ incontreremo all’autogrill di S. Zenone altre ragazze.
Ok ci siamo, si parte. Siamo circa una decina di moto che partono da Milano. Il viaggio e’ appena cominciato e gia’ sento quel senso di benessere e di appartenenza al gruppo che vivo ogni volta che sono con tutte loro.
La strada e’ diritta, l’andatura moderata e tutto scorre ai nostri lati. Spesso ci troviamo una a fianco dell’altra, come delle amazzoni pronte al combattimento. Siamo lì, tutte vicine che ci guardiamo tra gli specchietti e con piccoli cenni col casco. Spesso l’andatura aumenta per via di qualche sorpasso e il biscione di moto si allunga di centinaia di metri per poi ricompattarsi poco dopo. Ecco ci siamo, l’indicazione dell’autocamionabile della Cisa appena poco prima di Parma. E’ li che dovremo svoltare verso La Spezia per arrivare alla nostra meta, discussa e preparata per mesi, prima del grande evento.
Appena entrate nella Cisa, il cielo comincia a farsi scuro, quasi tetro. I dubbi di tutte noi sono legati all’acqua e se fermarsi per coprirci con le tute anti pioggia o sperare che non venga a piovere. Passano pochissimi minuti d’indecisione e ci troviamo sotto una pioggia torrenziale con il vento che sposta di qualche metro le nostre motociclette e muove pericolosamente le nostre borse serbatoio. Le pozzanghere diventano pericolose e la visibilita’ pressoche’ inesistente. Decidiamo di fermarci, sul ciglio della strada, nella corsia d’emergenza, molto pericolosa per tutte noi, a pochi metri dai camion e automobili che passano. Ma il tempo e’ poco e ci stiamo bagnando moltissimo. Tiriamo fuori le nostre tute antipioggia. Ci aiutiamo l’una con l’altra ad indossare i pantaloni e poi le giacche. Siamo gia’ fradice, ma ormai siamo in ballo e bisogna ballare. Le visiere dei caschi sono appannate. Nel frattempo ci accorgiamo che alcune ragazze sono rimaste indietro, chissa’ dove. Un breve giro di telefonate per sapere dove sono.
Il ponte lasciato qualche chilometro prima.
Grande invenzione il telefonino!
Ma come facevano i nostri predecessori quando si smarrivano!
Ebbene, ripartiamo dopo qualche consulto. L’acqua e’ molto forte, l’asfalto pieno di pozzanghere pericolose ma non possiamo rimanere li, e’ troppo pericoloso. Cosi’, a cinquanta chilometri orari proseguiamo inesorabilmente.
S’intravede un Autogrill, ecco, e’ li che dobbiamo fermarci e cosi’ prima una e poi l’altra, aspettandoci all’ingresso della corsia di decelerazione facciamo staffetta per farci vedere dal resto del gruppo.
Siamo bagnate completamente. Le borse sono zuppe, il ticket dell’autostrada intoccabile, cosi’ come il telefonino, le sigarette.
La pioggia non smette e noi piano piano cominciamo a riprenderci dallo shock iniziale. Eravamo partite da Milano con piu’ di 35 gradi ed ora fa pure freddo!
Beviamo qualche cosa di caldo, cominciamo a scherzare del fatto e della “sfortuna” del motociclista. Nel frattempo qualche impavida ragazza si ferma con noi per lo stesso motivo. Un cenno, un saluto per farci notare e consacrare ulteriormente il senso di appartenenza al gruppo.
Passa un po’ di tempo, la pioggia smette e decidiamo di ripartire. Mancano pochi chilometri e nel giro di pochissimo tempo, il cielo si apre, torna il caldo.
Eccoci, Varano de Melegri, il circuito!
Entriamo come delle guerriere quando entrano al castello dopo la dura battaglia. Qualche saluto con le ragazze gia’ arrivate.
Posteggiamo le motociclette e dopo un minuto di assestamento iniziale con un grande sospiro, ci dirigiamo dalle nostre amiche dell’accoglienza. Sono sempre loro, le ragazze con cui spesso condividiamo momenti piacevoli anche lontano dalle nostre amate moto.
Ed ecco allora la prima a venirci incontro, Vittoria e poi Chiara. Entriamo nei box ed ecco concentrate nel loro lavoro, Paola la presidentessa, la Marcucca, Claudia e tante altre dello staff.
Ci vengono consegnati i numeri da attaccare alla motocicletta. I numeri che ci accompagneranno per tutti i tre giorni.
Ci viene dato il braccialetto e diversi gadget da utilizzare in futuro per la moto e per riconoscerci, come ad esempio la canottierina di motocicliste.net.
Ed ecco ad una ad una le nostre amiche, tutte quante con il sorriso sul volto, felici di rivedersi nuovamente in questa grande occasione. Baci e abbracci. Ragazze viste qualche giorno prima in citta’ e ragazze viste un anno prima, alla stessa manifestazione. Esistiamo!
Bellissimo rivedere tutte loro, parlare con ognuna di loro e sentirsi finalmente vive come non mai.
Il pomeriggio trascorre tra saluti ed abbracci.
La sera, dopo una calda doccia, si e’ nuovamente a bordo delle nostre bimbe e via, verso l’interno delle colline per cercare un ristorante dove poter cenare.
Siamo tantissime, piu’ di cento solo in quel posto. Le moto tutte posteggiate correttamente meglio di un esercito militare. Siamo molto coordinate in tal senso eh eh eh .
Lo stupore dei commensali occasionali e’ enorme. Mai visto cosi’ tante donne con una motocicletta, giubbini di pelle e casco alla mano. Ci sentiamo uniche, padrone del mondo in questo momento.
