| Autovelox
vedi
sull'argomento il sito www.newstreet.it
Una
esperienza diretta:
Come
ricorrere contro una multa di un autovelox, se questo non
è correttamente tarato
Premesso
che: se c'è un limite questo va rispettato, non c'è scampo
è la legge. E la legge deve essere rispettata, da tutti. Così
come il cittadino deve rispettare la legge, anche lo stato
è tenuto a farlo. Diversi riferimenti normativi a livello
nazionale ed internazionale richiedono la taratura delle apparecchiature
atte a misurare la conformità dei valori acquisiti a determinati
requisiti. L'autovelox ricade proprio in questa classe di
apparecchiature. Se non è stato tarato, non è possibile verificarne
il corretto funzionamento e l'accusa viene a decadere.
Il
metodo qui suggerito per ricorrere contro una multa di un
autovelox si basa sul fatto che la "terribile macchinetta"
possa essere non tarata.
Diversi riferimenti normativi a livello nazionale ed internazionale
richiedono la taratura delle apparecchiature atte a misurare
la conformità o non conformità dei valori misurati a determinati
requisiti. Lautovelox ricade proprio in questa classe
di apparecchiature. Se non è stato tarato, non è possibile
verificarne il corretto funzionamento.
Il modo di procedere è il seguente:
Accertarsi
che il dispositivo in questione sia stato regolarmente
tarato inviando lettera A/R allorganismo che contesta
linfrazione, richiedendo copia del certificato di
taratura
A
questo punto ci sono due possibilità:
viene
inviata copia del regolare certificato di taratura rilasciato
da uno degli organismi preposti (quelli riconosciuti nella
legge 11Agosto 1991 n. 273) à pagate la multa: l'autovelox
è tarato e questo metodo non può essere applicato.
..ma
siccome attualmente gli autovelox in Italia non sono tarati
..
non
viene inviata copia del certificato (perché non esiste), e
nel migliore dei casi viene inviata copia della dichiarazione
di conformità al modello depositato presso il ministero.
Il
ricorso va effettuato all'organismo preposto mettendo bene
in evidenza:
Solo
la taratura consente di accertare se lo strumento funziona
regolarmente o se è affetto da tutta una serie di errori anche
sistematici (ad es. misura sempre un po più o un po
meno delleffettiva velocità del mezzo)
La
tolleranza riportata consente semplicemente al produttore
di produrre oggetti simili allesemplare depositato al
Ministero dei LL. PP. nei limiti dei valori di tolleranza
(il concetto di tolleranza è solo relativo alle inesattezze
di fabbricazione ammissibili, non è possibile pensare di produrre
oggetti tutti assolutamente perfettamente simili al primo
esemplare)
La
norma UNI 30012 il cui campo di applicazione è relativo agli
apparecchi "
i cui risultati della misurazione
sono utilizzati per dimostrare la conformità a determinati
requisiti" riporta la necessità di una taratura periodica
e della definizione dellincertezza di misura (il risultato
di una misurazione non è completo, se non include linformazione
riguardo allincertezza di misura)
Se
l'apparecchio è di tipo radar non rispetta la risoluzione
OIML R91 (Organisation International de Metrologie Legal -
di cui l'Italia è membro) che prescrive la taratura periodica
dello strumento. Questa risoluzione è stata firmata (e quindi
accettata) dallItalia e si riferisce agli autovelox
di tipo radar e riporta tutti i test e le procedure di taratura
a cui devono essere sottoposti gli apparecchi. Se non è di
tipo radar purtroppo non esiste ancora una risoluzione specifica
ma larghe parti della risoluzione R91 possono comunque essere
applicate agli altri dispositivi ove nella norma non vi sia
esplicito riferimento agli apparecchi di tipo radar.
Oltre
a non essere presente una valutazione dellincertezza
di misura dello strumento, non sono neanche riportate le condizioni
di utilizzo e linfluenza delle stesse sul risultato
della misurazione [(condizioni di alimentazione, ambientali,
condizioni di installazione su strada (strumento a bolla,
ecc.)]
La
verifica effettuata dagli eventuali vigili non consente di
definire il corretto funzionamento (i pubblici agenti non
possono essere certo paragonati a personale tecnico preposto
e nessun dispositivo di verifica interno può sostituire la
taratura, poiché accerta solo il corretto funzionamento degli
organi interni, e non garantisce che le misure siano corrette)
Il
risultato finale della valutazione della velocità di un autoveicolo
sarà il seguente (lo prescrive la norma EAL R1, sottoscritta
anche dallItalia):
velocità da contestare al guidatore = velocità rilevata
tolleranza incertezza di misura (bisogna essere cautelativi
nei confronti del cittadino e lincertezza deve essere
sottratta). A questo valore bisognerà applicare la curva di
taratura per ottenere leffettivo valore da contestare.
