Moto:
APRILIA
TUONO 1000 R FACTORY
APRILIA
TUONO 1000 R FACTORY
IL RUGGITO DEL LEONE
Due occhi luminosi seguono
la striscia nera d’asfalto
che vorticosamente si arrampica tra i monti.
Il ruggito del motore insegue il proprio eco, come un leone
nella savana.
I
mangiatori di riso si mettano al riparo: nella famiglia Tuono
arriva la first lady dalle curve mozzafiato
e dal carattere tutto pepe. Sul serbatoio bianco spicca il
leone della casa di Noale che, come una fiamma rossa, lo cinge
e riporta la memoria alla tradizione sportiva Aprilia.
Come sfondo l’indimenticabile tracciato della Levico-Vetriolo,
una cronoscalata che fino a qualche anno fa suscitava clamore,
mentre ora rimane solo un ricordo, il sapore di un mito che
vivrà unicamente nella memoria. Il famoso tracciato,
chiuso al traffico per la presentazione della Tuono 1000 R
Factory, si snoda in un susseguirsi di curve veloci e tornanti,
da mozzare il fiato.
La protagonista è lei. Muscolosa, aggressiva.
Ma non incute timore. La si cavalca con facilità: altezza
(810 mm) e larghezza della sella permettono ad un pilota di
media statura di maneggiarla con sicurezza anche nelle manovre
da fermi. Probabilmente avrebbe fatto comodo un maggiore angolo
di sterzo, (qui è di 25°) poiché nelle inversioni
di marcia, se la strada è stretta, bisogna destreggiarsi
avanti e indietro un paio di volte prima di poter ripartire,
ma la leggerezza della Tuono e il suo baricentro basso non
mettono in difficoltà.
La posizione di guida è
comoda, il manubrio alto e largo regala subito confidenza
con il mezzo e la posizione delle pedane è un buon
compromesso tra sportività e comodità.
Dalla cartella stampa apprendiamo che sono
diverse le modifiche che rendono esclusiva la nuova nata in
casa Aprilia: all’albero vengono dichiarati 139
cv, sono state fatte alcune modifiche ai condotti
di scarico e alle valvole di scarico, anche i catalizzatori
sono nuovi e la rendono più rispettosa dell’ambiente,
mentre una nuova mappatura della centralina la rende più
fluida e piacevole.
Per quanto riguarda le sospensioni
troviamo una forcella Ohlins da 43 mm regolabile in compressione,
estensione e precarico e un monommortizzatore posteriore sempre
Ohlins, anch’esso pluriregolabile.
Sono nuovi anche i cerchi OZ in alluminio
forgiato, più leggeri rispetto alla versione base.
Esteticamente è a mio giudizio la più
accattivante delle Tuono: la grafica originale e le parti
in carbonio le donano un look racing e piacevole.
Sicuramente un gioiello che non desidera passare inosservato!
Si gira la chiave. Il cruscotto, in parte analogico e in
parte digitale, si accende e pare strizzarci l’occhio.
Il rombo del motore vibra nel corpo metallico,
poi attraverso la carne, fino al cervello.
Si apre il gas e, una dopo l’altra,
vengono inserite le marce, grazie all’elasticità
del motore, che farebbe sentire racing anche più inesperto
dei piloti. Il ruggito non lascia spazio al silenzio della
strade di montagna, nonostante sia chiusa al traffico. Fin
dai bassi regimi, grazie ad una buona distribuzione della
coppia, il motore tira fuori dalle curve con estrema facilità,
semplicemente ruotando la manopola del gas. E sui rettilinei
la strada non è sufficiente per assaggiare tutto l’allungo
di cui è capace la Tuono.
Curve, curve, curve.
Lo spostamento nei cambi di direzione risulta
facile e intuitivo. La sensazione è quella di poter
effettuare questa manovra con più naturalezza, impiegando
meno forza.
Grazie all’impianto frenante Brembo
(lo stesso della Tuono 1000 R) la decelerazione è modulabile.
Nonostante il notevole mordente, infatti, la potenza frenante
è ben distribuita sulla lunghezza della leva (che è
regolabile).
Arrivano i tornanti.
Anche alle basse velocità la Tuono Factory ha un buon
equilibrio. Nei tornanti non si percepisce la sensazione di
caduta all’interno della curva e l’unico difetto
della moto è quello di avere un leggero effetto “on-off”
dell’erogazione, percepibile solo ai bassi regimi di
rotazione del motore. Per evitare questo effetto indesiderato
sarà necessario entrare in curva con il gas puntato,
senza chiuderlo del tutto, quindi con un po’ di pratica,
anche i meno esperti potranno evitare di sentire il motore
strappare.
Gas, gas e ancora gas.
Con sinuosa fluidità si esce facilmente da ogni curva,
lenta o veloce che sia. E poi ancora via, una marcia dopo
l’altra, mordendo l’asfalto metro dopo metro.
La Tuono Factory ha il carattere dell’arma da combattimento.
Metallo e tecnologia. Precisione e raffinatezza.
I trecentocinquanta pezzi in cui verrà prodotta indicano
che nasce con l’intento di voler essere un giocattolo
d’elite. Il prezzo di 13.990 euro (franco concessionario)
lascia intendere che si cavalca qualcosa speciale.
Di sicuro non sarà necessario acquistare una moltitudine
di parti after market per rendere esclusiva la vostra Tuono
Factory. Lei è già così: unica
e passionalmente italiana!
Mary Girotti
GALLERY
(clicca
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