MOTOCICLISTE
Luciana & Yamaha XV 500 (Summerwind) - Torino Il primo motorino me lo regalò mio padre, un bellissimo Malaguti
Motorik 50 arancione, che aveva vagamente la forma di un chopper, e cigolava come un
vecchio cancello quando lo portavo a fare un po di fuoristrada sui campi di grano
appena tagliato della frazione. Avevo 14 anni. Che bello ritrovare quella sensazione ora
che ne ho 42.
Mia figlia, 20 anni, mi guarda divertita andarmene col mio "scassone viola".
Fin da bambina, che gioia quando mio padre mi portava con lui in sella, sul suo vecchio
Guzzi 500, e poi più avanti, appena sposata, con mio marito ho ritrovato le stesse
sensazioni. Il coraggio di provarci da sola mi venne con un vecchio TGM 250 da cross, con
accensione a pedale (che lividi sul polpaccio!) e più avanti con un Cagiva 350 Aletta
Rossa, che è la moto che ho usato di più (caduta due volte!) mutilandola sulla leva
della frizione. Poi il mio uomo si compra la moto dei suoi sogni: una Transalp 600,
bellissima, carenata, grigia e nera. Anche se avevo molte occasioni per guidarla, mi
sentivo a disagio. Ma il giorno del BMW test day successe tutto. Ebbi il colpo di fulmine.
Lui aveva prenotato la prova di un enduro GS 650, e sulle colline di Pralormo l'ho provata
anch'io. La vecchia febbre mi aveva ripresa. La sentivo docile, potente, non riuscivo più
a scendere; era abbastanza bassa per me ed aveva la manovrabilità di una bicicletta.
Dovevo avere una moto mia.
Non sapevo
ancora di che modello, avrei scelto ad istinto, e così è stato.
Quando ho visto Summerwind la prima volta, una Yamaha XV 500 dell'87, tutta impolverata in
un angolino, mi ha fatto tenerezza. Era la moto delle figurine attaccate al mio diario,
era la moto di mio padre che tornava sotto mentite spoglie, era il Benelli 500, venduto
nel 1980 con le lacrime agli occhi quand'ero incinta di quattro mesi. Era la mia moto.
E costava pochissimo. Tornai qualche giorno dopo per sentire il motore, e il
concessionario mi portò anche a fare un giro di prova. Alla fine mi disse: "sei
fortunata... credevo peggio!"
A nulla valsero i tentativi di mio marito a dissuadermi dal comprarla, io avevo già
trovato i soldi e firmai quella sera stessa.
Da allora sono tornata la Luciana che avevo dimenticato di essere. Mi guardo allo specchio
e mi vedo diversa, sono felice e tutti se ne sono accorti. Sì lo so, mi darà dei
problemi questa moto, ma sono pronta ad affrontarli. Anche questo fa parte del gioco. Per
il momento mi sto allenando con curve e controcurve, litigo con il cambio (o la frizione?)
e cerco di piegarla ai miei voleri. Certo è molto pesante (252 kg ) ma ha il baricentro
basso e la sento molto ben equilibrata.
Comunque ce l'ho fatta!
Devo ringraziare tutte voi motocicliste, che mi avete aiutata con le vostre mail a non
sentirmi sola in questa vicenda. Sì, penso che se non vi avessi conosciute, io non avrei
avuto la mia Summerwind, e non vedo l'ora di fare il primo giro con voi e di abbracciarvi
tutte.
Luciana e Summerwind (ex Scassone Viola)
Viaggio
in Normandia e Bretagna
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