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torna al menu IntermotIntermot Salone di Monaco 2000 - APRILIA


pixelarancio.gif (799 byte)APRILIA
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Attenzione, questi fanno sul serio. A Monaco, lo stand Aprilia ospitava tre aggiornamenti sostanziosi e due novità assolute, ed era - con il padiglione Honda - il polo più attraente per la ricchezza e la varietà delle offerte.

RST 1000 FUTURAAprilia RST 1000 Futura
La RST 1000 Futura, da un punto di vista tecnico, è una moto di grande interesse. Le soluzioni sono brillanti e funzionali. Basti dire che lo scarico è stato concepito sia in funzione delle prestazioni, sia del contenimento delle emissioni nocive, sia del posizionamento dei bagagli. In genere, nel progettare una turistica, sembra quasi che dove mettere le valigie laterali non sia un problema del costruttore, ma solo del cliente finale. Quindi si vedono mostruosità come le costosissime valigie in plastichetta nera della BMW, la cui capienza è dimezzata (il prezzo invece triplica per via di una legge matematica che funziona solo nelle concessionarie della casa bavarese) per fare spazio alla marmitta. Oppure alle strutture in tubo metallico che paiono progettate da Eiffel redivivo per mettere le valigie laterali sulla Honda Varadero (salvo poi scoprire che il già limitato angolo di piega della moto diventa esattamente quello di una Harley Davidson Ultra Glide con un bufalo cafro nel bauletto). Quindi, lo scarico a sezione triangolare che passa sotto il codone della Futura è un dettaglio che il viaggiatore accanito deve tenere presente. Resta da vedere se, con questa soluzione, non ci si brucia le natiche e se le valigie, effettivamente, consentono quella guida sportiveggiante che le caratteristiche tecniche della moto promettono. Infatti il telaio e il motore di derivazione RSV Mille, e quindi sportivi, sono stati adattati alle esigenze turistiche. Nel senso che la posizione in sella è comoda, il motore ha un bel tiro ai bassi ed è molto fluido (si deduce però solo dalla lettura dei grafici di erogazione diffusi dalla Casa, per giurare sulla veridicità dei quali avremmo bisogno di lunga e attenta riflessione oppure di una prova su strada), la strumentazione è ricca e piacevole (si illumina di una tecnologica e gradevole luce blu, dall’intensità regolabile, che carina) e lo spazio più che generoso. Tutto molto touring, ma le quote ciclistiche, l’assetto e la potenza dei freni e del motore (113 cavalli con 9,8 kgm di coppia: roba forte per un bicilindrico da turismo) dovrebbero consentire anche gli smanettoni e le smanettone più beceri e cattivi di provare una certa commozione strisciando in terra tutto lo strisciabile e tenendo il passo delle sportive, anzi, dando loro qualche dispiacere. Gagliardo il faro anteriore a tre luci, buono anche per instupidire con l’abbagliante chi viene contromano con i fari alzati, così impara. Controindicazioni: è brutta. Tendiamo a pensare che, come avviene per la RSV Mille: molto efficace, ma non proprio seducente, anche la Futura sia stata disegnata con un occhio molto attento alla funzionalità. Lodevole intento. Però la moto è bruttina assai. Davanti c’è un cupolino che la fa sembrare uno scooter, dietro c’è una sella pesante, ma proprio pesante. Volendo scendere a compromessi possiamo dire che la linea è ‘molto personale’. Resta la convinzione, però, che se un moto dà grandi soddisfazioni per la sua efficacia, le si perdona facilmente un’aria un poco strana, anzi ci si affeziona come a quei cagnoni dalle parentele misteriose, che però sono di buon carattere, salute di ferro e sanno fare bene il loro lavoro.

