Modello:
Yamaha YZF Thundercat 600F 1997
Km allattivo al 17/05/00: 29.500
(Acquistata ad agosto con 20.000 Km)
Uso: Praticamente ci faccio di tutto,
la utilizzo per spostarmi in città, per viaggiare, per fare
il giretto della domenica, per andare al mare, per correre
in pista!!! Un grande pregio di questa moto è la versatilità.
Modifiche particolari: Ho cambiato le
molle delle forcelle ant. perché di serie escono un po
troppo morbide e le ho sostituite con il kit completo della
WP. Inoltre, ho modificato la regolazione delle sospensioni
(precarico delle molle, frenatura idraulica ant. e post.)
e ho sfilato leggermente le forcelle. Volevo fare la modifica
del pacco lamelle e pompante, ma per la mia guida credo sia
sufficiente ciò che ho modificato: quando sarò più brava,
forse
Lolio dei freni è stato sostituito con il DOT5 e le pastiglie (non originali) sono
le Brembo RR Racing. Lunico difetto delle pastiglie è che essendo
"Racing" in città sono un po lente a scaldarsi, mentre per luso in
pista sono decisamente buone.
Gomme: Ho montato le DUNLOP D207F che
hanno una tenuta di strada davvero sorprendente. Appena si
modifica linclinazione della moto ci si sente dolcemente
trascinare "giù" e linserimento in curva diventa
più veloce e facile. Il grip è più che buono per le prestazioni
della mia moto (e per la mia guida). In pista si consumano
abbastanza velocemente, ma sono comunque un buon compromesso
tra una gomma da corsa e una da turismo.
Motore e prestazioni: Motociclismo afferma
che la velocità massima raggiunta (effettiva) sono 241 Km/h.
Io di tachimetro ho superato i 230 Km/h, ma non a pieni giri
(coppia max a 11.750 giri), che significa che gli audaci possono
raggiungere ben altre velocità.
I cavalli rispetto alle sorelline giapponesi sono un po di meno, ma
lerogazione del propulsore è tale da renderlo pienamente sfruttabile a tutti i
regimi. Questa peculiarità è davvero evidente rispetto al CBR600F (94) che
possedevo prima.
Consumi: Sinceramente non faccio molto
caso al chilometraggio che faccio con ogni pieno, ma non è
di certo una sanguisuga. Come tutte le stradali, se si viaggia
sui 130 km/h ha buoni consumi, oltre i 170 km/h diventa una
vera tassa!
Cruscotto e comandi: Il tachimetro e
il contagiri sono molto chiari e ben visibili. Molto scomoda
è la rotella per azzerare il contachilometri parziale (soprattutto
se lo fate dopo essere partiti dal benzinaio, perché vi scordate
di farlo da fermi!).
Questinverno mi si è fulminata una lampadina del cruscotto e per sostituirla si
diventa matti perché bisogna smontare tutto il cupolino, quindi non auguro a nessuno di
riscontrare questo difetto.
Le spie sono veramente essenziali: comodissima quella della riserva, ma ne ha una sola per
gli indicatori di direzione.
Veramente scomodo lindicatore della temperatura perché dalla mia posizione di guida
è coperto dal contenitore dellolio dei freni.
Manca e non è poco lorologio!
Posizione di giuda: Per un pilota della
mia statura (1.72) direi che è perfetta: il cupolino offre
una buona copertura anche alle alte velocità e le ginocchia
non sono sacrificate per niente. La posizione di guida standard
non affatica particolarmente i polsi, mentre in città si cominciano
a sentire i 206 kg di peso (soprattutto per una donna).
In pista credo sarebbe più agevole montare delle pedanine arretrate per poter appesantire
maggiormente il retrotreno in staccata.
Turismo: Purtroppo lunica casa
che produce il kit per montare le borse laterali e il bauletto
à la Nonfango, che a mio dire ha uno standard qualitativo
molto inferiore alla Givi. La moto si adatta con facilità
ai lunghi viaggi, anche se a 130 km/h si stancano ancora un
po i polsi e dopo i 160 km/h comincia a dar fastidio
laria che supera il cupolino.
Difetti: Io percepisco un po troppe
vibrazioni alle mani alle medie velocità. Gli specchietti,
se vengono regolati per luso in città, diventano inservibili
una volta che ci si inserisce in carena sotto al cupolino.
Limpianto di illuminazione non è eccezionale, ma la cosa veramente brutta
(esteticamente parlando) è, come lo chiamo io, il lumino da morto, alias lampadina delle
luci di posizione.
A 26.000 km mi si è rotto un paraolio, con conseguente fuoriuscita dellolio lungo
la forcella: che goduria lolio sulle pastiglie anteriori, eh????
Le pedanine sono un po basse per lutilizzo in pista (si sfregano facilmente) e
il progetto datato 97 forse non è proprio innovativo in fatto di leggerezza e
facilità di guida.
Comunque la moto si adatta benissimo alluso supersportivo della pista e sicuramente
è più facile da guidare di un R6, anche se è più pesante.
Manutenzione: Di solito io faccio da
coadiuvatrice del mio fidanzato in questa delicata fase. La
mia competenza meccanica è alquanto scarsa! Comunque, abbiamo
fatto il primo tagliando a questa moto dopo 7.000 km assieme
alla modifica delle molle. E stato sostituito il filtro
e lolio motore (Valvoline Racing 15/50) mentre quello
dei freni (DOT5) va cambiato più volte allanno.
Ho cambiato le candele sostituendole con altre originali e ho effettuato la pulizia del
filtro dell'aria.
La catena la ungo tutte le volte che me lo ricordo (non proprio ogni 500 km) e comunque
prima di andare in pista. Di solito con la pasta e non con lo spray e la spalmo la sera
dopo averla riposta in garage a catena calda.
Conclusioni: Adatta sia alluso
turistico che a quello sportivo; trovo sia un ottimo compromesso
per chi ama viaggiare, ma vuole togliersi lo sfizio della
pista. Comoda anche in due, è lideale per chi ha sempre
qualcuno sulla sella posteriore grazie anche alla fluidità
dellerogazione e alle comode maniglie per il passeggero.
Per chi impara a guidare la moto forse non è facile come il CBR, ma non è una moto
troppo impegnativa e laltezza della sella ne consente la guida anche a chi non è
proprio un gigante!