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Esperienze:
  • Il mio ritorno in pista

Il mio ritorno in pistaRagazze, ce l’ho fatta!
Grazie al supporto di Andrea Galeazzi (www.solopista.com), martedì 8 aprile ho deciso di tornare a girare all’interno di un circuito.
Un anno di assenza totale dalle piste, qualche trauma psicologico, l’accumulo di tanta paura ed il cambio moto, mi avevano davvero bloccata ed avevo deciso di non volerne più sapere.
In compagnia della principiante Apetta di Modena, decido di partire caricando le moto su un furgone, in quanto le precedenti esperienze di questo genere mi hanno insegnato che un giorno intero di prove libere in pista è davvero stancante e rimettersi in moto a fine giornata è un vero massacro.
Orario di partenza (dopo aver caricato le moto): 5.30 a.m. da Bologna; ai 90 Km/h, velocità possibile per un furgone che carica due preziosissime moto, il viaggio è davvero lungo e decido quindi di affidarmi all’instancabile Apetta che guida senza batter ciglio e me la dormo tranquilla durante il tragitto.
Il mio ritorno in pistaArrivate a Magione il cielo è pulito, splende un sole bellissimo ma le temperature sono davvero basse e comincia a crescere la tensione pensando che le gomme non si sarebbero certo scaldate facilmente…
Ci viene incontro con estrema cordialità Andrea, che in pochi minuti ci mostra le sue moto, il box assegnatogli e racconta le sue esperienze negative di incidenti avuti in pista per colpa degli altri; è reduce da un brutto trauma che l’ha visto costretto in rianimazione per diverso tempo con la conseguente clavicola in titanio (che io però ho stupidamente invidiato un po’… è pur sempre TITANIO!!!!).
Iniziano i nostri pellegrinaggi in lungo ed in largo all’interno dell’autodromo e, da brave signorine, abbiamo mendicato l’aiuto di due uomini belli e robusti che ci aiutassero nell’impresa dello scarico delle moto (la nostra asse chissà perché, era peggio delle altre…).
Una volta pronte, Andrea introduce un discorso importante sulle regole generali di comportamento da tenere ogni qualvolta si entra in pista e naturalmente colore e significato delle bandiere (che quasi mai nessuno fa).
Il mio ritorno in pistaCon noi finalmente si aggrega un’altra ragazza, si chiama Sonia ed è iscritta a Motocicliste.net… bene, sembrava quasi di essere a casa; in poche parole ci siamo ritrovate dopo un paio d’anni, dopo l’ultimo corso fatto a Magione nel 2000 con la Get-Off.
Finalmente arriva il mio momento, devo entrare ed è come se non sapessi nulla, se non vedessi nulla ed ascoltassi solo la mia tensione.
Entro con Andrea e percorro i primi due giri di pista; l’asfalto è buono ed asciutto nonostante la pioggia dei giorni precedenti, la gente mi sembra tutto sommato tranquilla, non sento nemmeno più il freddo.
Dopo pochi minuti l’istruttore mi lascia e per un attimo mi sento abbandonata, crisi di panico… ma riprendo in mano la situazione immediatamente, inizio a prestare attenzione alle traiettorie e mi sento meglio.
Ad ogni giro successivo miglioro qualcosa fino a sentirmi davvero bene; mi rendo conto che ciò che si impara non svanisce, occorre tanta calma e tranquillità ed esce allo scoperto poco per volta la sicurezza.
Il mio ritorno in pista Mi sento serena, mi piace e torno a provare quell’emozione positiva che avevo troppo facilmente dimenticato; non mi ferma più nessuno, continuo il mio turno come se davvero non avesse alcuna scadenza temporale.
Solo lo sventolare bandiera rossa per la caduta di uno dei motociclisti presenti mi costringe ad uscire per il recupero del mezzo e così tutte le volte successive.
Ho continuato tutto il giorno senza problemi e con la ritrovata convinzione di potercela fare ancora e migliorare sempre di più.
Sono soddisfatta della mia moto, anche se purtroppo il problema ai bassi giri dell’R6 resta sempre quello della lentezza esagerata.
Ringrazio Andrea per la sua grande tranquillità e chiaramente tutti quelli che mi hanno permesso di girare regalandomi l’opportunità di riprovare.
Lau


il Kawasaki di Andrea

 

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