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  • Procedure più semplici per la liquidazione per furti e danni
    L'Istituto di Vigilanza ha mandato una comunicazione all'associazione delle imprese di assicurazione dal titolo: "Denunce agli organi di polizia di danni diretti agli autoveicoli e certificazioni di chiusa inchiesta per l'indennizzo dovuto per garanzie furto autoveicoli" che dispone la semplificazione delle procedure di liquidazione in caso di furti e danni, eliminando alcune certificazioni attualmente richieste agli assicurati. Allegato
    3.06.05
  • Assicurazioni DECRETO SALVA COMPAGNIEDECRETO SALVA COMPAGNIE: noi italiani abbiamo l'anello al naso?
    dicembre 2002: una sentenza della CORTE DI CASSAZIONE dà ragione alle prove forinte dall'ANTITRUST che mostrano come le compagnie assicurative abbiano creato un cartello ai danni dei consumatori. La sentenza, a fronte di questo reato, condanna le compagnie a risarcire il mal tolto
    agli assicurati
    (oltre che a un'ammenda di 700 miliardi di lire). I consumatori possono così chiedere e ottenere dalle compagnie la restituzione delle somme pagate in più tra il 1995 e il 2001, pari al 20% dei premi pagati.
    aprile 2003: il governo vara il decreto "salva compagnie" che frena i ricorsi degli assicurati al giudice di pace, che non potrà più giudicare (per importi superiori a 1100 euro) secondo equità, ma dovrà giudicare secondo diritto. Ciò significa un iter molto più lungo e complesso, con necessità di avvocati e passaggio attraverso tutti i gradi di giudizio, rendendo - non giuridicamente, ma di fatto - inefficace la sentenza della suprema corte.
    Le compagnie hanno commesso un reato, segnalato dall'Antitrust e riconosciuto dalla Corte di Cassazione. Un reato grave perché ha danneggiato economicamente milioni di asssicurati e violato le leggi stesse del libero mercato. Il decreto in pratica le mette al riparo dai circa 40000 ricorsi
    presentati dagli assicurati
    , grazie a un iter che complica talmente tanto le procedure per essere risarciti delle somme indebitamente pagate alle assicurazioni, da portare la maggior parte di questi ricorsi a essere abbandonati o non presentati dal comune cittadino.
    Il decreto inoltre diventa temibile anche in altri settori, compromettendo il diritto dei consumatori ad ottenere rimborsi di qualunque genere, effettuare contestazioni di bollette o servizi anche di altro tipo (Enel, ecc.), e sceglie di tutelare i poteri forti contro i diritti (riconosciuti e provati) dei consumatori.
    Perché abbiamo un Antitrust e una Corte di Cassazione se poi un qualunque decreto annulla e svuota di ogni efficacia il loro operato? Come si permette il governo di scavalcare tutti i poteri dello Stato?
    E chi siamo noi cittadini e utenti per farci portare in giro in questo modo?
    Per anni abbiamo pagato più del dovuto le polizze di assicurazione auto e moto. Questo abuso è stato provato e riconosciuto. È stata stabilita la procedura del risarcimento.
    Ora un decreto (che ovviamente non può dimostrare l'inesistenza del grave reato commesso a danno di milioni di italiani) di fatto annulla le conseguenze per chi ha commesso il reato.
    Ma noi italiani, cittadini e utenti, secondo il governo, abbiamo l'anello al naso?
    L'Intesa dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) annuncia una campagna di mobilitazione a favore del referendum abrogativo della legge "salva compagnie" con manifestazioni in tutte le città italiane e la raccolta delle firme a partire da settembre.
    maggio 2003
  • MAXI MULTA ASSICURAZIONI
    VIA AL CONTENZIOSO: LE SENTENZE CON I PRIMI RIMBORSI
    Campagna ADUSBEF Onlus di promozione delle azioni giudiziarie per ottenere il rimborso delle quote dei premi illegittimamente pagati alle seguenti compagnie: SAI, GENERALI, HELVETIA, LLOYD ADRIATICO, AZURITALIA, MILANO, RAS, REALE MUTUA, ZURIGO, ALLIANZ SUBALPINA, ASSITALIA, TORO, UNIPOL, WINTHERTUR, AXA, FONDIARIA, GAN.
    L’accusa dell’Antitrust lanciata dal presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato non lascia molto spazio ai dubbi: "Esistono accordi tra imprese volti alla fissazione dei prezzi di vendita. Questi accordi danno luogo ad aumenti dei prezzi e a riduzioni della quantità offerta e determinano, pertanto, una diminuzione complessiva del benessere sociale".
    Gli esempi concreti non mancano e non sono mancati: il più clamoroso è quello delle compagnie di assicurazioni che si sono messe d’accordo per aumentare i prezzi delle Rc auto.
    Un settore dove, dal 1996 al 2001, secondo l’Istat, l’incremento delle tariffe è stato dell’80,2% e continua a crescere di anno in anno.
    Il cartello delle compagnie assicuratrici che ha alleggerito le tasche degli utenti automobilisti è stato specificatamente illustrato dall’Antitrust che ha comminato una multa di 700 miliardi di vecchie lire alle numerose imprese di assicurazioni (n.39).
    Una condanna che è stata confermata anche dal Consiglio di Stato: l'Antitrust aveva, dunque, visto giusto. La società di servizi (Rc Log) con cui le compagnie hanno condizionato il mercato è una delle, purtroppo non rare, espressioni del retaggio monopolista che soffoca la concorrenza.