La curva di taratura è una relazione matematica che lega il
valore letto dallo strumento al valore del misurando (ad es.
la relazione di taratura, che è propria di ogni singolo esemplare,
può essere di tipo moltiplicativo: i valori letti vanno moltiplicati
per 1,5)
Sentenza
di Lodi- Aprile 2000 N. di segreteria 363/00: tutti gli
autovelox (radar, ottici e pistole) devono essere tarati.
Il procedimento seguito durante questa causa è simile a quello
qui sopra riportato.
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da ADUC
Tortura Autovelox
Con il rientro dalle vacanze, la situazione del traffico si
fa drammatica, e come ogni anno ci si lamenta da piu' parti,
ma non si cambia nulla. E l'unica cosa che sembra accentuarsi
e' la repressione delle infrazioni, invece di creare le condizioni
perche' le infrazioni non siano commesse. La regina di questa
politica e' l'autovelox.
La diffusione di questo strumento e' sempre maggiore, e mentre
da un lato ne siamo lieti perche' c'e' piu' controllo sulla
causa principale degli incidenti, non possiamo bendarci gli
occhi di fronte all'uso che molte amministrazioni ne fanno:
strumento di tortura e di vessazione degli automobilisti.
Abbiamo gia' avuto modo di rilevare come molti Comuni usano
inserire nei bilanci preventivi anche i proventi delle multe,
fornendo cosi' la certezza di una politica preventiva solo
strumentale agli incassi che -se vogliono rispettare gli impegni-
devono quantomeno essere raggiunti. E lo stesso uso che le
varie polizie fanno dell'autovelox la dice lunga, tant'e'
che e' dovuta intervenire la Corte di Cassazione, con ben
due sentenze, per ricordare che il codice della strada impone
il fermo del trasgressore (con l'eccezione di casi particolari
che vanno documentati) -perche' andando oltre i limiti e'
un pericolo per tutti- altrimenti la multa e' nulla: vige
infatti l'abitudine di non fermare il trasgressore, e inviargli
a casa la notifica con gia prestampata una frase tipo "non
e' stato possibile notificare l'infrazione", che, per
il fatto stesso di essere prestampata ... la dice lunga sulle
intenzioni di chi fa questi rilievi e che dovrebbe farlo seguendo
il codice della strada. E grazie a queste sentenze, molti
cittadini stanno ottenendo letteralmente giustizia contro
chi usa gli autovelox solo a fini di ricavo economico.
Siamo visionari e con il dente avvelenato contro questa o
quella polizia? Non crediamo. Anzi. Oggi abbiamo la conferma
di questa politica dal comandante dei vigili urbani di Bolzano,
che, in un'intervista ad un quotidiano dell'Alto Adige, relativamente
al loro servizio con l'autovelox, dice: "Anche se molti
sono convinti del contrario - spiega il comandante dei vigili
urbani, Sergio Ronchetti - voglio sottolineare che questi
numeri non ci fanno piacere, come non ci piace fare multe,
il nostro è soprattutto un impegno preventivo, e in quest'ottica
vanno letti anche i servizi con l'autovelox o il telelaser:
chi supera i limiti spesso non pensa a quello che può provocare.
.... La cosa buona è che io ho un'amministrazione comunale
alle spalle che non mi ha mai fatto discorsi di "incasso",
di obiettivi da raggiungere".
Crediamo che dopo queste parole non ci sia altro da aggiungere
per capire cosa realmente sta succedendo. E percio' invitiamo
tutti coloro che si sentono ingiustamente multati a far valere
i loro diritti, chiedendo che gli stessi siano rispettati
da chi e' preposto alla sicurezza di tutti.
Direttamente da Internet si puo' scaricare un
facsimile per il ricorso, mentre nel settore
"cara Aduc" del sito dell'associazione si possono
trovare tante risposte a quesiti posti da automobilisti che
sono gia' stati multati e che hanno fatto o stanno facendo
ricorso.
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da ADUC
Sicurezza stradale
Appurata che la causa
principale degli incidenti stradali e' la velocita' (cosi'
come ce lo conferma l'Osservatorio permanente sulle stragi
del sabato sera, istituito dalla Polizia Stradale), giustamente
occorre intervenire con fermezza e rigore nei confronti di
chi, violando il codice della strada, diventa anche un pericolo
per tutti.