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ETV 1000
Aprilia ETV 1000

ETV 1000
Aprilia ETV 1000

ETV 1000
Aprilia ETV 1000

ETV 1000 CapoNord. Ossia, l’endurona da viaggione secondo Aprilia. La straordinaria somiglianza con la Honda Varadero, soprattutto nella vista anteriore, è sicuramente casuale. Sono quelle cose che capitano: sei lì che pensi a qualcosa di originale e ti viene in mente una scatoletta di plastica che consente di parlare con un’altra persona anche se sta molto, ma molto lontano. La disegni, ne realizzi un modello funzionante e poi scopri che -
guarda i casi della vita - qualcuno ha avuto la stessa identica idea e ha anche trovato un nome simpatico e di facile memorizzazione: telefono.
Vabbè, diciamo che la CapoNord non ha un design originalissimo, senza infierire. Però ha un bicilindrico da 98 cavalli e 9,7 kgm di coppia (quindi molto robusto) infilato in un telaio ben progettato. Ha sospensioni e freni di qualità e la sella doppia la cui parte posteriore può essere rimossa se si viaggia da soli, disponendo così di un ampio piano di carico per valigioni e sacche varie. Poi è molto efficace aerodinamicamente, al punto che la minima resistenza all’aria si ha con la/il pilota seduto comodamente in posizione eretta e non, come avviene spesso, con pilota sdraiato sul serbatoio. Completano il quadro ruote a raggi, che ospitano pneumatici senza camera d’aria grazie a una costruzione ingegnosa e coperta da brevetto, un bel quadro strumenti, parente stretto di quello della Futura, e un’altezza del piano di seduta di soli 82 cm. (per un enduro è poco). Insomma, la CapoNord e la Futura, sul mero piano della funzionalità e delle prestazioni, si candidano al primo posto nelle classifiche delle rispettive categorie. L’aspetto estetico, come detto, è questione personale, ma se, alla prova su strada e nelle verifiche di durata, dimostreranno di mantenere le promesse, allora saranno dolori di pancia per la concorrenza.

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RSV 1000
Aprilia RSV 1000
nera e rossa
rossa
RSV 1000R
Aprilia RSV 1000 R
nera e rossa
gialla
in pista

La RSV Mille R è stata oggetto di un’attenta opera di aggiornamento. Come per la RSV Mille, propulsore e telaio sono stati perfezionati in più parti, con lo spostamento degli attacchi del motore, l’apertura di mezzo grado dell’angolo di sterzo, il rinnovato dispositivo antisaltellamento della frizione, il nuovo disegno della carena e del serbatoio. Insomma, gli
interventi sono stati parecchi e sostanziosi. L’aspetto della RSV non è di quelli che affascinano al primo sguardo, ma questa sembra ormai una cifra stilistica dell’Aprilia. Pace.
Sulla versione R, poi, è caduta una pioggia di carbonio e parti speciali e ne è uscita fuori una gran moto sportiva. La potenza è passata a 130 cavalli (come la Mille base), il peso è calato a 183 chili a secco (sono sempre i dati della cartella stampa, la moto non l’abbiamo ancora provata) e i tecnici assicurano che è ancora più efficace nella guida. La moto pare uscita dai saldi della Ohlins, sfoggia infatti forcella, mono posteriore e ammortizzatore di sterzo della esoterica produzione svedese, mentre la versione ‘base’ impiega una forcella Showa e un mono Sachs. Sono componenti di ottima qualità, utilizzati da altri modelli ‘top di gamma’ di
altre Case.

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PEGASO 650 i.e.
Aprilia Pegaso 650
PEGASO 650 i.e.
Aprilia Pegaso 650

Infine la Pegaso 650 i.e. La novità è proprio la sigletta finale: la Pegaso ha guadagnato l’iniezione elettronica. Aprilia ha firmato un contratto di fornitura dei sistemi per l’iniezione elettronica con la Sagem, che attualmente offre i dispositivi più avanzati. Il rinnovato monocilindrico cinque valvole con doppio iniettore è anche catalizzato e quindi rientra,
come le altre moto Aprilia, nei limiti Euro 1. Altri interventi sulla Pegaso hanno riguardato l’estetica, l’altezza della sella (calata a 81 cm.), l’avantreno, con nuove sospensioni, e l’impianto frenante, potenziato.

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da Monaco Francesco Calvo
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