CODICE
DELLA STRADA
Approvato
il nuovo
codice della strada, che non prevede finanziamenti per
il miglioramento delle infrastrutture stradali o per la formazione,
non forza i proventi delle multe a questi obiettivi, ma di
fatto aumenta solo le sanzioni.
Contemporaneamente uno strano bando elargisce milioni di euro
ad associazioni inesistenti, o che si occupano di tutt'altro
(una addirittura di artrosi), o spesi per organizzare serate
in discoteca (ben 276 mila euro per 5 serate in discoteca
con consumazione)... Leggi l'inchiesta di Motonline
NO
al nuovo disegno di legge 1720 sul codice della strada
Contestiamo
il disegno di legge 1720, attualmente in discussione al Senato,
sia negli articoli che prevedono:
-
l’aumento delle sanzioni
- l’introduzione
di abbigliamento protettivo obbligatorio per moto
e ciclomotori
sia per la mancanza di ingenti finanziamenti
rivolti:
-
al miglioramento delle infrastrutture stradali
- alla
formazione
Una vera riforma del codice della strada che voglia chiamarsi
tale, e per cui c’è reale necessità, non
può prescindere da questi due fondamentali aspetti,
che studi e ricerche considerano i più importanti fattori
di lotta all’incidentalità.
La logica di questa nuova riforma ricalca invece quella degli
ultimi 20 anni: demandare quasi esclusivamente l’onere
della tutela al cittadino, mentre lo Stato
non si fa motore di iniziative a proprio carico, limitandosi
ad introdurre leggi e a riscuotere il pagamento delle
sanzioni derivanti dalle infrazioni su quelle stesse norme
introdotte.
Intanto in Italia si continua a morire soprattutto
sulla strada: a fronte di 600 morti all’anno
per criminalità, i decessi per incidenti stradali arrivano
a 5.000 più 300.000 feriti.
Confindustria-Ancma ha invitato il legislatore a porre l’attenzione
su formazione da un lato e sul miglioramento
delle infrastrutture stradali rendendole sicure anche per
i motociclisti. Lo stato invece che fa? Vuole aumentare
le sanzioni, in un momento di crisi economica come questa
per i cittadini, ed imporre l’acquisto di un costoso
abbigliamento tecnico.
Denunciamo una legge che tende a demandare per lo
più al cittadino ed utente l’onere di provvedere
alla tutela della propria salute ed incolumità, tralasciando
invece le azioni efficaci che lo Stato può e deve attivare,
così come documentato da studi e statistiche, investendo
corposamente e direttamente sulla formazione e sul miglioramento
delle infrastrutture stradali.
13
aprile 2010 Paola Furlan - Motocicliste
"E' come stabilire
che, per combattere i furti in casa, ad ogni abitazione è
fatto obbligo di acquistare un sistema di antifurto completo
(grate + elettronico). E' naturale che i furti diminuiranno,
ma a quale prezzo? al costo sempre e solo dei cittadini, mentre
lo Stato non fa nulla. Salvo applicare le multe nel caso il
cittadino non ottemperi al nuovo obbligo. Lo Stato riceve
già i soldi necessari per provvedere alla nostra sicurezza.
Non può demandare sempre e solo al cittadino l'obbligo
di provvedere alla propria tutela. E' questa logica che va
scardinata e su cui protestiamo a voce alta".
Aggiornamenti:
luglio
2010
Il
Nuovo Codice della Strada diventa legge
La
Stampa
6
maggio 2010
Nuovo
Codice della Strada
Ecco la versione definitiva
Repubblica
27
aprile 2010
Il
sen. Filippi ha ritirato l'emendamento 20.2 (sull'abbigliamento
tecnico obbligatorio). Vedi
il suo comunicato.
Passa invece l'emendamento 18.14 (vedi sotto).
Link: Disegno
di legge 1720 completo - La
discussione della seduta del 27 aprile
21
aprile 2010
Ecco l'attenzione rivolta da questa legge alla messa
in sicurezza delle strade.