Una fermezza e un rigore che deve essere esercitata nell'ambito
della certezza del diritto, anche e soprattutto di chi ha
infranto il codice.
Il ministro degli Interni ieri, parlando della velocita' quale
maggiore responsabile degli incidenti, ha detto che "...
per avere maggiore rigore dobbiamo rispettare le leggi. Oggi
chiediamo un aggiornamento normativo che consenta di poter
utilizzare meglio le tecnologie".
Auspichiamo che questo non voglia dire, cosi' come interpretato
da un Tg della Rai, che bisogna abolire la norma del codice
della strada che, in caso di multa con autovelox, per renderla
valida stabilisce l'immediato fermo del contravventore: se
cosi' fosse, sarebbe un disastro.
Oggi succede che l'autovelox sia essenzialmente uno strumento,
in mano alle amministrazioni comunali, per impinguare i loro
stentorei bilanci. Chi infrange i limiti di velocita' non
viene quasi mai fermato, e continua la sua folle corsa con
pericolo per tutti; mentre la multa la riceve a casa, mesi
e mesi dopo, quando neanche si ricorda piu' dove e come e'
avvenuta l'infrazione: un metodo che leva certezza del diritto
al contravventore, indisponendolo verso l'autorita' e non
favorendo un suo comportamento rispettoso del codice. L'importanza
di questo fatto e' stata riconosciuta anche da due sentenze
della Corte di Cassazione.
Non solo, ma anche il fatto che, a differenza di cio' che
stabilisce la legge per tutti gli strumenti di precisione,
l'autovelox non abbia una taratura ufficiale, ma sia affidato
alla manutenzione del vigile di turno, non contribuisce ad
avere chiarezza e certezza sulla questione.
Ma auspichiamo che il ministro sia piu' lungimirante dei giornalisti
della Rai, ed abbia inteso un uso piu' diffuso e preciso delle
tecnologie, non il loro asservimento alle carenze di chi rileva
le infrazioni.
Per concludere, siamo d'accordo con il ministro Bianco, ma
non vorremmo che le buone intenzioni, con provvedimenti sbagliati
e raffazzonati, diventassero solo penalizzanti gli utenti
della strada e, soprattutto, non avessero quel rigore tecnico
e giuridico che, da solo, potrebbe garantirne un successo.
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Da Repubblica
(3
aprile 2000)
Si apre un piccolo spiraglio
per gli automobilisti che vivono nella paura
dopo aver ricevuto a casa la multa e la fotografia, un po'
sgranata, che testimoniano il superamento dei limiti di velocità.
La possibilità di farla franca è legata al modello dell'Autovelox
che ha documentato l'irregolarità.
Se è di quelli particolarmente evoluti, tipo 104/c, cioè di
quelli che visualizzano la velocità eccessiva sul display
e attivano l'allarme acustico al passaggio delle auto, le
probabilità aumentano di parecchio.Una sentenza della Corte
di Cassazione infatti ha stabilito che, in questo caso, la
multa non è valida se non c'è stata l'immediata
contestazione da parte delle forze dell'ordine. Secondo questa
sentenza la polizia ha l'obbligo di lanciarsi all'inseguimento
del "colpevole" senza aspettare lo sviluppo della
fotografia.
La corte suprema si è mossa dopo un ricorso della Prefettura
di Macerata contro Marina P. alla quale aveva ingiunto di
pagare 432.000 lire per aver superato nella notte di Capodanno
del '95 di oltre venti chilometri all'ora il limite massimo
dei 50. Contro la multa l'autmobilista indisciplinata si era
rivolta al Pretore che le aveva subito dato ragione proprio
perchè quell'Autovelox dava la possibilità di contestare immediatamente
l'infrazione.
La Prefettura però è ricorsa alla Cassazione sostenendo che
"è difficile e rischioso lanciarsi all'inseguimento di
un veicolo nel traffico". Inoltre "l'accertamento
della violazione non è istantaneo, ma avviene in un secondo
momento con lo sviluppo della foto".
A ribaltare queste tesi la sentenza della Cassazione che ribadisce
l'obbligatorietà dell'immediata contestazione della multa,
in tutti quei casi dove questo sia possibile. La discriminante
è appunto il modello dell'Autovelox, che per rendere immediato
il riconoscimentoi un'irregolarità deve essere dell'ultimo
tipo.
Una buona notizia per Marina P, che si è vista tolta la sanzione
e che ha avuto anche il risarcimento delle spese processuali,
e per tutti gli autmobilisti dal piede pesante.
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Dossier
su Multe e Autovelox :
http://www.newstreet.it/home/articoli_c_multe.html
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