Moto:
HONDA
CB500-CBF500
CB500
vs. CBF500
LA QUADRATURA DEL CERCHIO?
Ho
comprato il mio CB500 nel gennaio 2002.
Avrei potuto raccontarvi subito i motivi della mia scelta.
Invece mi ritrovo dopo un anno e mezzo senza aver ancora scritto
una riga su di lei. La verità è che ero troppo
impegnata a VIVERLA.
Le novità del Salone di Milano mi hanno invece riportato
con i “piedi per terra” e, calandomi nel presente,
mi trovo a fare alcune considerazioni “a voce alta”.
Settembre
2003: la mia moto ha 30.000 km, mi ha portato,
a pieno carico, in cima ai passi più impegnativi delle
Dolomiti, mi ha fatto provare l’ebbrezza della pista
e delle prime “grattate” con le pedaline... il
mio portafogli ne ha risentito nella misura che avevo preventivato,
e il fido CB è ancora in perfetta forma.
Beh,
non è certo una novità, e non sarò io
la prima e neppure l’ultima a decantare le qualità
di questo mezzo tanto riuscito (basti sapere che è
stato prodotto per quasi 10 anni 1994-2003, e che - ad eccezione
della sostituzione del freno posteriore a tamburo con un freno
a disco nel 1997- non sono state apportate sostanziali modifiche).
Tra i numerosi articoli che le sono stati dedicati vale la
pena citare una prova di longevità, a cura della rivista
francese MotoRevue, la quale sta portando un CB in
giro per il mondo (deserti, montagne, pista, circolo
polare artico… di tutto di più) e pubblica periodicamente
i risultati dei “tagliandi”, l’ultimo è
stato effettuato nel 2001 a ben 150mila km.
E la sfida continua, dal momento che quando fu presentata
al pubblico, nel settembre 1993, gli ingegneri Honda dissero
che avrebbe oltrepassato la soglia dei 300mila!
Per completare il quadro, sono a conoscenza del fatto che
in Francia un signore ha acquistato un CB500 di seconda mano
con già 230mila km all’attivo. Certo, la manutenzione
periodica è importante, ma la moto di questo signore
vanta davvero un chilometraggio eccezionale! (Clicca
qui).
Se aggiungiamo che, nonostante l’impostazione di base
turistica che spinge un possessore di CB a caricarlo all’inverosimile
e a raggiungere Capo Nord con tanto di passeggero, la Honda
stessa organizza in vari Paesi europei un trofeo dedicato,
dove spesso ragazze pilota si cimentano per la prima volta
in una vera gara di campionato… bisogna ammettere che
si tratta di un prodotto davvero poliedrico.
Ma
come la mettiamo ora che la piccola bicilindrica di casa Honda
sarà soppiantata dalla neonata CBF500?
Chi comprerà ancora un CB500 di seconda mano, e perché?
Lasciando
da parte il discorso estetico, che è un parametro puramente
soggettivo, andiamo a vedere “in sostanza” in
cosa differiscono questi 2 modelli.
Cominciamo
dallo scheletro.
La
nuova CBF500 è dotata di un telaio
completamente nuovo, derivato da quello a monotrave della
Hornet, dove il motore in bella vista la fa da protagonista
- come su una vera naked che si rispetti - ed è praticamente
“appeso” a questa struttura
(tra l’altro qualche Hornettista ha lamentato l’inaffidabilità
dei bulloni che dovrebbero assicurare il blocco-motore al
telaio; un difetto da non sottovalutare, e che se Honda già
conosce, certamente non avrà trascurato).
Il telaio della “vecchia” CB500 è invece
del tipo a doppia culla, col motore alloggiato all’interno
dei due montanti. Tradizionale sì, ma a quanto pare
ancora molto valido.
Per
quanto riguarda le sospensioni, sull’anteriore
troviamo degli steli da 41 mm (sul CB500 sono da 37mm), come
in molte naked e sportive di cilindrate maggiori, e il monoammortizzatore
sul posteriore, a sostituire le tanto denigrate “molle”.
Certo, è regolabile ancora soltanto nel precarico,
ma il salto di qualità ormai è stato fatto.
