In
Francia
Motociclisti
francesi si uniscono per protestare
contro le carenze nelle norme per le Sicurezza Stradale
La
FFMC sta organizzando per le giornate del 15 e 16 marzo una
dimostrazione nazionale per protestare contro le leggi sulla
Sicurezza Stradale, alla quale parteciperanno ben 51 cittadine.
Perché?
3 buone ragioni:
1.
Le regole di sicurezza stradale attuali sono riduttive
e repressive
2.
Urge una seria politica di formazione
3.
E’ ora di farla finita con le infrastrutture
pericolose!
I
motociclisti francesi, di fronte all’annunciato progetto
di leggi per la sicurezza stradale che verranno discusse e
votate tra breve all’Assemblea Nazionale e al Senato,
hanno deciso di fare sentire la loro voce in merito, per denunciare
ciò che considerano delle norme assurde, fondate su
una erronea lettura delle statistiche, prive di approfondimento
della situazione reale e che non tutelano realmente il cittadino.
L’eccesso
di velocità è stato additato come principale
causa degli incidenti stradali, mentre in realtà la
maggior parte dei sinistri avviene in piena campagna, e non
tanto per la velocità di per sé, quanto per
altri fattori (insufficienza nella segnaletica, infrastrutture
scadenti, condizioni meteorologiche avverse, eCc.) L’enfasi
invece viene messa interamente sull’infrazione dei limiti
di velocità in autostrada. Certo, la velocità
va limitata, ma non indiscriminatamente. L’autovelox
ci multa per gli eccessi, ma perché non si interviene
invece a livello formativo?
L’automatizzazione
delle sanzioni significa inoltre che verranno violati
i diritti di “presunta innocenza” del cittadino,
in quanto questo dovrà prima pagare la multa, poi eventualmente
contestarla.
Le
conclusioni tratte dalle statistiche sono il frutto di una
lettura superficiale e poco approfondita. I motociclisti francesi
vogliono contestare questa interpretazione riduttiva: “Non
siamo soli ad esprimere il concetto, anzi un rapporto redatto
dal Senato stesso lo dice chiaramente: “I dati
statistici sono poco affidabili perché vengono
ricavati dalle schede BAAC (bulletin d’analyse d’accident
corporel), compilate dalle forze dell’ordine sul luogo
dell’incidente”. Le schede BAAC esistono dal 1960,
il loro scopo è quello di individuare le responsabilità,
non di comprendere la dinamica dell’incidente”.
Qualche
esempio concreto:
- il
dato statistico “incidente-morti-feriti” comprende
un grande margine d’errore: il numero reale di morti
è sottovalutato;
-
il numero dI "incidenti con danno corporeo” è
falsato, dato che la metà circa degli incidenti “lievi”
non è oggetto di rilevazione da parte delle forze
dell’ordine. Questo fa sì che la gravità
media degli incidenti è sopravvalutata;
-
metà dei cosiddetti “feriti gravi” nelle
statistiche non lo sono affatto in termini medici (perché
il primo rapporto redatto dalle forze dell’ordine
tende ad esagerare la situazione);
-
la localizzazione degli incidenti in ambiente urbano è
molto imprecisa. Nel 50% dei casi, l’esatta ubicazione
del sinistro viene rilevata con un margine d’errore
che va fino a 100m, e nel 39% dei casi l’errore è
addirittura di 1km.
In
finale, la cartella BAAC è una raccolta di statistiche
generali, che non permette affatto di capire né la
dinamica né le implicazioni reali di un incidente.
“Stiamo
andando verso una banalizzazione della repressione, l’utente
della strada è per assurdo diventato sinonimo di delinquente
ed assassino, ogni incidente viene dato in pasto ai media
ancora prima di passare davanti alla giustizia, è ora
di mobilitarsi. Abbiamo promesso una reazione dei motociclisti,
ora sentiranno la nostra voce. Con questo lanciamo un appello
nazionale a manifestare nei dipartimenti il 15 e 16 marzo,
durante il periodo di discussione di queste nuove proposte.
Prevediamo inoltre una dimostrazione di forza a maggio o giugno
sotto forma di manifestazione nazionale nella capitale”.
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