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Consigli
alcuni
semplici consigli di guida |
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| LA PATENTE
Imparammo
a guidare la moto sotto il sole cocente, sul piazzale deserto
del parcheggio a Floyd Bennet Field, senza che dalla Jamaica
Bay si levasse il conforto della benché minima brezza. Il
nostro istruttore sul campo era probabilmente un ex marine,
dato il suo metodo d'insegnamento. Dapprima gli si gonfiava
il collo, poi la faccia diveniva del rosso cupo della carne
di manzo cruda e infine abbaiava nel megafono polverizzandoti
al minimo errore. Si tratta di un metodo estremamente efficace
sotto il profilo pedagogico: non mi sono mai più dimenticata
della frizione in prossimità di uno stop. Giravamo in tondo,
continuamente; prima spingendo a motore spento, sentendo tra
le gambe gli spostamenti che quel peso di diverse centinaia
di chili compiva per mantenersi in equilibrio; poi ricercando
e scoprendo quel punto felice in cui s'ingrana la marcia e
si lascia la frizione: un'emozione incredibile, anche se ci
spostavamo a 16 km/h in un piazzale di parcheggio assieme
ad altri venti timorosi principianti. E mentre il sudore ci
colava in rivoletti privati sotto caschi, giubbotti, guanti
in quella giornata da spiaggia, per la prima volta sentimmo
che la motocicletta non può essere manovrata ma solo convinta
a seguirti.
Melissa Holbrook Pierson, Il veicolo perfetto, p. 30
Il
patentino www.mininterno.net/patentino.asp |
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