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Esperienze
consigli, commenti, impressioni... di Motocicliste che hanno seguito un corso di guida in
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Donne
e motori
Donne e motori nel mondo delle corse: pilote, team manager,
meccaniche... |
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Esperienze:
- Il
mio primo corso di guida
Vorrei
raccontare la mia esperienza al DRE del 6 maggio scorso
e più precisamente il WRS base. Ho già letto
i commenti di quante e quanti hanno partecipato agli altri
corsi, avanzato e racing così, ecco il corso base
visto da me.
Il
corso prevede una giornata all’autodromo di Imola,
come gli altri del resto, con 4 sessioni di guida di 20
minuti ciascuna con i Monster 620 i.e. svolte in un percorso
delimitato da birilli e paletti sistemato nel piazzale
davanti ai paddok.
Ma
andiamo per ordine. All’arrivo la prima formalità
da sbrigare è l’inevitabile assunzione di
responsabilità e la consegna dell’equipaggiamento,
cioè mi vedo consegnare un’enorme busta con
scritto il mio nome e contente: tuta, guanti, stivali
e casco (miracolosamente tutto della mia taglia!). Tutte
nello spogliatoio. Durante i soliti commenti “da
spogliatoio” mi rendo conto di essere una delle
poche, se non l’unica, a non avere mai veramente
guidato una moto (ed inizio a preoccuparmi). Quindi tutti
alla riunione di presentazione organizzata nella sala
stampa dell’autodromo. Oltre agli organizzatori
e coordinatori anche volti noti e meno noti del motociclismo
italiano e non solo … infatti i partecipanti del
corso racing avranno tra gli istruttori Neil Hodgson primo
in classifica del mondiale superbike ovviamente con la
Ducati 999.
Ok
a me toccherà il prossimo anno. Fatte le dovute
presentazioni si comincia.
Io
sono con il gruppo numero 4 il che significa che dopo
aver ascoltato i dettagli sul percorso e sulle moto che
utilizzeremo ho circa un ora libera che sfrutterò
… rimanendo immobile sotto il tendone in preda a
crisi di panico. Avete presente prima di un esame, un
test, un colloquio di lavoro ecc.? Ecco, quello era lo
stato del mio stomaco. A proposito di stomaco, di mangiare
non ne voglio sentir parlare, ma vista la temperatura
tropicale sicuramente avrei bisogno di bere; non finisco
neanche di pensarlo che vedo arrivare un tipino in sella
ad uno scooter con un vagone di bottiglie d’acqua,
niente di più gradito. E’ bello farsi coccolare.
Un
litro d’acqua, il tempo passa ed il panico aumenta.
Ora: cosa può fare una ragazza di più sbagliato
quando decide di fare un’esperienza del genere?
È chiaro, farsi accompagnare dal proprio fidanzato
ovviamente motociclista. Per fortuna le performance di
Lucchinelli e Hodgson lo hanno tenuto un bel po’
impegnato. Ma immancabile al momento giusto eccolo arrivare
debitamente armato di videocamere. Un leggero ritardo
dovuto all’intervento di un personaggio televisivo,
Marscia del Grande Fratello, e poi finalmente in sella.
L’istruttore,
o per meglio dire “il martire” che mi viene
assegnato si chiama Claudio, mi affretto a dirgli di non
aver mai guidato una moto e il primo giro lo faccio da
passeggera per farmi prendere confidenza con il percorso
poi mi fa sedere al posto di guida ma continua comunque
a guidare lui facendomi vedere il funzionamento del gas
quindi finalmente tocca a me. Dopo una partenza un po’
incerta sono finalmente io che conduco. A questo punto
mi piacerebbe esprimere le emozioni provate durante il
primo giro ma non ho idea di come fare, l’unica
cosa che mi viene in mente è “euforia”
e pensare che prima non avevo mai guidato neanche uno
scooter.
Il
primo turno è andato, inutile dire che i venti
minuti sono volati. Allentata la tensione ora posso rilassarmi
fino al prossimo turno, al bar si può ordinare
qualsiasi cosa ma io Fabrizio, il mio ragazzo, abbiamo
proprio bisogno di un caffè. Naturalmente ne approfitto
anche per cercare di strappare una foto con Hodgson. Missione
compiuta! Non posso fare a meno di congratularmi con lui
per la disponibilità e la simpatia con cui si pone
verso chi lo avvicina, da fonti ben informate (Claudio,
il mio istruttore) vengo a sapere che nell’ambiente
è soprannominato “nice boy” proprio
per la sua disponibilità. Il secondo e terzo turno
li passo ad esercitarmi sul cambio sfruttando tutta la
pazienza di Claudio il quale all’ultimo turno mi
comunica che è ora di provare ad andare da sola.
Da sola? Vuoi dire io, la moto e basta? E’ tornato
il panico!.
Avere
l’istruttore sulla moto come passeggero mi dava
sicurezza ma non posso certo portarmelo a casa. Ok proviamo,
dopo tutto sono qui per questo. Fantastico!!! Da sola
mi diverto molto di più sarà perché
ho preso confidenza con la moto oppure era tanta la voglia
di imparare, insomma non so cos’è però
mi piace. E’ tutto, non mi resta che ringraziare
la Ducati, Claudio e naturalmente Fabrizio, il mio paziente
fidanzato.
Federica
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