| La RST 1000 Futura, da un punto di
vista tecnico, è una moto di grande interesse. Le soluzioni sono brillanti e funzionali.
Basti dire che lo scarico è stato concepito sia in funzione delle prestazioni, sia del
contenimento delle emissioni nocive, sia del posizionamento dei bagagli. In genere, nel
progettare una turistica, sembra quasi che dove mettere le valigie laterali non sia un
problema del costruttore, ma solo del cliente finale. Quindi si vedono mostruosità come
le costosissime valigie in plastichetta nera della BMW, la cui capienza è dimezzata (il
prezzo invece triplica per via di una legge matematica che funziona solo nelle
concessionarie della casa bavarese) per fare spazio alla marmitta. Oppure alle strutture
in tubo metallico che paiono progettate da Eiffel redivivo per mettere le valigie laterali
sulla Honda Varadero (salvo poi scoprire che il già limitato angolo di piega della moto
diventa esattamente quello di una Harley Davidson Ultra Glide con un bufalo cafro nel
bauletto). Quindi, lo scarico a sezione triangolare che passa sotto il codone della Futura
è un dettaglio che il viaggiatore accanito deve tenere presente. Resta da vedere se, con
questa soluzione, non ci si brucia le natiche e se le valigie, effettivamente, consentono
quella guida sportiveggiante che le caratteristiche tecniche della moto promettono.
Infatti il telaio e il motore di derivazione RSV Mille, e quindi sportivi, sono stati
adattati alle esigenze turistiche. Nel senso che la posizione in sella è comoda, il
motore ha un bel tiro ai bassi ed è molto fluido (si deduce però solo dalla lettura dei
grafici di erogazione diffusi dalla Casa, per giurare sulla veridicità dei quali avremmo
bisogno di lunga e attenta riflessione oppure di una prova su strada), la strumentazione
è ricca e piacevole (si illumina di una tecnologica e gradevole luce blu,
dallintensità regolabile, che carina) e lo spazio più che generoso. Tutto molto
touring, ma le quote ciclistiche, lassetto e la potenza dei freni e del motore (113
cavalli con 9,8 kgm di coppia: roba forte per un bicilindrico da turismo) dovrebbero
consentire anche gli smanettoni e le smanettone più beceri e cattivi di provare una certa
commozione strisciando in terra tutto lo strisciabile e tenendo il passo delle sportive,
anzi, dando loro qualche dispiacere. Gagliardo il faro anteriore a tre luci, buono anche
per instupidire con labbagliante chi viene contromano con i fari alzati, così
impara. Controindicazioni: è brutta. Tendiamo a pensare che, come avviene per la RSV
Mille: molto efficace, ma non proprio seducente, anche la Futura sia stata disegnata con
un occhio molto attento alla funzionalità. Lodevole intento. Però la moto è bruttina
assai. Davanti cè un cupolino che la fa sembrare uno scooter, dietro cè una
sella pesante, ma proprio pesante. Volendo scendere a compromessi possiamo dire che la
linea è molto personale. Resta la convinzione, però, che se un moto dà
grandi soddisfazioni per la sua efficacia, le si perdona facilmente unaria un poco
strana, anzi ci si affeziona come a quei cagnoni dalle parentele misteriose, che però
sono di buon carattere, salute di ferro e sanno fare bene il loro lavoro. ___________________________________________
ETV 1000
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ETV 1000 CapoNord. Ossia, lendurona da viaggione
secondo Aprilia. La straordinaria somiglianza con la Honda Varadero, soprattutto nella
vista anteriore, è sicuramente casuale. Sono quelle cose che capitano: sei lì che pensi
a qualcosa di originale e ti viene in mente una scatoletta di plastica che consente di
parlare con unaltra persona anche se sta molto, ma molto lontano. La disegni, ne
realizzi un modello funzionante e poi scopri che -
guarda i casi della vita - qualcuno ha avuto la stessa identica idea e ha anche trovato un
nome simpatico e di facile memorizzazione: telefono.
Vabbè, diciamo che la CapoNord non ha un design originalissimo, senza infierire. Però ha
un bicilindrico da 98 cavalli e 9,7 kgm di coppia (quindi molto robusto) infilato in un
telaio ben progettato. Ha sospensioni e freni di qualità e la sella doppia la cui parte
posteriore può essere rimossa se si viaggia da soli, disponendo così di un ampio piano
di carico per valigioni e sacche varie. Poi è molto efficace aerodinamicamente, al punto
che la minima resistenza allaria si ha con la/il pilota seduto comodamente in
posizione eretta e non, come avviene spesso, con pilota sdraiato sul serbatoio. Completano
il quadro ruote a raggi, che ospitano pneumatici senza camera daria grazie a una
costruzione ingegnosa e coperta da brevetto, un bel quadro strumenti, parente stretto di
quello della Futura, e unaltezza del piano di seduta di soli 82 cm. (per un enduro
è poco). Insomma, la CapoNord e la Futura, sul mero piano della funzionalità e delle
prestazioni, si candidano al primo posto nelle classifiche delle rispettive categorie.
Laspetto estetico, come detto, è questione personale, ma se, alla prova su strada e
nelle verifiche di durata, dimostreranno di mantenere le promesse, allora saranno dolori
di pancia per la concorrenza.
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La RSV Mille R è stata oggetto di unattenta opera
di aggiornamento. Come per la RSV Mille, propulsore e telaio sono stati perfezionati in
più parti, con lo spostamento degli attacchi del motore, lapertura di mezzo grado
dellangolo di sterzo, il rinnovato dispositivo antisaltellamento della frizione, il
nuovo disegno della carena e del serbatoio. Insomma, gli
interventi sono stati parecchi e sostanziosi. Laspetto della RSV non è di quelli
che affascinano al primo sguardo, ma questa sembra ormai una cifra stilistica
dellAprilia. Pace.
Sulla versione R, poi, è caduta una pioggia di carbonio e parti speciali e ne è uscita
fuori una gran moto sportiva. La potenza è passata a 130 cavalli (come la Mille base), il
peso è calato a 183 chili a secco (sono sempre i dati della cartella stampa, la moto non
labbiamo ancora provata) e i tecnici assicurano che è ancora più efficace nella
guida. La moto pare uscita dai saldi della Ohlins, sfoggia infatti forcella, mono
posteriore e ammortizzatore di sterzo della esoterica produzione svedese, mentre la
versione base impiega una forcella Showa e un mono Sachs. Sono componenti di
ottima qualità, utilizzati da altri modelli top di gamma di
altre Case.
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PEGASO 650 i.e.
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PEGASO 650 i.e.
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Infine la Pegaso 650 i.e. La novità è proprio la
sigletta finale: la Pegaso ha guadagnato liniezione elettronica. Aprilia ha firmato
un contratto di fornitura dei sistemi per liniezione elettronica con la Sagem, che
attualmente offre i dispositivi più avanzati. Il rinnovato monocilindrico cinque valvole
con doppio iniettore è anche catalizzato e quindi rientra,
come le altre moto Aprilia, nei limiti Euro 1. Altri interventi sulla Pegaso hanno
riguardato lestetica, laltezza della sella (calata a 81 cm.),
lavantreno, con nuove sospensioni, e limpianto frenante, potenziato. |