| Storia: le motocicliste del
passato: Vittorina Sambri
Nei primi anni dei secolo, Vittorina Sambri
sfidava in pista i motociclisti maschi e spesso vinceva. Ma loro malignavano...
"Quando quella lì veniva a Rimini per la Coppa dell'Adriatico - raccontava il
generale Ettore Perdicchi già novantenne, pioniere negli anni '20 del motociclismo
romagnolo - Le correvamo dietro sulla spiaggia facendo finta di scherzare, per vedere se
capitava l'occasione di svelare il segreto".
Questo segreto, che Vittorina Sambri, motociclista di Ferrara, proteggeva benissimo, era
nell'immaginario dei motociclisti degli albori di questo secolo che sta per concludersi,
che non credevano che una donna potesse permettersi di battere degli uomini in sella a una
motocicletta: già era tanto se se ne trovava una che avesse il coraggio di salirvi sopra
Ci doveva essere dell'altro! Magari Vittorina nel suo intimo era Vittorio; oltretutto
andava sempre in giro in pantaloni...
Vittorina comunque nacque con quel nome e fu sepolta senza che nessuno avesse mai potuto
provare che non era una donna. E' giusto quindi riconoscerle il ruolo di pioniera in
Italia nello sport motociclistico.
Correva con una borgo 500 monocilindrica e a volte con la bicilindrica della stessa casa
torinese. Aveva esordito gareggiando in bicicletta sui velodromi e sulle piste in terra
battuta, poi era passata al motore, seguendo il circo viaggiante dei corridori
professionisti che si spostavano ogni settimana da un capo all'altro del nord Italia.
Il 17 agosto del 1913 si cimentò in una sfida a due sull'ippodromo di Faenza,
contrapposta a un pilota di buon valore, Antiniazzi di Padova. Riportiamo la cronaca di un
giornale locale:
"Antoniazzi si mantiene in testa per i primi dieci giri, la Sambri, sempre
correttissima, tenta di sorpassarlo, specie nelle curve. Finalmente par riesca, rasentando
lo steccato, a penetrare fra il medesimo e il motore dell'Antoniazzi. Questi non le lascia
il tempo di proseguire e le si stringe addosso costringendola a passare la linea di
demarcazione e a percorrere un breve tratto sull'erba. Causa tale irregolarità, la corsa
viene annullata. Alla ripresa, nei primi giri l'Antoniazzi è in testa, ma non vi si
mantiene molto, sorpassato dalla Sambri; questa si piazza tosto rasente allo steccato e
non lo abbandona più. La vittoria è certa. Essa compie i dieci chilometri in minuti 7,31
e giunge prima con un buon vantaggio sull'Antoniazzi. E' vivamente applaudita".
Einspur
"SuperWheels",
ottobre 1999, p. 228
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