
V RAPTOR 1000

Non si riesce a fare labitudine alle linee della V-Raptor. E
proprio strana e pure compiaciuta della sua stranezza, che non si deve ascrivere ad alcuna
esigenza tecnica, ma solo al desiderio di "farla strana". In parte valgono le
considerazioni fatte per leccentricità della Munch Mammuth. Tuttavia, in questo
caso, la moto è piacevole da guidare e quindi, tutto sommato, la voglia di stupire della
V-Raptor non la condividiamo, ma ci riesce più digeribile. Per il 2001 a Raptor e
V-Raptor si affianca la Xtra-Raptor. Dietro al delirio etilico del nome
(resta la curiosità di sapere cosa inventeranno quando, inevitabilmente, anche la
Xtra-Raptor sarà invecchiata, la Ultra-Raptor? La Mega-Raptor? La Diobonino-Raptor?),
cè una versione speciale affinata nella ciclistica e nelle sospensioni con
lobiettivo di esaltarne lefficacia nella guida più sportiva. Oltre agli
interventi tecnici, si segnalano anche aggiustamenti estetici con limpiego di fibra
di carbonio e colorazioni "tecnologiche".________________________________________
V RAPTOR 650
gialla
grigia
blu
Novità anche sul fronte della versione più "civile", la Raptor, proposta in
cilindrata 650 cc. per la gioia di chi cerca unalternativa sana ed economica alla
Ducati Monster 600.
La Cagiva V Raptor 650 ha un motore esuberante e di facile gestione (è
lo stesso, ottimo, bicilindrico che equipaggia la Suzuki SV 650). Con 70 cavalli a
disposizione e 180 chili da muovere, la Raptorina (alla Cagiva la chiamano così, che
volete farci) è una motocicletta gradevole e polivalente. Un parabrezzino e via, evitando
di guardare le "manine" di plastica che tengono gli strumenti o i rostri sopra
la marmitta. Va bene loriginalità, ma che bisogno cera di esagerare? Tanto,
non è che poi uno guarda la Raptor ed esclama "Dio, ma comè radicalmente
diversa dalla Monster!".
Sulla V Raptor 1000, vedi anche
la prova di Marina
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