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MOTO E AMORE
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21.
E il Principe Azzurro arrivò sul suo cavallo bianco, ehm, motocicletta
MOTO & AMORE

Io di fidanzati non-motociclisti non ne ho MAI avuti. Ebbene sì, appartengo a quella categoria di donne che non possono neppure immaginare di innamorarsi di un comune non motociclista. Che ridere quando dicono che “al cuor non si comanda”. “Si vede che c’ho il filtro incorporato, io”. Probabilmente è più forte di me: se non sono motociclisti, manco li considero. Così io, di fidanzati non motociclisti non ne ho mai avuti. O meglio, l’unico che all’atto del primo bacio, ancora non aveva sotto il sedere una due ruote, ha finito per acquistarne una dopo solo un mese di frequentazione… Questo dimostra che il motociclismo è una malattia contagiosissima e per niente rara!

Probabilmente è lo stesso motivo per cui le veline si fidanzano con i calciatori…una questione di affinità intellettuali. Con i motociclisti è la stessa cosa. In quante di voi si sono ritrovate a cena con l’aitante giovanotto nulla sapente di motociclismo e non hanno notato un lievissimo calo di interesse da parte sua dopo l’ennesima disquisizione sulle due ruote? Ah, io quello sguardo non l’ho mai retto. No, no!
E così… che bello ritrovarmi seduta a tavola mentre lui mi mostra la foto della sua moto nel telefonino e mi racconta delle sue imprese!

Grazie ad un’amica giornalista ho preso parte a diversi test per una rivista e che sorpresa quando tra i tester ho conosciuto proprio lui!
Rientrata a pieno titolo sul mercato dopo alcuni anni di fidanzamento, ahimé, finito male, mi sentivo assai goffa e impacciata. Fortunatamente l’aitante tester dimostrava, al contrario, una quanto mai spiccata predisposizione al corteggiamento del gentil sesso.

In realtà non sopporto gli uomini che manifestano apertamente il loro interesse per buona parte del pubblico femminile, così devo ammettere di aver provato una leggera antipatia nei suoi confronti e quindi ho adottato, in modo del tutto naturale, il ruolo di “quella che se la tira”.
Noi donne dovremmo avere il Libretto di Uso e Manutenzione come le motociclette, perché facciamo sempre l’opposto di quello che vorremmo fare: ci piace uno, ce la tiriamo! Alla voce “Soluzione dei problemi” ci dovrebbe essere scritto “fai l’opposto di ciò che il raziocinio ti consiglia”.
A metà tra Bridget Jones e Rossella O’Hara, attendevo speranzosa un elegante e romantico approccio del mio aspirante Principe Azzurro.

Incredula, lo ascolto anche mentre disquisisce che a lui le donne motocicliste non piacciono poi così tanto: insomma, la tuta di pelle non dona e hanno sempre i capelli spettinati! Aaarghh! Lo odio! Ingenuamente cado nella sua trappola e via che passano le ore a tentare di convincerlo del contrario…
Lui di Libretti di Uso e Manutenzione deve averne letti parecchi, perché mi rigira come una frittatina e mi trovo a cena seduta proprio davanti a lui, ancora intenta a tentare di convincerlo delle mie idee. A dire il vero, cotanta ingenuità da parte mia è ancora un mistero. Ma dicono che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, quindi me la spiego dicendomi che in realtà non vedevo l’ora di finire nelle sue grinfie!
I tester hanno anche un vantaggio sulle donne motocicliste. Possono stimarsi con quell’aria da “io le ho provate tutte, le moto” che li rende tanto simili a Rocco Siffredi quando pubblicizzava una nota marca di patatine. Un po’ rude e intellettuale (ginocchio a terra e penna in mano), il tester/giornalista ha un fascino a cui poche amazzoni sanno resistere. Se poi è anche affascinante e brizzolato quel tanto da ricordarti Clooney, sei fregata!!!

Ma io ancora non volevo mollare…
Nonostante fossi già bella e impanata pronta a farmi friggere dal mio personal Clooney, tento di desistere dal mostrargli il benché minimo interesse, tanto che lo costringo ad adottare la tattica del finto rimpiazzo. Tale tattica consiste nel finto corteggiamento dell’amica della prescelta. Come un pollo cado nella trappola: dopo solo un quarto d’ora che lo vedo flirtare con l’unica altra donna che partecipa agli ennesimi test, mi alzo dal tavolo e mi appropinquo per intrometterti nella loro conversazione!
Io ne sono inconsapevole, ma nella sua testa ho colto esattamente l’amo che mi aveva gettato. Sa già che la pollastra è sufficientemente interessata per passare alla seconda fase del piano: l’inciucio diretto.
Durante l’inciucio diretto non avete più scelta. O state al gioco, oppure rischiate di vanificare tutta la precedente strategia attuata nell’intento di tirarvela a più non posso vedendo il bello dirigersi verso lidi più abbordabili.

Non si sa bene per quale misteriosa equazione, ma pare che la preziosità della virtù femminile sia direttamente proporzionale ai giorni d’attesa per concederla, quindi ho tentato di aumentarne il valore per quanto Madre Natura mi concedesse di fare.

Purtroppo (si fa per dire) ho dovuto (si fa per dire) cedere al baldo giovine quando, ritrovatomelo fuori dalla porta di casa, non ho potuto esimermi dall’aprirgli (in realtà gli ho chiuso la porta in faccia, ma ha immediatamente ribussato con insistenza!).
Nell’istante preciso in cui ha varcato la soglia ho capito che non avrei potuto resistergli a lungo. Cosa ci vuole? Direte voi.

Bè, da che mondo è mondo, l’amicizia tra uomo e donna esiste solo se uno dei due è un cozza tremenda (e talvolta ciò non basta a fermare gli ardori!!!), quindi un uomo e una donna in una stanza da soli hanno la stessa probabilità di non sfiorarsi di due rette perpendicolari. (Se avete una minima istruzione matematica capite a cosa mi riferisco…è praticamente una legge della natura).
Così, dato che Madre Natura mi aveva appositamente creato per quello, non me la sono proprio sentita di rifiutare le avances dell’affascinante tester.

In realtà, durante il primo bacio ero talmente rigida e occupata a darmi della stupida per non essermi saputa controllare, che avrà pensato di trovarsi nel museo delle cere, piuttosto che a casa di una trentenne vaccinata!

I miei timori erano dovuti alla lontananza delle nostre residenze e ad una serie di altre complicazioni con le quali non voglio annoiarvi, ma devo ammettere che questa volta quella non vedente e antipatica che solitamente non sta mai dalla mia parte (la Fortuna…) ha deciso di sfiorarmi col suo tocco e poco più di un anno dopo il succitato incontro, la motociclista e il tester sono convolati a giuste nozze!
Probabilmente se Motocicliste non esistesse, non si sarebbero verificate le condizioni necessarie perché questo incontro avesse luogo. Se poi io non fossi motociclista, non avrei mai conosciuto mio marito e non potrei condividere con lui questo meraviglioso Amore a tre: io, lui e la motocicletta.

Mary

Moto & Amore

Motocicliste 2000