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e noleggio
USATO
Alcuni
suggerimenti per chi vuole comprare una moto usata
PER
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Ogni
acquisto è un misto di emozioni a volte contrastanti,
quello di una moto usata assomiglia un poco al difficile equilibrio
fra il tormento e l’estasi. La paura è quella
ovvia di prendere una bufala clamorosa.
Non è possibile, in questo spazio, esaurire la materia
delle possibili contraffazioni, tuttavia c’è
una serie di controlli che tutti possono fare e che forniscono
delle indicazioni valide, anche se non mettono al riparo da
possibili operazioni truffaldine.
La prima cosa da fare è un bel controllo di corrispondenza
fra i documenti e i numeri
della moto: targa, motore e telaio.
Quindi la corrispondenza dei pneumatici montati
con quelli indicati dal libretto.
Soprattutto con moto vecchie o con modelli sportivi non è
infrequente che siano montati componenti non originali
e anche non omologati, quindi sincerarsi che cerchi,
marmitta, luci, portatarga, specchi retrovisori e indicatori
di direzione siano funzionanti e in regola con il codice.
Le serrature sono in ordine? La chiave di
avviamento deve aprire anche il vano sottosella e il serbatoio?
Verificare che ci siano le chiavi originali e che
funzionino.
A questo punto si può cominciare il giro dalla parte
anteriore.
Il telaio ha due blocchetti di metallo che
fanno da fine corsa allo sterzo. Basta osservarli per sapere
se la moto è caduta riportando un danno consistente
all’avantreno: se sono danneggiati è chiaro che
il colpo è stato molto violento.
I paraolio della forcella sono in buone condizioni?
Svolgono la loro funzione? Le canne della forcella
non devono presentare “ticchiolature”, macchie
di ossidazione o rigature.
I piolini delle pedane si consumano nelle
“pieghe” più ardite, ma lo snodo no; si
consuma nelle scivolate più spettacolari, come la parte
inferiore del collettore di scarico o la parte esposta del
cavalletto centrale. Bollature sul serbatoio
in corrispondenza delle manopole a sterzo battuto sono segno
di colpi, come, del resto, i contrappesi
danneggiati alle estremità del manubrio. Intendiamoci,
una caduta può capitare a tutti e non è, di
norma, un problema. Le moto sono assai più robuste
di quanto si pensi e non basta certo una scivolata a rendere
la moto inservibile. Tuttavia l’entità della
botta può essere tale da avere conseguenze sulla stabilità
del mezzo e quindi nessun controllo è di troppo.
Verniciature recenti o saldature grossolane
sul telaio devono mettere in allarme. Esaminando gli elementi
tubolari verniciati o trattati superficialmente come telaio
e manubrio, bisogna prestare attenzione ai punti in cui sono
presenti delle piegature. I trattamenti si fanno dopo la piegatura
e quindi la superficie deve essere liscia, se presenta delle
rugosità vuol dire che la piegatura è stata
fatta dopo. Quindi può darsi che l’elemento si
sia piegato e sia stato poi raddrizzato. Se si parla di un
manubrio in ferro verniciato la cosa può non essere
grave, purché il manubrio sia stato sistemato a regola
d’arte e la moto sia dritta. Se il manubrio sembra storto
può darsi che siano solo i silent-bloc interposti fra
i supporti del manubrio e la piastra della forcella ad essersi
spostati, ma può anche darsi che ci sia qualcosa che
non va.
Se è possibile mettere la moto sul cavalletto centrale
si può sollevare la moto e far girare a mano la ruota
posteriore. La catena deve avere movimenti
verticali contenuti, se, al contrario, osservando il ramo
inferiore, si nota che sale e scende in maniera evidente è
ormai ovalizzata. Se la moto ha fatto tanta strada e la catena,
pur ormai ovalizzata, è ben lubrificata e regolata,
probabilmente la manutenzione è stata accorta, si può
verificarlo muovendo qualche maglia: se i movimenti sono fluidi
vuol dire che l’ingrassaggio è stato sempre fatto,
se le maglie tendono a restare nella posizione in cui le si
costringe, allora il grasso è stato messo per l’occasione.
Un registro della tensione della catena spostato tutto indietro
significa che con ogni probabilità la catena ha subìto
tutto l’allungamento possibile e che è da sostituire.
I dischi freno devono avere uno spessore
consistente e le pastiglie non devono aver
lasciato tracce sulla pista frenante. Inoltre, sempre facendo
girare le ruote a mano, basterà frenare leggermente
e ascoltare il fruscio: deve essere costante, se il suono
è alternato probabilmente il disco in esame non è
perfettamente piano.