    Il sistema di controllo del mercato, messo in piedi da numerose compagnie, era talmente sofisticato che, come ha scoperto l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, circolavano tra le assicurazioni scambi di informazioni sui contratti e i prezzi addirittura con messaggi criptati per non essere intercettati dall’Antitrust: il povero utente-consumatore, obbligato ad assicurare il suo veicolo, vagava invano tra le varie agenzie senza scoprire sostanziali variazioni di costo che rendessero conveniente una polizza rispetto ad un'altra. Le compagnie hanno fatto il cartello grazie proprio all'esistenza di questo obbligo, e una volta scoperte hanno agito sulla leva dei prezzi. L'anomalia e la contraddizione di un mercato assicurativo che deve offrire i suoi prodotti a chi è obbligato ad acquistarli, è messo in maggiore evidenza dalla conferma della validità della sentenza dell'Antitrust: le compagnie hanno creato il cartello grazie proprio all'esistenza di questo obbligo ed hanno agito sulla leva dei prezzi. La sentenza del Consiglio di Stato ha sostanzialmente confermato l’esistenza del cartello delle compagnie assicurative sulla Rc-auto ed ha evidenziato come il regime di finto mercato, che ha interessato l'assicurazione obbligatoria per i mezzi di trasporto, ha avuto un suo naturale sbocco nei cartelli monopolisti a danno dei consumatori. La sentenza, oramai passata in giudicato, ha confermato l’illegittima attività delle maggiori compagnie di assicurazione operanti in Italia (SAI, GENERALI, HELVETIA, LLOYD ADRIATICO, AZURITALIA, MILANO, RAS, REALE MUTUA, ZURIGO, ALLIANZ SUBALPINA, ASSITALIA, TORO, UNIPOL, WINTHERTUR, AXA, FONDIARIA, GAN) le quali, sin dal ’95-‘97, attraverso la creazione di un accordo di cartello operavano contro la libera concorrenza del mercato ed ai danni dei consumatori, con una maggiorazione dei premi rc auto intorno al 20%.
    Dopo che è stata accertata giudizialmente la condotta sanzionabile, molti consumatori ed utenti, conservando le vecchie polizze e premi erogati, si sono rivolti alla Magistratura, ottenendo così il rimborso del maltolto.

    Come fare per chiedere i rimborsi e altro, sul sito ADUSBEF www.adusbef.it/trafftel.htm#MultaRCA
  • Assicurazioni e Fisco, le due spese più onerose per i motociclisti
    Il Centro Studi Promotor ha pubblicato un’analisi dei costi di gestione di diverse tipologie di veicoli a due ruote. Su una percorrenza annua di 5.000 chilometri, una motocicletta di 600 centimetri cubici ha costi per 1.817.728 lire. Su questa cifra pesano gli oneri fiscali e l’assicurazione (obbligatoria) sulla responsabilità civile per 1.346.567 lire, cioè il 74% del totale. In dettaglio, gli oneri fiscali (le tasse che si pagano un po’ su tutto quello che si fa e si consuma), incidono per il 35%, mentre l’assicurazione RC per il 39%. Se si stipula un contratto assicurativo contro il furto, i costi dell’assicurazione diventano ancora più significativi. Se si prende in considerazione i costi di gestione di uno scooter di 50 centimetri cubici, si può arrivare anche a una ripartizione dei costi che vede l’assicurazione RC in testa con il 48% del totale, seguita dagli oneri fiscali, con il 34% e da tutti gli altri costi (carburante, pneumatici, manutenzione), con il 18%. E il totale non è proprio trascurabile, visto che si parla di cifre che partono dalle 749.650 lire per un Ciao e che superano abbondantemente il milione per "cinquantini" più sofisticati come lo Scarabeo 50.
  • RC AUTO / ANTITRUST
    L'Antitrust ha diffuso i dati relativi a sue elaborazioni sul comportamento tariffario delle compagnie assicurative nel settore RcAuto, e soprattutto sul lievitare del costo per la riparazione dei sinistri. Le Rc auto, dal 1994 al 2000 sono aumentate dal 92,9% di Firenze al 177,7% di Napoli. Mentre il costo delle riparazioni, tra '92 e '97, in Italia e' aumentato del 58,2%, in Spagna del 26,1%, e negli altri Paesi tutte percentuali sotto il 15.
    Le cifre sono incredibili e rendono piu' credibile la sentenza dell'Antitrust che ha condannato le compagnie per aver fatto un cartello monopolista. Non solo ma e' la conferma che e' proprio qui che bisogna colpire contro la lievitazione delle tariffe, e non con l'autarchico blocco delle tariffe imposto dal Governo con tanto di decreto legislativo che ora, giustamente, e' sotto la lente dell'Ue perche' ritenuto lesivo della possibilita' di concorrenza e mercato.
    Ma c'e' una novita' in piu', grazie a queste tabelle: con questa banda di bricconi nostalgici del monopolio, ci sono anche i riparatori che fanno combutta. Per quale motivo, altrimenti, le riparazioni in Italia sarebbero aumentate del 58,2% rispetto a percentuali di altri Paesi quasi tutte sotto il 15? Forse da noi la mano d'opera costa cosi' tanto in piu' rispetto a questi Paesi, o forse i pezzi di ricambio non vengono presi dagli stessi fornitori tedeschi e britannici?
    ADUC http://www.aduc.it/Avvertenze/AVVultima.html
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