MOTOCICLISTE
Giulia & Yamaha XT350 (Aladino)
- Roma COME E' NATA LA PASSIONE
Qualche anno fa, un ragazzo di nome Fabio voleva comprarsi una moto. Io allora ci capivo
poco o niente, ma dentro di me qualcosa già mi attirava verso questo mondo sconosciuto
delle motociclette. Decine e decine di riviste prima di prendere la fatidica decisione:
una Honda Dominator, una enduro un po' stradale, che ci avrebbe regalato mille emozioni.
Nel frattempo, leggendo queste riviste e ascoltando i discorsi del ragazzo, cominciavo ad
avere una certa cultura sull'argomento, ma era solo teoria. La pratica non tardò ad
arrivare, e cominciai a dividere con Fabio le avventure in sella alla sua Claretta.
Estate, inverno, sole, pioggia: nulla ci poteva togliere il piacere di un weekend in moto.
Raggiunsi l'apice del piacere quando fui "trascinata" in campeggio, in Sardegna,
con la moto carica di bagagli e la promessa che sarebbe stato bellissimo. E così fu. E
lì feci una promessa a me stessa: dovevo assolutamente avere una moto tutta mia! Fare la
"zavorra", stringere il proprio ragazzo e seguire tutti i suoi movimenti era sì
bello, ma come sarebbe stato guidare?
Cominciai
allora a parlarne con lui, e ne fu contentissimo. Passò quasi un anno prima che io
riuscissi a trovare la moto giusta per me, più che altro perché ero fissata su un
modello difficile da trovare in buono stato.
Poi arrivò Aladino. Una Yamaha XT 350, l'ho ribattezzata "enduro nano" per la
sua statura, ma è una moto a tutti gli effetti. All'inizio ci fu un po' di paura, ci fu
lo sconforto per il kick starter che non voleva funzionare, ci fu la preparazione per gli
esami della patente. Ma poi, presa la patente, Aladino ha cominciato a regalarmi momenti
bellissimi. 
Ho provato finalmente l'emozione delle curve, di un piccolo percorso sterrato, e ho sempre
avuto accanto Claretta e Fabio, come due angeli custodi. Trovo che guidare da soli sia
bello, ma farlo insieme ad un'altra moto con cui si è molto affiatati è ancora più
bello.
Ora sogno l'Africa, il deserto, e tante strade sterrate, perché il mio Aladino non ama
molto l'asfalto. Ma la preparazione è lunga e molto dura, per ora mi accontento di strade
secondarie, ho ancora molto da imparare.
SENSAZIONI
Sto scomoda, ma sono felice. Appoggio la mia schiena al materassino, che si appoggia al
bauletto, che ha sopra la tenda. Ai lati le borse. Sono compressa tra i bagagli e il mio
pilota, ma sono felice. Mi sento libera, allegra, spensierata. Le stelle, ce ne sono
tante, brillano, qualcuna cade giu', chissà dove. La nave è lenta, ci culla, ci
addormentiamo, sogniamo. L'alba ci da il benvenuto in questa terra selvaggia, ci
accompagna e illumina il cielo, che ora diventa azzurro. La tenda, il nostro rifugio, dove
sognare ad occhi aperti, sdraiati, vicini, appagati. La pioggia ci sorprende, ci bagna,
fuggiamo per queste strade piene di curve, in mezzo a paesaggi da sogno. Liberi di
decidere cosa fare. Liberi dagli orari, finalmente. L'isola: ci sono i fenicotteri, li
fotografo, fa caldo, molto caldo. Sembra di essere in un altro mondo, il mare, la natura,
tutto così selvaggio, quasi antico. Altri fenicotteri, ora sono tanti, li osservo, ma
sono troppo lontani per distinguerne le sfumature di quel rosa, che sembra finto. Però mi
incanto lì, sulla riva dello stagno, li guardo vivere, chissà se sono felici. Alcuni
volano, altri si lasciano cullare dolcemente dalle piccole onde. E via, si riparte. Si fa
la fila per una piazzola. Qui la sera fa freddo. Però e' bello osservare gli altri
cucinare al buio, o meglio, cercando la luce del vicino che ha il camper e anche il
televisore, e ha figli, nipoti e amici. Il campeggio avvicina la gente, sono tutti buoni,
gentili, tutto è in comune. Ma sta finendo. Si parte, ora siamo in montagna, le strade
non hanno nomi, ci si perde, poi un cartello, laggiù l'ultimo luogo da raggiungere. La
cena, si mangia allegramente, tutti insieme, tanto, ha un sapore diverso. Il letto,
antico, era di un bimbo, due secoli fa. Ora riposa i nostri corpi, domani si parte. Sì,
si parte, consumiamo l'abbondante colazione, poi di corsa alla nave. Claretta ora riposa,
nove giorni molto intensi anche per lei. Mi sembra che sia felice, e anche noi lo siamo.
Un po malinconici anche, ma è bello sapere di avere messo altri ricordi nel nostro
bagaglio.

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