Moto:
HARLEY
DAVIDSON SPORTSTER
HARLEY IN ROSA
La
leggenda Harley-Davidson è nata in America, in bianco
e nero, più di un secolo fa. Ha attraversato l’oceano,
affrontato il tempo e oggi è viva più che mai,
per continuare a raccontare a colori le emozioni della sua
filosofia e la pacata raffinatezza del suo stile retrò.
Nel 2007 la Casa di Milwaukee si tinge di rosa: vuole schiudere
il suo fascino al mondo femminile, così ha organizzato
un tour su due ruote nella terra di Sicilia, per sole donne,
giornaliste-motocicliste. L’evento è stato ambientato
tra le dolci colline siciliane, visto che l’isola ben
si presta ai test drive, con le sue curve immerse nella natura,
ora rigogliosa ora brulla, con le belle strade che lambiscono
il mare blu ed un’atmosfera calda e accogliente.
Lo staff Harley, tutto al femminile anch’esso, ha curato
ogni dettaglio: Paola, Isabella e Simona hanno organizzato
uno splendido itinerario, con assistenza tecnica e meccanica
al seguito e un bellissimo TIR aerografato, in stile iperrealista
con il marchio della casa americana, con dentro 15 fiammanti
Sporster. Al nostro arrivo le moto ci aspettavano parcheggiate,
tutte allineate e luccicanti, nel cortile di un’antica
tonnara a Bonagia.
Nel suggestivo borgo marinaro, gli abitanti si tramandano
ancora i segreti della tradizionale caccia al tonno, raccontata
in un piccolo museo allestito all’interno della torre
saracena che svetta sul porto: salendo in cima e affacciandosi
sul mare si poteva ammirare la tonnara seicentesca restaurata
e riadattata ad albergo, resa unica dalla presenza delle Harley
che costellavano il cortile.
LE
MOTO
Ad attenderci tutti i modelli Sportster inaugurati nel 2007,
sia l’883 che il 1200, per mettere alla prova le novità
della “street machine” che, per le sue caratteristiche,
la Casa ha dedicato soprattutto al mondo femminile.
Peccato che un’ondata di mal tempo abbia investito l’isola
del Mediterraneo in questi giorni, ma le tester non hanno
voluto rinunciare alla loro prova in moto neanche sotto la
pioggia! L’acqua non è riuscita a sciupare una
strepitosa avventura, né a togliere fascino alle Harley…
anzi. La guida si è rivelata estremamente facile anche
sul bagnato: grazie all’iniezione elettronica, l’erogazione
è fluida, corposa e lineare.
L’inserimento delle marce è rapido e preciso
e non richiede neanche lo sforzo alla leva della frizione,
che è stato ridotto nei nuovi modelli Sportster. Se
a queste caratteristiche si aggiunge un’altezza sella
dalle dimensioni ridottissime (nell’XL Sportster 883
Low è di appena 641 mm!), ecco che si ottiene una moto
easy e friendly: innanzitutto adatta a tutte coloro che hanno
problemi di statura, e poi perfetta per avvicinarsi al mondo
delle due ruote, nonché piacevolissima per affrontare
lunghi viaggi in tutta comodità.
L’unico peccato veniale della sella è la sua
forma concava, che si trasforma in una vera e propria piscinetta
in occasione di un abbondante temporale! Per il resto, la
sella è morbida e comoda e si guida rilassati come
se si stesse su una poltrona, la posizione delle pedane non
è eccessivamente avanzata e il manubrio ribassato non
affatica le braccia. Dunque complessivamente una posizione
ergonomica confortevole, che permette di assaporare in pieno
relax il paesaggio che ci circonda.
Incredibile come i 250 kg di peso muscolare di questa moto,
grazie al baricentro basso e alla perfetta distribuzione dei
pesi, scompaiono come d’incanto non appena si avvia
la moto!
Un consiglio per chi non è esperto di custom: una volta
in sella, tenete le gambe un po’ divaricate se non volete
bruciarvi i pantaloni a contatto con la marmitta incandescente!
Per il resto lo Sportster non deve destarvi grandi preoccupazioni,
anche se a guardarlo vi incuterà rispetto: la coppia,
a volontà a bassi regimi, vi toglierà da ogni
impaccio e vi perdonerà molti errori; non solo, proverete
il gusto di guidare una moto tutta a tremila giri, senza il
bisogno di tenere sott’occhio il contagiri, ovviamente
assente nella strumentazione, perché su una custom
che si rispetti contano le sensazioni più delle prestazioni!
Accompagnate dal sound e dal caratteristico pulsare dei due
cilindri a V, cullate dalle vibrazioni tipiche dei motori
H-D (anche se un pistone dal peso ridotto, progettato per
i modelli 2007, contribuisce alla loro riduzione), e un po’
maltrattate dalla pioggia e dal vento, abbiamo percorso un
affascinante tragitto lungo le coste e a seguire nell’entroterra
siciliano.
Mentre la strada si snodava di fronte a noi, sembrava di viaggiare
in una dimensione senza tempo, non solo per gli squarci di
paesaggi genuini e dal sapore antico che la Sicilia sa ancora
offrire, ma anche per lo spirito autentico e saldamente ancorato
alle radici leggendarie che trasmette un’Harley-Davidson.
Infatti, la casa americana ha evoluto i propri prodotti con
innovazione ingegneristica per portarli al passo con i tempi,
ma volutamente lasciando incontaminata l’anima Harley:
i cilindri a 45°, la trasmissione a cinghia, il serbatoio
a goccia, le ruote a raggi, le cromature ricercate, la linea
allungata e ribassata e il marchio inconfondibile con le ali
spiegate… non manca nulla per sognare.
