
Brutale. Sarà che non si riesce a fare
a meno di pronunciarlo con la erre moscia e accompagnato da un gesto della mano, ma il
nome non rende giustizia alla versione roadster della MV Agusta F4. Come avviene per la
versione carenata, ogni particolare meriterebbe una osservazione attenta per la ricchezza
di spunti originali. Tutti i dettagli della moto sono rifiniti in maniera esemplare e
arricchiti da una ricerca stilistica raffinatissima. Forse troppo. Il faro anteriore è
lelemento che maggiormente attira lattenzione nella vista frontale. Come per
la F4, le sue forme sono un poco indigeste e ci vorrà del tempo per mandarlo giù, visto
che ricorda una grossa goccia di resina che cola da un albero in attesa di trasformarsi in
ambra. Il motore deriva da quello della F4 SPR, la versione "racing" della F4,
opportunamente rivisitato per luso stradale con lobiettivo di esaltarne al
massimo la reattività e il "tiro" ai bassi, caratteristiche più consone a una
nuda. Come tradizione, alla Serie Oro in tiratura limitata, seguirà una versione di
serie.
Sullo
stand MV, inoltre, cerano anche la F4 SRP e la F4 Senna.
La F4 SRP è stata sviluppata per limpiego sportivo e agonistico e
quindi dotata di componenti pregiati, come i pistoni Mahle o lalbero a gomiti
alleggerito. Il limitatore adesso interviene a 13.900 giri, mentre la rapportatura è
stata accorciata per esaltare la progressione. Come avvenne per la Ducati 916, quando il
marchio era di proprietà del Gruppo Cagiva, è stata sviluppata una serie limitata
dedicata ad Ayrton Senna, il grande campione
scomparso della Formula Uno. Una parte degli incassi della vendita della F4 Senna,
una serie limitata su base F4 SRP, andranno alla Fondazione Ayrton Senna, che aiuta i
bambini abbandonati in Brasile.
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