| Moto:
KTM EXC 400 RICETTA
PER IL SUPERMOTARD
KTM EXC 400
Premesso
che sul mercato italiano il modello EXC viene venduto come
enduro, facendo qualche modifica si ottiene una supermotard
molto più leggera e maneggevole degli LC4 oggi in commercio,
pur mantenendo l'indispensabile avviamento elettrico.
Ingredienti:
· Una KTM EXC 400
· Un'omologazione per le ruote da 17 pollici
· Una coppia di ruote da supermotard (o al limite solo
cerchi e raggi per utilizzare i mozzi originali)
· Un treno di gomme stradali 120/70 R17 e 150 (160)/60
R17 (o se la volete più "racing" ma un po'
fuorilegge una rain all'anteriore e una slick intagliata al
posteriore)
· Un disco anteriore da 320 mm
· Un supporto pinza anteriore per montare il disco
maggiorato
· Un pignone con un dente in più
· Una corona con qualche dente in meno
· Un parafango anteriore "corto"
Se avete la fortuna di avere qualche amico meccanico o quasi
approfittatene pure, altrimenti rivolgetevi alla vostra officina
di fiducia o a un preparatore che fornisce il kit completo
pronto da montare.
Se invece volete mettere a frutto gli insegnamenti appresi
durante uno dei numerosi corsi di manutenzione organizzati
da Motocicliste.net, procedete come segue:
Ripulite le ruote dalle gomme dai cerchi e dai raggi originali.
Conservate i mozzi e il disco posteriore.
Montate (non a neve) i cerchi da diciassette precedentemente
colorati a vostro gradimento sui mozzi.
Unite al composto il disco da 320 mm, il disco posteriore
e la nuova corona.
Sostituite il supporto pinza anteriore originale con uno adatto
a ospitare il disco maggiorato.
Sostituite il parafango anteriore.
A questo punto non vi resta che far montare le gomme.
Sfornatela e servitela ben calda pronta per la strada.
Scherzi
a parte, la moto arriva con le misure giuste già sul
libretto (se la comprate nuova e ne fate espressa richiesta)
altrimenti dovete far richiedere da un concessionario KTM
il nulla osta per l'omologazione.
Ho modificato questa moto perché ancora in commercio
non ci sono supermotard altrettanto leggere (117 Kg) comunque
dotate di avviamento elettrico (a parte l'introvabile Husqvarna
SMR 450 e le costose VOR).
Ne è risultata una moto molto maneggevole nel
traffico cittadino (secondo me adatta anche per chi
è alle prime armi) e allo stesso tempo veloce
e divertente in pista.
La posizione di guida è pressoché
perfetta, anche se le vibrazioni del monocilindrico e l'assenza
di un qualsiasi riparo aerodinamico non la rendono indicata
per i lunghi viaggi.
La scarsa capacità del serbatoio
(9 litri) la rende inadatta per le gite fuori porta oltre
i 100 km, questo se volete evitare frequenti soste al distributore.
In compenso, le strade panoramiche e i tornanti di montagna
diventano un gioco da ragazzi.
Il
telaio da enduro la rende maneggevole e controllabile
in qualsiasi situazione mentre le ruote stradali
aggiungono quel pizzico di stabilità in più
grazie alla maggiore impronta a terra, le più smaliziate
potranno raggiungere angoli di piega da superbike e le temerarie
si stupiranno (a moto ferma) della quantità di gomma
utilizzata.
Il motore è molto fluido e gestibile
a qualsiasi andatura: scordatevi i singhiozzi a 2000 giri
e le esplosioni di coppia ai regimi più elevati.
La potenza comunque non manca, naturalmente non è ai
livelli delle stradali tipo Hornet, CBR o Monster S4, ma 40
cavalli e poco più di 100 kg permettono velocità
di punta (anche oltre 160 km/h) di tutto rispetto per qualsiasi
enduro anche di maggior cilindrata. Anche l'accelerazione
e la ripresa non sono da meno: in uscita dalle curve lente
è facile "mettere in crisi la ciclistica"
come dice Di Pillo e far scivolare leggermente il posteriore.
La "derapazione" è comunque sempre controllabile
ed esente da qualsiasi nervosismo.
Se avete frequentato il corso di supermotard al Ciocco, ricorderete
che i freni vanno usati con decisione ma allo stesso tempo
bisogna sempre cercare di mantenere una certa sensibilità
per non incappare in scivolate fuori programma.
L'impianto frenante, che risulta dalla trasformazione
della moto austriaca, è un compromesso ideale tra potenza
e modulabilità: il disco maggiorato e il peso contenuto
della moto permettono spazi d'arresto da primato garantendo
comunque un'ottima sensibilità grazie ad un impianto
idraulico di derivazione cross; se volete spendere qualcosina
in più potete comunque optare per un impianto di derivazione
racing con pinza a quattro pistoncini
e pompa radiale 16x18, ma attente all'effetto catapulta!
L'uso in pista richiede la sostituzione
di alcuni pezzi: il fanale in vetro con una mascherina da
cross e chiaramente eliminati targa e portatarga (perché
richiesto da regolamento in alcuni kartodromi e comunque per
sicurezza); se volete proprio esagerare montate dei paramani
integrali che oltre a salvare le leve da un'eventuale contatto
con l'asfalto regalano un
aspetto decisamente racing.
Le sospensioni offrono una guida molto confortevole,
grazie alla lunga escursione e alla taratura piuttosto morbida
sono in grado di assorbire qualsiasi asperità; in pista
però soprattutto la forcella incontra dei limiti: anche
se l'aderenza e le pieghe "da paura" sono garantite
(con le gomme slick qualcuno raschia le pedane), in frenata
e nelle esse la moto ha un comportamento un po' "gommoso"
e la differenza con una moto racing si sente; ancora una volta
il ricorso al meccanico può risolvere il problema con
una taratura dedicata.
Sperando che le indicazioni siano state utili e che ci siano
sempre più "motardiste", auguro buon divertimento
a tutte.
Laura
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