E' PASSATO l'emendamento
18.14 che sostanzialmente dice: che i proventi
delle sanzioni vanno destinati alla realizzazione di interventi
di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture
stradali, nonché al potenziamento delle attività
di controllo ed accertamento delle violazioni in materia di
circolazione stradale.
L'ente manda ogni anno al Ministero una relazione su come
ha utilizzato questi soldi. Ma se non trasmette la relazione
o non destina i soldi come richiesto dal provvedimento, l'anno
dopo gli viene sottratto il 10% dei proventi delle multe.
Vale a dire? Prima cosa quel "nonché" non
fa capire bene se l'ente, destinandoli poniamo al 95% per
il potenziamento degli accertamenti e multe, rispetti la norma.
E poi, anche se non destina le multe come dovrebbe, semplicemente
gli viene tolto un 10% delle future sanzioni. Quindi le nostre
strade possono continuare tranquillamente ad uccidere come
prima.
Riguardo alla formazione poi questa legge continua a ignorare
di fatto l'argomento.
Nel
frattempo le voci sull'emendamento relativo all'abbigliamento
tecnico obbligatorio, per ora accantonato, vanno dalla possibilità
che se ne torni a parlare, come scrive Motonline,
nonostante le voci contrarie oltre che di tante Associazioni
motociclistiche, anche di Ancma e Fmi, al fatto che non abbia
invece i numeri per essere sostenuto (come scrive il senatore
Filippi - tra i presentatori dell'emendamento - sul suo
sito).
15
aprile 2010
L'emendamento 20.2 sull'obbligo dell'abbigliamento tecnico
è stato "accantonato".
"La Commissione ha esaminato gli emendamenti riferiti
agli articoli da 20 a 24. Gli emendamenti all'articolo 23
sono stati accantonati.
Sono stati approvati gli emendamenti 20.4, 20.9 (Testo 2),
20.0.1, 22.0.2, 24.1 (Testo 2).
Risulta assorbito o precluso l'emendamento 20.1.
Sono stati ritirati gli emendamenti 20.12, 21.1 e 21.3.
Sono stati accantonati gli emendamenti 20.2, 20.3, 20.0.2,
21.100, 21.2, 21.0.1 e il subemendamento 21.100/1.
L'emendamento 22.0.1 è stato accantonato in vista della
trasformazione in ordine del giorno.
Sono stati respinti tutti i restanti emendamenti."
14 aprile 2010
Al Senato hanno discusso gli emendamenti dal
14 al 19 della legge.
Ecco una simpatica evoluzione:
L'intero articolo 18 e tutti i suoi emendamenti è stato
cassato ed è rimasto solo questo:
A fronte della richiesta, su indicazione del sen. Vimercati,
che i proventi delle multe fossero finalizzati per incrementare
i fondi per la sicurezza stradale, ecco cosa è stato
approvato.
Le somme derivanti delle sanzioni vanno destinate a interventi
di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture
stradali ED al potenziamento delle attività di accertamento
delle violazioni in materia di circolazione stradale.
Notare che non viene precisato la percentuale per il miglioramento
delle strade e per l'accertamento delle violazioni. Quindi
se l'ente proprietario di una strada utilizza tutti i proventi
delle sanzioni solo per dotazioni che servono a fare multe,
secondo la legge va bene.
Ma c'e' di più. L'articolo prosegue dicendo che: Ciascun
ente è tenuto a trasmettere al Ministero, ogni anno,
una relazione in cui sono indicati l'ammontare dei proventi
riscossi e gli interventi realizzati.
Se però l'ente non invia questa relazione oppure non
utilizza questi proventi come indicato dalla legge, allora
l’anno successivo vedrà la percentuale di questi
proventi decurtata di un 10%. Con buona pace delle buche e
dell’assetto delle nostre strade. E ovviamente di morti
e feriti.
La prossima seduta sarà la volta del famoso emendamento
20, quello tra le altre cose dell’obbligatorietà
dell’abbigliamento tecnico per i motociclisti.
14
aprile, 173ª Seduta (notturna)
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