| MANUTENZIONE
"E
chi potrebbe avere più di noi la sensibilità necessaria a
fare il bordo all'ugello di un diesel?" disse una volta
Theresa Wallach.
Dopo la guerra partì con la sua moto per l'America, dove nel
giro di due anni e mezzo fece 18 mestieri diversi. Decisasi
infine a stabilirsi negli Stati Uniti, per un certo periodo
lavorò come meccanico, poi si mise nel commercio delle moto
e aprì una scuola guida. Nel 1970 pubblicò un manuale per
principianti sintetico e autorevole.
Melissa Holbrook Pierson, Il veicolo perfetto, p. 160
Le
motociclette si possono dividere in due grandi categorie:
quelle che si possono manutenere personalmente e quelle sulle
quali è meglio evitare di mettere le mani. Alla seconda categoria
appartengono la gran parte delle motociclette di recente progettazione.
Per ottemperare alle crescenti esigenze di contenimento delle
emissioni nocive si va diffondendo l'uso dell'iniezione elettronica
anche su mezzi destinati ad un uso turistico. Questo e gli
altri impieghi dell'elettronica hanno reso sempre più complessi i
quadri elettrici delle motociclette. Fra l'altro, il funzionamento
del motore è strettamente sorvegliato da una serie di dispositivi
di analisi e controllo che complicano la situazione rendendo
un motore sempre più un circuito chiuso: in qualunque punto
si intervenga si finisce con l'influenzare il motore nel suo
intero.
Stabilito questo, diamo anche uno sguardo alle motociclette di progettazione tradizionale.
Si tratta per lo più di moto dall'architettura semplice, a carburatori e quasi sempre
raffreddate ad aria. In questo caso, con un poco di manualità e acquistando una serie di
attrezzi di buona qualità è possibile eseguire la manutenzione ordinaria e numerosi
interventi di manutenzione straordinaria.
Un aiuto consistente arriva dai manuali di officina. Esistono quelli ufficiali
delle case, che in alcuni casi si possono ordinare presso un qualunque magazzino ricambi.
Non tutte le case in Italia sono disposte a rendere pubblici i manuali di officina, cosa
che - invece - avviene normalmente all'estero.
In alternativa, esistono delle ottime pubblicazioni reperibili presso la Libreria
dell'Automobile di Milano o di Roma (spediscono contrassegno). Se non si riesce a mettere
le mani su un manuale in italiano, ci sono quelli in inglese o francese. Per completezza e
qualità si segnalano i manuali Haynes, ricchi di illustrazioni e accurati soprattutto
nella indicazione delle misure (indispensabili per sostituire il materiale di consumo e
per rimontare i vari pezzi con le corrette coppie di serraggio).
A margine di ciò si dica pure che le moto di progettazione tradizionale (meglio chiamarle
con il nome scientifico: moto vecchie) tendono ad essere semplicemente riparabili per via
del fatto che bisogna ripararle spesso. Se si è fortunate e non si guastano, pure
abbisognano di cure amorevoli continue.
Se non si fa parte della cerchia di amanti del grasso sotto
le unghie e non ci si sente inebriati dai vapori dei solventi
è meglio tenersi alla larga dalle moto vecchie e tuffarsi
a pesce su un prodotto recente. Alcune avranno meno fascino,
ma sono molto, ma molto più affidabili. Se invece parliamo
delle cose che si possono e si debbono fare per restare in
un sano rapporto con la propria moto il discorso prende una
piega diversa.
La moto, anche se troverete molte persone disposte a sostenere
il contrario, è un oggetto inanimato dal funzionamento complesso.
Manutenuta correttamente e impiegata nei limiti della sua
destinazione può durare indefinitamente.
|