IL PAESAGGIO
Percorriamo la suggestiva “Via del Sale”, tappa
obbligatoria alle saline Ettore e Infersa, dove si perdono
a vista d’occhio distese di vasche d’acqua marina
che attendono di evaporare per regalare il loro frutto, intervallate
solo da montagne di granuli cristallinei accumulati dalla
fatica dell’uomo e da antichi mulini pronti a carpire
il vento. Il paesaggio è splendido, anche così
avvolto da un cielo cupo che all’orizzonte si amalgama
con il mare; sicuramente in una giornata di sole che fa luccicare
le colline di sale, il panorama deve essere ancora più
bello.
Nel Museo del Mulino, ancora una volta protagoniste sono delle
donne, che ci hanno raccontato come si svolge la produzione
del sale, mostrandoci i bei gioielli che producono in pasta
di salgemma e resina.
Altre due tappe da non perdere: il celebre coppolificio a
San Giuseppe Jato e la tenuta vinicola di DonnaFugata a Contessa
Entellina, anche queste gestite da sole donne.
Nel coppolificio etico (realizzato con il patrocinio delle
Nazioni Unite), ammiriamo come le artigiane realizzano a mano,
ancora oggi, le famose coppole siciliane poi esportate in
tutto il mondo. Mentre nella splendida tenuta di DonnaFugata,
la padrona di casa Josè Rallo, ci ospita per pranzo,
facendoci degustare il celebre nettare d’uva al ritmo
di un sottofondo jazz. L’imprenditrice ci ammalia intonando
brani musicali e miscelando sapientemente l’arte dei
suoni e dei sapori.
IL SOGNO
La
Sicilia è una terra da sogno, perfetta per essere vissuta
cavalcando due ruote.
L’isola, crocevia di culture millenarie, racconta le
sue radici profonde attraverso un popolo ospitale, una tradizione
culinaria gustosa, una terra ricca e rigogliosa resa fertile
dal sole e dal vento, e le testimonianze storico artistiche:
noi motocicliste abbiamo potuto ammirare e scoprirne gli antichi
templi, le saline, i vigneti, degustando cannoli siciliani
e il vero aroma del pesce.
Il tutto, su una Sporster dal motore generoso e impeccabile,
dalla ciclistica accogliente, una moto compagna indimenticabile
di viaggi che ci permette di assaporare intensamente il paesaggio
intorno, di carpirne gli odori, godendo di quell’ambita
libertà, sogno di cui ogni motociclista va eternamente
alla ricerca.
Alessandra Manieri
foto S. Gadda
1
|
2
|
3
|
4
|
5
|
6
|
7
|
8
|
9
|
10
|
11
|
12
|
13
|
14
|
15
|
16
|
17
|
18
|
19
|
20
|
21
|
22
|
23
|
24
|
25
|
26
|
27
|
28
|
29
|
30
|
31
|
32
|
33
|
34
|
35
|
36
|
37
|
38
|
39
|
40
|
|
|
40 immagini |
|
|
| |
|
HARLEY-DAVIDSON:
104 ANNI DI LEGGENDA |
| William
Harley e Arthur Davidson erano due amici, appassionati
di natura e meccanica.
All’inizio del ‘900, ebbero l’idea
di applicare un motore ad una bicicletta e la
costruzione del prototipo fu inaugurata nel 1903,
tra lo scetticismo di tutti. La leggenda tramanda
che il carburatore di questa prima moto sia stato
realizzato utilizzando una latta di conserva di
pomodoro! In ogni caso il motore erogava 3 cavalli,
producendo una velocità massima di 40 km/h
e si frenava retropedalando. Già nel 1905,
una moto H-D vince una competizione a Chicago
e nel 1906 la fabbrichetta di motori, allestita
in una baracca sulle rive del lago Mchingan, si
trasforma in una spaziosa azienda, iscritta nel
Registro del Commercio e delle Imprese degli Stati
Uniti nel 1907 e composta da un nutrito gruppo
dirigente.
La fama dell’Harley-Davidson Motor Company
si espande rapidamente, ma i fondatori non si
fermano ai primi traguardi raggiunti, finché
nel 1909 mettono a punto la prima bicilindrica
con configurazione a 45° gradi, che diventa
l’icona della casa americana e tre anni
più tardi viene presentata la prima V-Twin
a marce.
Negli anni seguenti le motociclette Harley sono
state ufficialmente adottate dalle forze di polizia
americane, è cominciata la loro esportazione
e, con la prima guerra mondiale, sono state adottate
in gran quantità. Hanno perciò non
solo scritto una pagina di storia, ma alimentato
e simboleggiato il mito europeo del sogno americano,
come ci racconta anche il celebre film Un americano
a Roma, nel quale Alberto Sordi guida una WLA
750 liberator. Intorno agli anni ’70 la
compagnia subisce una crisi creativa e produttiva:
i modelli rimangono immutati per un lungo periodo
di tempo, il loro prezzo è elevato e il
tutto non le rende competitive rispetto alla produzione
giapponese, finché nel 1981 viene rimessa
in moto la complessa macchina ingegneristica e
organizzativa dell’Harley, che torna ad
essere leader nel mercato delle moto di grande
cilindrata. Vengono apportate molte innovazioni,
ma mantenute le caratteristiche tipiche che distinguono
la motocicletta americana. Tutte le novità
tecnologiche e di merchandise sono attualità.
Recentemente la casa di Milwaukee si sta aprendo
al mondo femminile. In particolar modo, i modelli
Sportster 883 e 1200, ad esso dedicati e che abbiamo
potuto testare noi motocicliste durante il tour
in Sicilia dal 2 al 4 aprile, vengono prodotti
dal 1985, e sono dei gioiellini che partono dal
prezzo di 8.100 euro in su: un sogno accessibile!
|
| |
|
|