| Consigli da 51
itinerari in moto attraverso l'Italia, Mario Vicentini
Guidare in citta'
Le statistiche lasciano pochi dubbi: il maggior numero di incidenti stradali avviene nelle
città dove l'elevata concentrazione di veicoli determina ogni anno una vera strage. Per
questo, nonostante la velocità sia più bassa, è necessario rispettare i margini di
sicurezza con maggiore attenzione rispetto alla marcia extraurbana. In città, e comunque
nei centri urbani, le situazioni di pericolo sono molte: accenniamo alle principali.
Spesso le auto parcheggiate sulla destra lasciano il luogo di sosta senza segnalare con i
lampeggiatori. Attenzione anche alle portiere che si aprono all'improvviso. Un occhio di
riguardo per gli incroci: spesso gli automobilisti rifiutano la precedenza alle moto
perché le ritengono "inferiori". Per questo è buona norma guidare sempre con
due dita sulla leva dei freno anteriore: in caso di frenata improvvisa guadagnerete quella
frazione di secondo che vi permetterà di ridurre di qualche metro la distanza di arresto.
La guida in città espone anche ad un altro pericolo troppo spesso sottovalutato: le
strisce di vernice che delimitano le corsie e i passaggi pedonali sono zone che offrono
un'aderenza molto bassa alle ruote, soprattutto in caso di pioggia. Per questo è bene
evitare sempre di frenare o accelerare su queste superfici per non incorrere in pericolose
scivolate o cadute.
La frenata
Saper frenare con sicurezza è di fondamentale importanza soprattutto in moto, dove si
deve sempre ricordare che il freno più efficace è quello anteriore: quello posteriore è
complementare. La ruota anteriore è più difficile da bloccare di quanto non lo sia
quella posteriore che perde gran parte della sua aderenza non appena il peso di sposta in
avanti per una frenata. È per questo che tutte le motociclette hanno il freno anteriore
più grande o elaborato. A proposito di bloccaggio: una ruota bloccata non frena, scivola
sul terreno e la moto perde la direzionalità, diventa cioè incontrollabile. Un
consiglio: su strada evitate sempre le strisce segnaletiche, sia quelle bianche che quelle
gialle, molto sdrucciolevoli sotto la pioggia. Per migliorare la frenata, se vi capiterà
di guidare sotto la pioggia battente, ricordate sempre di sgonfiare le gomme, riducendo la
pressione di 0,1 /0,2 bar, per renderle più aderenti. Naturalmente bisognerà ricordarsi
di rigonfiarle al termine dell'acquazzone.
Guidare con la pioggia
Contrariamente a quanto credono molti motociclisti, la frenata non è tra le fasi più
critiche della guida sul bagnato. Lo sviluppo dei pneumatici e dei freni sempre più
affidabili e soprattutto facili da modulare, giocano a loro favore: in altri termini oggi
è possibile intervenire sul freno anteriore fino all'80% della potenza decelerante senza
perdere aderenza, purché si agisca in modo delicato e progressivo. Maggiore attenzione
richiede, invece, l'uso dei freno posteriore, con il quale sarà bene non esagerare. Assai
più delicato il discorso relativo alle curve: se non conoscete la strada e non vi è noto
i I raggio della curva che state affrontando, l'unica avvertenza è di rallentare; potrete
recuperare aumentando la velocità a curva impostata. In generale, poi, sarà sempre utile
affrontare la curva a freni liberi, mantenendo una velocità costante nella prima parte,
per evitare variazioni di carico sulle due ruote, per non fare lavorare troppo le
sospensioni modificando cosé la geometria della moto in movimento, situazione che può
essere causa di perdite di aderenza anche improvvisa.
Per il motociclista la pioggia è una compagna di viaggio poco piacevole: sempre meglio
verificare, prima di partire, le previsioni dei tempo relative alla zona dove abbiamo
deciso di dirigere la nostra marcia. Se tuttavia, lungo il percorso, arriva inattesa
l'acqua, meglio essere preparati a reagire per poter, comunque, proseguire il viaggio. Il
primo suggerimento è che sul bagnato la moto va guidata con grande dolcezza: il fondo
sdrucciolevole non perdona violente accelerate e bruschi interventi sui comandi dei freni
oppure anche l'impostazione secca della traiettoria di una curva; l'immediata perdita di
aderenza può trasformarsi in un'altrettanto repentina caduta.
Guidare nella nebbia
La nebbia è nemica tradizionale di chi viaggia su gomma: senza radar o rotaie il
motociclista non può far altro che aguzzare la vista. Purtroppo la nebbia non si può
evitare: anche d'estate può calare all'improvviso sul percorso, in particolare in
montagna. Il rimedio migliore è quello di fermarsi; per chi non può suggeriamo alcuni
espedienti per migliorare la visibilità. Per prima cosa è necessario impedire
l'appannamento della visiera dei casco: molti elmetti dispongono di sistema di
ventilazione interna per ovviare a questo inconveniente, ma si possono sempre utilizzare
gli appositi liquidi che si acquistano presso i distributori o i venditori di accessori.
Se siamo sprovvisti di prodotti specifici si può sempre fare ricorso al sapone liquido.
Una goccia di questo sapone, sparsa all'interno della visiera fino a farla diventare
trasparente è un ottimo antidoto: ovviamente la superficie della visiera deve essere
asciutta. Ultimo consiglio: nella nebbia si deve marciare con la sola luce anabbagliante,
sia per motivi di legge che per ragioni pratiche: il fascio degli abbaglianti si trasforma
in un impenetrabile muro di luce.
Guidare sulla neve
Guidare una moto sulla neve è un'impresa riservata a pochi equilibristi: solo se la
vostra dueruote monta pneumatici da fuoristrada tassellati e la coltre bianca non è
consolidata, la situazione può volgere a vostro favore. In tutti gli altri casi, se per
esempio una nevicata improvvisa vi coglie durante un'escursione estiva lungo qualche rotta
montana, vi suggeriamo come procedere. La prima cosa da fare è quella di sgonfiare il
pneumatico posteriore a metà, avvolgete attorno, al pneumatico e al cerchione degli
anelli di corda ben stretti: ora rigonfiate la gomma, ma a pressione più bassa dei
normale. Per questa operazione potete anche utilizzare pezzi di catena fuori uso.
Certamente la riuscita non è sicura e comunque danneggerete il pneumatico: si tratta di
un intervento da tentare solo in un effettivo caso di emergenza. |