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Motociclisti
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6-1-2005
- BEFANA DEL SINDACO DI ROMA
appuntamento alle 11.00 in
P.le Ostiense
Per
dire NO! al divieto di circolazione per le moto nell’anello
ferroviario
Roma
- La Città Proibita
Un
omertoso silenzio circonda la delibera n.7 del 21/1/04, con
la quale la Giunta Comunale stabilisce che, a partire dal
1° gennaio 2007, all’interno del cosiddetto “Anello
Ferroviario” saranno proibiti l’accesso e la circolazione
di ciclomotori e motocicli non conformi alla direttiva europea
97/24/CE, vale a dire quelli non Euro1 /Euro2. Poiché
questi mezzi sono stati in commercio fino a luglio 2003, sarà
impedita la circolazione anche a moto o motorini acquistati
nuovi da meno di quattro anni, i cui proprietari in molti
casi non avranno nemmeno finito di pagare le rate.
Così,
di punto in bianco, questi veicoli diverranno inservibili
ed il loro valore sul mercato dell’usato sarà
prossimo allo zero. Ma il peggio è per coloro –
e non sono pochi - che risiedono all’interno dell’Anello
Ferroviario, perché la folle delibera non prevede per
loro alcuna deroga: insomma, se gli altri potranno almeno
continuare ad usare il loro mezzo all’esterno dell’Anello
Ferroviario, i residenti non potranno usarlo affatto perché
già all’interno della “Città Proibita”.
Una
“geniale trovata” dei sindaco Walter Veltroni
e di Mario Di Carlo (Assessore alla mobilità) e Dario
Esposito (Assessore all’ambiente), che non gioverà
alla salubrità dell’aria della capitale, avvelenata
da un traffico selvaggio e privo di regole e afflitta da un
trasporto pubblico la cui inefficienza è ormai proverbiale.
Del resto, davanti a tanto disastro qualcosa si deve fare,
per non essere accusati di incapacità e inettitudine.
Ma fare le cose giuste richiede molto impegno e per molto
tempo, oltre a grossi rischi di impopolarità perché
si debbono toccare interessi e categorie importanti. Meglio
dunque prendere provvedimenti anche inutili ma facili da dare
in pasto all’opinione pubblica come “male necessario”
o “amara medicina”, meglio se con un opportuno
contorno di numeri e dati senza riscontro ed interpretabili
secondo necessità. Tanto, a farne le spese saranno
delle minoranze non organizzate e perciò incapaci di
nuocere all’immagine degli ineffabili amministratori
pubblici.
Tuttavia,
è sempre opportuno essere previdenti ed organizzarsi
per tempo onde evitare inutili rischi. Così, visto
che nell’arco dei prossimi due anni sono previsti ben
tre appuntamenti elettorali e la posta in gioco è piuttosto
alta (Regione Lazio, Governo e Comune di Roma), meglio non
fare pubblicità ad un provvedimento che potrebbe provocare
malumori nei cittadini, che potrebbero vendicarsi nel chiuso
delle cabine elettorali. Una volta passate – e magari
vinte – le elezioni, si potrà tornare ad indossare
la maschera innocente degli amministratori responsabili e
ed impegnati a tempo pieno nello sforzo di servire il popolo,
e si potrà finalmente informare la cittadinanza dell’imminente
entrata in vigore del provvedimento, opportunamente reso meno
indigesto da una graziosa offerta di finanziamento a chi deciderà
di mandare alla demolizione un mezzo seminuovo e non ancora
interamente pagato, per acquistarne uno nuovo e conforme alle
norme comunitarie. Facendo naturalmente nuove rate, per la
gioia di finanziarie e banche, che educatamente ringraziano.
E per non far mancare loro il giusto sostentamento, tra qualche
anno si replicherà: fuori gli Euro1, che ormai sono
obsoleti ed inquinanti. Nuova rottamazione, nuovi finanziamenti,
nuove rate.
E
comunque: bollo, bollino blu e revisione per tutti, sempre.
A pagamento, ché mica stiamo qui a pettinare le bambole.
(Riccardo
Forte)
Relativamente
all'appello di Riccardo Fortde, vedi anche l'articolo di Riccardo
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