Non
che mi sia mai trovata male con le sospensioni tradizionali
(per l’uso che ne faccio): mi sono limitata ad indurire
leggermente la forcella (c’è chi le sfila di
qualche millimetro, chi cambia le molle, chi soltanto l’olio),
mentre per gli ammortizzatori posteriori di fatto mi basta
regolarne il precarico in base al percorso che decido di fare:
in pista le carico in posizione 4, per tutti i giorni in posizione
3, 2 se viaggio da sola senza carico. Ma provando altre moto
con sospensioni degne di questo nome la differenza è
notevole. Non per niente il kit del CBCup prevede un paio
di ammortizzatori completamente regolabili.
Pneumatici:
radiali da 120 davanti e 160 dietro, per la gioia di quanti
con questo mezzo leggero ed economico amano cimentarsi in
pieghe al limite, che si tratti di piste o passi di alta montagna,
la tenuta in curva ora sembra una promessa. In effetti uno
dei pochi punti deboli della “vecchia” CB è
proprio il discorso pneumatici, 110/80 sull’anteriore
e 130/80 sul posteriore: delle misure che rendono la moto
molto maneggevole, ad esempio nel traffico cittadino, a discapito
però della tenuta in curva. Fino al 2000 era anche
possibile richiedere alla casa l’omologazione per due
misure di pneumatico al posteriore (130 e 150 - la misura
ammessa per le gare del trofeo), ma da allora non è
più possibile, e chi desidera maggiore stabilità
in curva, può montare il 150, ma lo fa a suo rischio
e pericolo, legalmente parlando.
| |
Devo
ammettere che tra le migliorie auspicate per il tanto
atteso nuovo bicilindrico 500, la Honda ha saputo accontentare
- e sorprendere - quasi tutti. Sembra infatti che la
Honda aggiusti il tiro e miri ad un target decisamente
più esigente, coccolando però ancora una
volta il segmento che ha fatto la fortuna di questo
mezzo: ovvero quello dei principianti, come anche l’utenza
di medio-bassa statura (che si tratti di uomini o donne)
che desidera avere a che fare con una vera moto alla
sua portata (da notare infatti che la sella
ora è 770cm contro i 775cm del modello precedente),
senza dimenticare gli amanti del mototurismo: il manubrio
infatti è stato ridisegnato per favorire una
posizione del busto più eretta, la sella ha subìto
un deciso restyling in favore dell’ergonomia ed
il serbatoio ha guadagnato un litro.
|
|
Va
tutto a favore della nuova CBF500 la scelta di aver mantenuto
il collaudatissimo e brillante motore bicilindrico
in linea frontemarcia da 499cc.
Peccato che sia stato depotenziato (dagli originari 42kw agli
attuali 39,7kw a 9.500 giri, mentre la coppia massima è
di 44Nm a 8.000 giri, anziché di 46Nm), perché
una volta presa confidenza con questa simpatica moto, non
si può fare a meno di apprezzare e sfruttare al massimo
tutte le sue qualità.
Forse anche questa modifica è frutto di quello studio
di mercato che tende a favorire una risposta più fluida
e pronta ai regimi medio-bassi nei nuovi motori.
Ricapitolando:
migliorie alla ciclistica, all’ergonomia,
alla carburazione (non è stata introdotta
l’iniezione elettronica come si pensava, ma c’è
un nuovo sistema di accensione con mappatura a 3D ad alta
tecnologia e due carburatori a valvola piatta, il tutto nel
pieno rispetto della normativa EURO2), telaio nuovo di derivazione
Hornet, ma stesso motore del CB500, seppure leggermente depotenziato.
Qualche chilo in più rispetto al precedente modello
(nonostante sia stato tolto anche il cavalletto centrale,
che troviamo tra gli accessori originali), ma un miglior bilanciamento
dei pesi.
All’apparenza un’eccellente operazione, cara Honda:
sembra la vera quadratura del cerchio.
Piacerà? Tutto sommato credo di sì (soprattutto
se il prezzo non si allontanerà troppo dalla soglia
base dei 5000 euro), il desiderio di accontentare la maggior
parte degli utenti è evidente e fa sbiadire anche quegli
aspetti che lasciavano perplessi ad un primo esame. Aspettiamo
con ansia i primi modelli disponibili presso i concessionari
per poterle mettere a confronto anche su strada, ma nel frattempo
chi preferirà il buon vecchio CB a tutta questa tecnologia
e prestanza, potrà certamente approfittare ancora per
qualche mese dei “resti di magazzino” dei concessionari
a prezzi vantaggiosi.
Alessandra
Sisto
00
- CBF500 - HONDA CB 500 - HONDA CBF 500
|