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Moto: HONDA CBR 600

Honda Cbr 600 sport replica 2001 Valentino Rossi di Chanel

Questa è stata la moto che più ha attratto la mia attenzione, ora sono al mio terzo CBR, credo di aver avuto le tre generazioni di modelli e di aver apprezzato le migliorie tecnologiche che questa moto ha subito nell'arco di quasi vent'anni.
Ho cominciato con un modello usato dell' 88, la mia prima vera moto dopo il 125, poi sono passata al modello del '98, nuovo, che mi ha regalato forti emozioni e uno dei miei più grandi sogni: la pista!
Ora ho il modello più recente ed eccomi in sella alla mia Nel. Questa mia modesta recensione si basa fondamentalmente sulle diversità che ho riscontrato con il modello precedente.
La linea originale di questa moto è bella ed aggressiva, grazie anche alla colorazione replica, ma non ho resistito ad apportare delle modifiche estetiche.
La prima è la sostituzione del cupolino, dove l'impianto di illuminazione è costituito da due faretti lenticolari (con le tre soluzioni: posizioni, anabbagliante e abbagliante), e ho sostituito il plexiglas con uno più protettivo a doppia bolla fumè. So che non è il colore più indicato se si va in pista, ma così è molto più bella.
Finalmente anche gli specchietti hanno una dimensione più accettabile, incluse le frecce. Osservando la parte posteriore, devo dire che francamente il sistema portatarga e relativa illuminazione è un obbrobrio. Ora nella mia tutto è cambiato, ho sostituito integralmente il sottocodone con uno in vetroresina, con modifica all'impianto di illuminazione, sostituito da due faretti tondi con luce bianca illumina targa, in più è stata spostata la serratura per l'apertura del sellino passeggero in una posizione poco visibile. Questa della sostituzione del sottocodone è un'ottima soluzione perché si sostituisce tutta la parte originale senza doverla rovinare o modificare.
La strumentazione è come l'ho sempre voluta, moderna e classica allo stesso tempo, contachilometri digitale e contagiri analogico. Finalmente con orologio e due parziali, spia della riserva, perché non c'è più il rubinetto per la regolazione manuale del flusso benzina dal serbatoio. Osservando la capacità di lettura della strumentazione quando si è alla guida, c' è da dire solo che il filo della frizione da un po' fastidio perché posto davanti al contachilometri.
Altro fattore di praticità di questa sportè il vano recuperato sotto il sellino del passeggero, dove ci sta tranquillamente un bel catenaccio, la macchina fotografica, gli attrezzi di manutenzione, che porto via solo per scaramanzia e, volendo, anche la tuta antipioggia.
Sicuramente per via della sella spezzata il passeggero non starà comodo ma, ahimè! con me niente zavorra, perché ho eliminato le pedane e sostituito il sellino con il guscio rigido, facendo diventare il mio Cbr una monoposto, senza eliminare la comodità del vano.
Per quanto riguarda il sellino del conducente, beh! rimpiango la versione precedente, questo è meno imbottito, anche se poi ci fai l'abitudine, come la mancanza di carenatura sui fianchi fa sì che tutto il calore del motore te lo trovi tra le gambe, in estate è un incubo!
Altra modifica che ho apportato è stata l'aggiunta del parafango posteriore di colore nero in vetroresina, per evitare, per quanto è possibile, che lo sporco vada a finire sul mono.
Lasciando ora la parte estetica entriamo in quella tecnica. Qualche cavallo in più non guasta mai, motore a iniezione, riduzione di peso di quasi 15 kg, modifiche al telaio, sono stati i cambiamenti radicali dalla mia precedente Cbr. La guida è ottima, sia in città che in pista, ritengo che la Cbr 600 sia la moto versatile per eccellenza.
Ho riscontrato un maggior consumo, sarà per questo che hanno aumentato di un litro la capacità del serbatoio, portandolo a 18 litri. Un altro fattore che ho notato è che, a moto ferma e motore acceso, dopo poco tempo si verifica un notevole incremento della temperatura di esercizio, entrando in funzione la ventola di raffreddamento. Come impostazione di guida non è cambiato molto e neanche le fastidiose vibrazioni al manubrio ai 100 Km/h.
Il corpo è ben collocato quando ci si mette "in carena", le pedane sono un po' basse, dopo averle raschiate, ho pensato bene di arretrarle e di alzare un pochino, per quello che è possibile, la marmitta, per non raschiare pure lei. Il motore ha un'ottima progressione, dando la possibilità di gestire al meglio la leva del gas a seconda delle situazioni in cui ci si trova, anche se a 5.000 giri il motore ha un po' di "vuoto", questo fatto risulta antipatico perché alle volte non si riesce a regolare a dovere la giusta potenza in uscita di curva.
Ho cercato di risolvere il problema accorciando i rapporti, sostituendo il pignone con un dente in meno. Rimanendo in tema motore, direi che la più totale delusione rimane il fatidico tenditore della catena di distribuzione, sostituito a 7.000 e a 14.500 chilometri.
Come sospensioni ritengo che la parte anteriore andrebbe migliorata un pochino, durante la guida sportiva, in staccata, le forcelle affondano troppo, dopo vari settaggi ho deciso di cambiare l'olio con uno più denso, per avere una buona resa però bisognerebbe cambiare molle e sistema pompante (quando avrò recuperato un po' di dindi lo farò). Il posteriore va bene ma come tutte le cose si può far di più. Buona modulabilità di frenata, grazie al sistema frenante e al freno motore davvero ottimo.
Ci potrebbero essere altre mille cose da analizzare ma queste sono state quelle che mi sono venute in mente subito.
Forse ho elencato più difetti che pregi ma per me rimane sempre la migliore! Come per tutte le moto, con la personalizzazione si può veramente renderla un'ottima moto sia nella guida turistica che in pista.

Chanel

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