Moto:
HONDA
VFR
HONDA
VFR
Entusiasmante!
La
prima impressione è che quei semi manubri bassi la
rendano troppo sportiva per i miei gusti turistici, ma mi
basta salire in sella ed afferrarli e mi accorgo subito che
era, appunto, solo un’impressione. La posizione è
comodissima, la schiena è piegata il giusto e i polsi
non si affaticano.
Metto in moto. Ma non era un quattro cilindri a V di 90 gradi?
Dal sommesso rumore che viene da sotto il serbatoio sembra
una bicilindrica… Comunque sia, tiro la morbidissima
frizione idraulica e metto la prima, che entra senza un rumore.
Un poco di gas e il motore fa le fusa, mollo la frizione e
la moto va. Il feeling è immediato (“ma io ho
sempre portato questa moto???”), fatti pochi metri mi
sembra che sia stata per anni nel mio garage e non invece
un modello appena provato.
In
strada affronto le prime curve. La progressione è morbida,
senza gli strappi di certi quattro cilindri, le marce entrano
una dopo l’altra e il contagiri comincia a giocare.
Intorno ai 7000 giri sento per la prima volta entrare in funzione
la seconda coppia di valvole. Cambia un poco il rumore, ma
tantissimo il motore: sembra entrato in funzione un turbo!
La moto cambia carattere: da tranquilla turistica, docile
e pronta anche ai bassi regimi, ad una sportiva scattante
e reattiva. Cerco di essere pacato nel mio giudizio, ma dentro
di me penso: entusiasmante!
La
moto è agile sul misto, pronta a scendere in piega,
rapida a risalire, veloce nel cambiare direzione. La frenata
integrale, gestita dal Dual-CBS, ha bisogno di qualche momento
per essere apprezzata appieno, ma una volta capito il funzionamento
mi accorgo che anche nelle frenate più brusche la forcella
non affonda troppo e la moto rimane manovrabile. In curva
posso azzardare un leggero tocco del freno posteriore per
correggere la traiettoria.
La protettività della carena e del parabrezza è
buona e solo se si è più alti di un metro e
ottanta si può avvertire qualche vortice all’altezza
del casco se si mantiene una posizione eretta. Mi abbasso
appena un poco per uscire dal flusso d’aria.
Scendo,
la guardo… il davanti ricorda quello di uno scooterone,
mentre dietro i due bellissimi scarichi sotto il codone le
danno un’eleganza molto racing… Dottor Jeckil
e mister Hide: una superturistica facile da guidare, confortevole,
adatta ai meno esperti, splendida per viaggiare anche con
passeggero, e una sportiva gustosissima, entusiasmante per
i più smaliziati.
Dagli 11.600 ai 12.700 euro (nella versione con ABS e sospensione
posteriore con regolazione idraulica).
FL
|