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WOMAN RIDER
Paese che vai… donna in moto che trovi
L’importante
ricerca di
mercato, pubblicata da Motocicliste.net la scorsa estate,
ha aiutato noi centaure, le aziende del settore e l’opinione
pubblica in generale a comprendere meglio il variegato panorama
delle motocicliste.
In Italia le donne appassionate delle due ruote sono sempre
di più e presentano caratteristiche, storie e necessità
in parte ancora da scoprire, ma con un potenziale di espansione
degno di nota, sia come fenomeno sociale che di mercato.
L’Italia non è certo la prima nazione ad aver
scoperto il suo popolo di centaure. Questa passione ha sicuramente
contagiato altre donne in altri paesi, come ad esempio gli
Stati Uniti. Continente che ha dato i natali ad un marchio
prestigioso come Harley Davidson ed a pellicole cinematografiche
di culto come Easy Rider.
Con queste premesse le motocicliste americane
non potevano che essere delle vere e proprie pioniere su due
ruote.
E’ stata sufficiente una breve ricerca in Rete per
arrivare ad un sito che traduce in linguaggio html alcune
porzioni di una rivista trimestrale per le donne in moto,
chiamata essenzialmente “Woman
Rider” (Donna Motociclista).
Il magazine a stelle e strisce vede il suo numero 0 pubblicato
nel non troppo lontano 2000. La rivista nasce da una “costola”
della già diffusa e nota “Rider” (di target
prettamente maschile) per sbarcare poi nel web, come sezione
al femminile del sito Riderreport.com. L’area
dedicata a “Woman Rider” accoglie estratti e sintesi
degli articoli salienti, decisamente accattivanti e rappresentativi
di una filosofia motociclistica al femminile che affonda le
sue radici nel passato e guarda con fiducia al futuro.
Il sito offre “Notizie da conoscere”, “Racconti
per Donne”, “Dall’ultimo numero”,
“Cerchiamo aiutanti”. La grafica è un po’
scarna, ma in queste pagine ciò che conta sono i fatti,
che riportano avventure, immagini, report e prove, spesso
scritti da donne e sempre e comunque rivolti ad un pubblico
quasi completamente femminile.
Bessie
Stringfield è il primo nome che compare tra
i titoli degli articoli riportati, purtroppo solo parzialmente,
nell’area web femminile di Riderreport.com. 27 le Harley
da lei possedute, 66 gli anni di carriera motociclistica,
48 gli stati americani percorsi con le sue moto e molte le
lotte contro i pregiudizi, anche razziali, nella biografia
di Bessie Stringfield, vera pioniera su due ruote. Per lei
un posto d’onore nel museo della Motorcycle Hall of
Fame, vero tributo a quest’icona del motociclismo femminile.
Intitolata a lei anche un’onorificenza alla “Motociclista
dell’Anno”. Testimonianza tangibile che altre
donne, proprio come Bessie, possono divenire precorritrici
e antesignane dello spirito motociclistico a 360°, senza
restrizioni di sesso, età, razza o disciplina.
La seconda notizia che leggiamo, purtroppo con quasi tre
mesi di ritardo a causa della cadenza trimestrale del magazine,
riporta di un evento occorso a fine settembre nei pressi di
Las Vegas. Due giorni in circuito dedicati alle donne che
molto hanno in comune con il nostro Meeting
Europeo di Varano. “Femmoto Track Days”
ovvero corsi in pista, test, seminari aperti a tutte le donne
ed organizzato con il supporto di una grande casa italiana:
Aprilia. Tutto il mondo è paese! E’ bello sapere
che anche in queste occasioni di motociclismo femminile oltreoceano
si parli un po’ d’italiano, speriamo solo di destare
l’interesse di Patron Beggio anche noi: il Raduno Europeo
2005 è già in cantiere!
Certo, per noi europee, raggiungere le 75.000 iscritte americane
ai corsi della Motorcycle Safety Foundation
non sarà facile impresa, resta il fatto che le donne
in moto, indipendentemente dalla nazionalità cerchino
costantemente di migliorare la loro guida in strada e la conoscenza
dei loro mezzi.
I richiami al Belpaese nel sito non sono comunque terminati.
Tra le recensioni e le prove spicca infatti un articolo su
Moto Guzzi. Casualità o intenzione? La moto presa in
esame seppure italianissima evoca le strade di San Francisco
e i celeberrimi poliziotti centauri “Chips”: stiamo
parlando del Guzzi California.
Il sito si fa anche portale che raccoglie ed archivia le
esperienze delle motocicliste statunitensi. Innumerevoli le
storie di donne che danno voce alla loro passione condividendola
spesso anche con i loro compagni di vita. Per donne che non
sono solo “sposate con prole”, ma anche “sposate
con moto”!
Gustosissimo
da leggere è l’articolo di Leslie e Robin. Per
loro la magia dei numeri si riassume nel numero due. Due
ragazze, due moto e due settimane su due ruote. Un
racconto che è quasi un road movie attraverso le foreste
nordamericane, seguito con stupore degli abitanti di minuscole
cittadine di provincia. Queste ragazze in sella alle loro
cruiser sono guidate da una passione infinita, come le miglia
che insieme percorrono, ogni giorno, per due settimane di
moto, amicizia ed avventura. Peccato
non poter seguire l’evolversi del loro viaggio fino
in fondo: il sito fa da “teaser” ed invita all’acquisto
della rivista, lasciando il lettore con un senso di incompiutezza
che indispettisce oltre che solleticare l’attenzione.
L’invito a contribuire con i propri racconti, articoli
ed immagini allo sviluppo della rivista (sezione “Cerchiamo
Aiutanti”) è ben strutturato e segue delle precise
linee guida. In questa pagina la visitatrice trova infatti
una sorta di briefing sulla rivista stessa; la quale, scopriamo,
ha un pubblico fedele che è formato, a sorpresa, per
un terzo da uomini. Solo le storie maggiormente rappresentative
verranno pubblicate. Lo spazio editoriale non è molto
e le quattro uscite annuali permettono di dar voce solo alle
storie più particolari e di rilievo. Non manca quindi
il materiale a “Woman Rider”, ma viene richiesta
alle motocicliste con velleità giornalistiche massima
professionalità e l’aderenza a precise regole
editoriali.
Lasciando
quest’angolo di Rete che parla al femminile di motociclismo,
emerge un quadro che per alcuni versi è paritario alla
scena europea e per molti versi, invece, se ne discosta nettamente.
Le motocicliste americane rappresentano il 25% del popolo
su due ruote e sono in netta crescita. Tra le centaure americane
si contano donne che hanno alle spalle una carriera motociclistica
di tutto rispetto. Per alcune di loro si parla infatti di
quasi cinque decadi passate in sella, decine di moto possedute,
centinaia di migliaia di chilometri percorsi con le loro compagne
d’avventura su due ruote, posizioni e mansioni al vertice
delle principali associazioni di motociclisti.
Da questo punto di vista, per una volta, il vecchio continente
europeo pare non aver dettato il passo al nuovo. Gli Stati
Uniti annoverano tra il popolo femminile donne all’avanguardia,
donne che hanno lottato per il diritto al voto come per quello
della passione su due ruote.
Per maggiori informazioni (solo in lingua inglese):
http://www.riderreport.com/wzone.cfm
Mimì
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