Sulle sportive, una carena impeccabile su
una moto un po’ opacizzata può essere indice
di un uso in pista abbastanza assiduo: la moto può
aver fatto molti chilometri con una carena commerciale, di
qui il diverso stato d’usura. Una carena danneggiata
può avere un ottimo aspetto esterno, ma basta guardarne
la faccia interna per capire se è passata per le mani
di un carrozziere.
Il serbatoio è una buona fonte di
informazioni. Adesivi molto in rilievo sono probabilmente
il risultato di una riparazione: i carrozzieri smerigliano
il serbatoio prima di ripararlo, ma spesso cercano di non
eliminare completamente gli adesivi originali per avere un
riferimento preciso al momento di applicare quelli nuovi.
Il risultato è che l’allineamento degli adesivi
è perfetto, ma il loro spessore no. Inoltre il serbatoio
ha, in corrispondenza del tappo, un piccolo bordo, molto difficile
da eseguire perfettamente. Se questo bordino presenta delle
irregolarità vuol dire che il serbatoio ha preso una
gran botta, perché difficilmente si arriva a far danni
fin lassù.
L’usura delle manopole, dei gommini delle pedane, delle
leve di freno e frizione, della piastra di sterzo in corrispondenza
del portachiavi, del rivestimento della sella sono tutti indicatori
dell’età o della percorrenza della moto.
Afferrando la ruota alle due estremità
e scuotendola non si devono avvertire movimenti. Se si muove
la ruota posteriore potrebbero essere solo i tamponi parastrappi
usurati, se si muove quella anteriore il problema è
sicuramente di maggiore entità.
Con la moto verticale e libera dai cavalletti bisogna assaggiare
la funzionalità delle sospensioni
spingendo forte sulla parte posteriore e osservando il moto
di cui le sospensioni posteriori eseguono il lavoro. Quindi,
alternativamente col freno anteriore tirato e poi con quello
posteriore bisogna caricare la forcella. L’affondamento,
sia anteriore che posteriore, deve essere omogeneo, con una
buona resistenza. La risalita deve essere lenta, fluida e
controllata. Date due o tre spinte sulla forcella, bisogna
afferrare il manubrio e tirarlo verso l’alto, la forcella
deve distendersi ancora un poco, fluidamente e senza scatti
o rumori. Dietro bisogna eseguire la stessa manovra, cercando
la stessa risposta.
Seduti in sella si può far fare un piccolo movimento
in avanti alla moto facendolo seguire da una pinzata dei freni
anteriori. Un “cloc” proveniente dall’avantreno
potrebbe essere generato dal disco, se è flottante,
e allora è fisiologico. Se il rumore è un poco
più forte e non siamo certi che provenga dal disco,
potrebbe essere causato da un serraggio imperfetto del cannotto.
I cuscinetti potrebbero essere usurati.
Le leve del freno e della frizione devono
avere il giusto gioco (pochi millimetri). Se il gioco è
troppo o troppo poco potrebbe essere una disattenzione di
chi manutiene la moto, ma anche l’indicatore di usure.
Discorso analogo per la rotazione del comando del
gas, che deve essere fluido e costante; se avviene
a scatti potrebbe essere segno di cure non abbastanza amorevoli,
ma anche di danni. Ovviamente il costo del ripristino della
perfetta funzionalità cambia a seconda se si tratta
di usura fisiologica o di danno.
In generale, tracce di ruggine, teste delle
viti rovinate, manicotti in gomma screpolati,
adesivi attaccati in maniera disinvolta sono tutti indicatori
di un certo tipo di uso e di manutenzione e nessuno depone
in favore del proprietario.
Lo stato delle gomme, incide notevolmente
sul prezzo di vendita: valutiamo quindi la presenza di tutti
i contrappesi e di tagli, e controlliamo che la misura sia
quella conforme a quanto previsto dal libretto di circolazione
e ovviamente lo stato di usura.
La garanzia che deve fornirci il concessionario
in fatto di usato è pari a un anno, una eventuale garanzia
più estesa fornitaci sta ad indicare la certezza del
buono stato della moto. Controlliamo comunque che il libretto
di garanzia presenti tutti i regolari tagliandi o ci siano
fornite le ricevute dei controlli.
Se la moto la compriamo da un privato, la garanzia che ci
viene fornita è soltanto quella ufficiale della casa
che dura 24 mesi dalla data di immatricolazione.
In ogni caso è bene farci chiaramente spiegare, meglio
ancora se ce lo mettono per scritto, cosa è compreso
nella garanzia, quali componenti e per quanto tempo.
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