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LA LEGGE

Woman Motorist"Nel 1979 vennero pubblicati i risultati di una ricerca condotta da un gruppo di studiosi guidati dal dottor Harry Hurt della University of Southern California, con un Resoconto sui dati d'indagine infortunistica. Fattori che determinano gli incidenti motociclistici e contromisure, una compilazione informativa tratta da 3622 denunce di infortuni motociclistici e da 899 particolareggiati verbali di testimoni oculari di incidenti gravi.
Quasi tutti restano sorpresi da alcuni fatti fondamentali:
- Mediamente la velocità con cui avviene l'impatto è di 30 km/h.
- Il tempo che intercorre mediamente tra il punto di partenza e il luogo dell'incidente è inferiore ai 6 minuti.
- Un errore del conducente è la causa principale del 40% degli incidenti.
- Dei conducenti incidentati quasi il 55% possiede la patente per la guida della moto; oltre il 10% non ha nessuna patente; e il 2% ha il permesso di circolazione sospeso. Il 92% non ha ricevuto nessun particolare addestramento alla guida della moto.
- Gli incidenti più frequenti sono quelli provocati da un altro veicolo che non rispetta la precedenza; caso tipico quello della svolta a sinistra con invasione della corsia su cui viaggia il motociclista. La maggioranza degli automobilisti dichiara di non aver visto la moto anche se a brevissima distanza. Degli 899 incidenti analizzati minuziosamente, soltanto 2 riguardavano motociclisti che indossavano tute molto visibili, come ad esempio un giubbotto giallo, e uno di essi era ubriaco".
Melissa Holbrook Pierson, Il veicolo perfetto, pp. 49-50

She lives to ride L'esordio motociclistico della quasi totalità delle donne avviene in età adulta grazie ai buoni uffici di fidanzati, amici, parenti eccetera.
La tradizione orale, si tratta di fiabe che si raccontano la sera davanti a un boccale di birra, fa qualche cenno a genitori illuminati, che avrebbero consentito alla propria figlia di usare una motocicletta fin da tenera età. Ma si tratta, come dicevamo, di casi rarissimi, al punto che attengono alla mitologia. Arrivando in età adulta alle due ruote, la maggior parte delle donne sceglie mezzi utilitari, più economici e sufficienti per il percorso casa-ufficio.
In un sondaggio dell'ACI, la maggioranza assoluta delle donne intervistate ritiene che le due ruote siano soprattutto un mezzo di trasporto utile per evitare il traffico.
Lo stesso sondaggio mette in luce che la propensione all'acquisto come risposta alla mancanza di servizi per la mobilità è più femminile che maschile (61,5% contro 59,5%).  
Una teoria da approfondire potrebbe essere che gli uomini che "vorrebbero" comprare una moto o uno scooter sono meno numerosi in quanto, di fatto, se la vogliono la comprano! Al contrario le donne devono anche superare "qualche" residuo ostacolo sociale e finiscono per continuare a desiderare. Soprattutto le donne in moto sono ancora oggetto di curiosità e per loro è tutto più difficile.

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