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Un corso per
imparare i segreti delle due ruote. E la passione corre in rete
Le donne scoprono la moto "Siamo
più brave degli uomini"
ANTONELLA ROMANO
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Donne in pista
per diventare veloci come il vento. Correre in motocicletta, sapere
tutto su pistoni e forcelle, cilindri e sospensioni, non è più uno
sfizio riservato solo agli uomini. In Sicilia la passione per la
moto conquista sempre più le ragazze ma soprattutto le
professioniste. E nel circuito dell'autodromo di Pergusa è iniziato
anche un corso di introduzione e perfezionamento alla guida. «Tra
Palermo e Catania si è già costituito un buon nucleo. Molte donne
della mia generazione hanno raggiunto la consapevolezza di poter
guidare una moto di grossa cilindrata, e di poterla quindi comprare,
intorno ai 35 anni, anche se la desideravano da sempre. Ma oggi,
rispetto a ieri, per le strade si incrociano su grosse moto tante
cucciole, come noi le chiamiamo, tra i 20 e i 24 anni, che hanno
avuto un appoggio maggiore in famiglia: il padre motociclista o
situazioni personali che le hanno favorite». Luciana Lupo, 36 anni,
insegnante, è la promotrice di sicilia@motocicliste.net, appendice
isolane del sito www.motocicliste.net che da quattro anni è
diventato il ritrovo virtuale per le motocicliste italiane. La
storia per tante di loro è simile: dopo anni passati a montare in
sella abbracciate al fidanzato, a un padre, al marito, guardando il
mondo sfrecciare a velocità attraverso le spalle di qualcuno, un
giorno è scattato il desiderio di correre tenendo il manubrio e
sfidando a viso aperto il vento e i moscerini negli occhi. «Paura?
Solo all'inizio. Poi passa. Adesso tante di noi, se partono in
coppia col proprio marito motociclista, non rinunciano alla moto:
ognuno guida la propria. Anche perché un centauro non andrebbe mai
in sella dietro alla propria compagna». Chi fa il gran salto,
cerca poi le altre simili per strada o entra nel giro facendo
conoscenza via email. In Sicilia, a inviarsi messaggi in rete da
circa un anno, tra una corsa in moto e un'altra, sono una quarantina
di provette motocicliste, concentrate tra Palermo e Catania,
Caltanissetta e Ragusa, che viaggiano su moto da 600 in su di
cilindrata. Qualcuna ha anche un mille. Tra una conversazione su
Internet e l'altra, è frequente che chi ha una moto di piccola
cilindrata vuole cambiarla per un'altra più potente. «A Palermo -
aggiunge Luciana Lupo - le attive saremo una decina. Il motociclismo
femminile è agli albori e uno dei desideri che scatta è quello di
conoscere le altre simili, anche per avere consigli sulla moto da
acquistare. Abbiamo appuntamenti fissi: il giovedì sera prendiamo la
cremolosa al bar, la domenica organizziamo raduni e passeggiate
tutte insieme». Perché le motocicliste amano sia la semplice
passeggiata ma, come i centauri, hanno anche loro un'anima
"corsaiola". Per assecondare questo desiderio e perfezionare stile,
capacità e tecnica di guida, è stato organizzato apposta un corso a
Pergusa, due giornate dedicate esclusivamente al motociclismo
femminile, coordinate da Raffaele Prisco, tecnico federale, che ha
da poco tenuto un altro corso all'autodromo Levante di Bari.
«L'utenza femminile in moto ha una sensibilità specifica e un modo
d'essere particolare: le donne motocicliste sono in genere
simpatiche e persone dalla mentalità aperta», spiega Raffaele
Prisco, 36 anni, istruttore della federazione motociclistica
italiana. Le lezioni servono a correggere i difetti della tecnica di
guida, della postura ma anche a imparare come frenare in situazioni
d'emergenza, come impostare una curva in velocità e sentirsi sempre
sicure, come evitare un ostacolo imprevisto. E ancora: consigli per
la guida su fondo sdrucciolevole o al buio, nozioni di pronto
soccorso, quelle basilari di manutenzione della moto e di meccanica
e tanti suggerimenti pratici sulla scelta del casco e
dell'equipaggiamento migliore. Tra le motocicliste palermitane
ci sono Marina Ronga, 36 anni, che si occupa di moda, Rosaria
Bonanno, 35 anni, insegnante di latino e greco. Racconta Patrizia
Piazza, 36 anni: «La bicicletta rimane sempre nel mio cuore. Poi ho
avuto una 250 ma dopo un mese volevo già cambiarla con una più
potente: la moto di grossa cilindrata è di una comodità estrema e
andando in gruppo devi andare al passo con gli altri. Ho cominciato
con mio marito come passeggera. Ma ci sono anche stati casi di
mariti che sono diventati motociclisti per seguire le mogli».
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