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MOTOCICLISTE
Gabriella & Laverda 1000-
Palermo
Giravo
con la moto già a dieci anni, con un minibike e le ginocchia in bocca! Sono sempre stata
alta 180cm! Poi ho conosciuto la mitica Laverda 750 SF e non ho più abbandonato questa
casa. Adesso ho un Laverda 1000 che uso nelle grandi occasioni, e giro in città con un
"paperino" uno SKY 50 perché non posso fare a meno di camminare su due ruote ed
il Laverda nel traffico è un po' pesantuccio! Ai tempi del Laverda 750 SF ero l'unica
donna nella mia città che guidava una moto di così grossa cilindrata!
Ho sempre avuto una passione per le gare motociclistiche, mi allenavo con il team del mio
meccanico presso cui passavo gran parte del mio tempo libero. Loro mi tenevano come
"mascotte" ma non sono mai riuscita a fare una gara vera, non mi iscrivevano mai
per via della mia giovane età con la scusa del consenso dei miei genitori che non mi
avrebbero dato mai!!! Così durante gli allenamenti coglievo ogni occasione per dimostrare
quanto valevo!
Avevo appena comprato l'ultimo tipo di Laverda 750 (poi non ne uscirono più), tutto nero,
con freno a discho anteriore, era un portento per quei tempi!! Lo provavo in un percorso
misto con un gruppo di amici, rigorosamente maschi, rigorosamente stronzi! Volevano
approfittare della macchina nuova in mezzo alle mie gambe per mettermi in difficoltà e
tiravano le marce fino al limite, in un continuo superarsi a vicenda a traffico aperto,
che rishiavamo il "culo" minuto per minuto! Ad una curva troviamo un
motociclista domenicale che, in pantaloni e maglietta, guidava una Kawasaki 500. Noi
eravamo in tuta di pelle (io chiaramente nera con casco nero) e tutti cascati. Quale
invito a nozze! A turno lo provocavamo, finché io che ero rimasta l'ultima gli lancio
un'ennesima provocazione uscendo e superandolo in una curva al di sopra delle umane
possibilità. Ma non lo vedo uscire da quella curva e dopo un po' ritorno indietro per
vedere che fine avesse fatto (c'era tra noi tutti un codice d'onore: in gara il sangue
dell'avversario, in strada ed in difficoltà massima assistenza): lo vedo disteso a
pantera sull'asfalto, sul quale aveva lasciato metà del suo rivestimento cutaneo del
torace e degli arti superiori, con la sua moto addosso sugli arti inferiori. Mi sono
fermata, ho issato la moto sul cavalletto, ho tolto il casco e sono corsa a vedere come
stava. Credo che quando ha realizzato di essere stato messo KO da una donna, sia svenuto!
Lui nega, ma io giuro che lo avevo visto con il capo alzato.
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