MOTOCICLISTE
Barbara - Roma
mi
piacerebbe raccontare di tutte quelle strade che ho percorso, degli amici con cui ho
condiviso le soste al bar, la pioggia, le tavolate, e quellatmosfera quasi familiare
di chi condivide con te una forte passione. Non nascondo una certa abilità
nellaffrontare i tornanti e le curve più insidiose, amo le moto di grossa
cilindrata, dai colori sgargianti, le saette sui fianchi, le tute in pelle consunte, l'eco
rimbombante e quasi lirico di un motore tirato. Potrei raccontare molte altre cose
tralasciando, di proposito, di ammettere che sono una passeggera
Ma mi chiedo se poi, davvero, vi è una grande differenza tra chi guida e chi no
Anchio, appollaiata sulla moto del mio ragazzo, percorro come lui ogni centimetro di
asfalto, con la stessa passione ed incoscienza vado in moto con la pioggia ed il ghiaccio.
Nel traffico osservo e sto in guardia di fronte allautista più ottuso o distratto e
lo comunico con un rapido gesto della mano
Anchio sono caduta, e sono esposta
ai pericoli del brecciolino, di una macchia dolio, oppure di una sua momentanea
distrazione.
"La prima moto" è stata la Ducati Scrambler di mio fratello.
Un giorno, per sfinimento di fronte alle mie continue, quasi giornaliere, richieste, lui
mi portò a fare un giro. Conservo la foto di quell'avventura sulla mia scrivania: avevo
l'aria severa di chi era consapevole di stare per intraprendere qualcosa che era un misto
di pericolo e libertà.
Poi gli anni passano, adesso "guido" un potente VTR ;-)
Ci sono solo motocicliste
oppure zavorre con potenzialità ancora inespresse
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