Si cena, si chiacchera, si fanno nuove amicizie, si parla di motori, di potenza delle moto, di sospensioni e di come sono belli quei colpi di sole appena fatti ai capelli.
La sera trascorre piacevole ridendo e brindando a questo e a quel fatto. Poi tutte a nanna, chi nei box con tanto di materassino e sacco a pelo, chi in albergo come me, data l’eta’!
L’indomani, sveglia presto, colazione e presentazione per il briefing in circuito. Ore otto e trenta e siamo gia’ lì , pronte per entrare in pista. Il cuore batte forte, gli sguardi di tutte noi si incrociano. Il mio turno e’ quello delle esperte e forse mi ci ritrovo senza aver pensato cosa mi sarebbe aspettato. Moto preparate, da corsa, ed io con Emma Peel, tutta originale, compreso gli specchietti!!!
Ecco che arrivano i piloti BMW, nonche’ Roxy ed Elisa, piloti ufficiali del Team Italia che corre nel BMW boxer cup.
Spiegazione solita delle bandiere, raccomandazioni e attenzioni del manto stradale ancora scivoloso e poi in sella per partire. Accendiamo le moto, il rumore sale, l’odore di gas di scarico, il cuore batte velocemente, la tensione, mista alla paura e alla concentrazione aumentano. C’e’ gia’ caldo a quell’ora.
Ecco Vittoria che ci fa cenno di partire ed una ad una usciamo dal box per avviarci nella corsia d’immissione alla pista.
Entriamo in pista, cominciamo a scaldare le gomme e via via, sfiliamo una per una nella prima chicane, per poi affrontare il piccolo rettilineo e il tornantino.
Ok e’ fatta, dai Robi, abbasso la visiera e via, paura e tensione se ne vanno. Ora penso a guidare. Ecco effettuato il primo giro, la moto risponde bene, le gomme sono ancora fredde e soprattutto nuove!
Via via comincio a girare sempre piu’ veloce, le curve sempre piu’ inclinate. Ormai la moto risponde pienamente ai miei comandi e penso solo ad entrare ed uscire il piu’ veloce possibile dalle curve.
Finisce il turno, vedo la bandiera a scacchi ed effettuo l’ultimo giro prima di rientrare nel paddock.
Mi fermo, tiro un respiro di sollievo. Robi, e’ fatta, mi sento euforica come non mai. Gasata!
Giusto il tempo di bere qualcosa di fresco e poi di nuovo dentro, cosi’ come per tutto il giorno, ad inanellare giri sempre piu’ veloci, staccate sempre piu’ al limite e pieghe impossibili.
La sera, dopo aver inesorabilmente strasudato, mi aspetta una calda doccia, manna dal cielo!
Non uscirei piu’ da quella situazione. Sono molto stanca e le ragazze mi hanno dato appuntamento alle otto per la cena nei paddock. Irene ha mal di testa, ma meno stanca di me. Andrei subito a dormire.
Mi faccio forza, asciugo i capelli, mi trucco un pochettino e mi vesto. Io ed Elena abbiamo portato per l’occasione la camicia ufficiale della Triumph e manterremo in alto questo grande marchio con orgoglio e divertimento.
Siamo tutte pronte, ci troviamo nella hall e subito dopo partiamo nuovamente per il circuito, a poche centinaia di metri dall’Hotel.
Una volta arrivate, ci attende una sala telonata gia’ piena di tante ragazze che, una volta abbandonato le proprie tute di pelle, hanno pensato bene di apparire in splendida forma e molto carine per la serata.
La serata trascorre veloce e piacevole con tanti bei discorsi di Paola e le altre ragazze dello staff, applausi e premi a sorteggio. C’e chi vince un treno di gomme, un viaggio aereo, un telo moto e tante belle cose BMW.
La sera continua a ritmo dance della discoteca preparata per l’occasione all’aperto e tra filmati retro’ che immortalano biker donne e i raduni degli anni precedenti.
Si tira un po’ tardi ma data l’euforia non si vorrebbe mai andare via.
L’indomani, piu’ “tecniche” del giorno prima e piu’ preparate psicologicamente, ci troviamo nuovamente tutte quante al circuito.
Sono lì, pronta ad entrare in pista. La paura del giorno prima e’ passata, rimane solo la concentrazione e la voglia di fare ancora meglio.
Entriamo, si riparte, si riprende quello lasciato il giorno precedente.
Purtroppo c’e’ qualcosa che non va. Molte di noi cadono, la competizione diventa alta, troppa. Veniamo sgridate perche’ cosi’ facendo snaturiamo la filosofia dell’evento. Non e’ nel nostro spirito competere o quasi l’una con l’altra.
Dopo la tiratina d’orecchie, si riprende con piu’ modestia ed attenzione.
Il primo pomeriggo e’ dedicato alla superpole, due giri veloci per consacrare la piu’ brava di tutte noi.
In realta’ sono tutte brave queste donne!
Il tempo vola velocemente e piano piano il circuito comincia a svuotarsi. Ecco i saluti, gli abbracci e la commozione.
Ognuna con la propria moto, carica ancora di piu’ di quando e’ arrivata, esce sfilando tra tutte noi. Qualche cenno, la promessa di sentirci presto, i numeri di telefono memorizzati e poi via, di nuovo a casa.
Mi trovo a letto, lo sguardo fisso al soffitto e la mente che scorre tutto quel film, lungo tre giorni. Le immagini come fotogrammi, le parole, le battute, le risate di tutte noi. Oggi sono molto piu’ saggia e felice di un’anno fa e questo grazie a questo mondo fantastico che sono le due ruote e le donne.
Saremo il Vento.
RobiRat & EmmaPeel Triumph Speed Triple 955i 03

 

 

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