| Storia: le motocicliste del
passato: Vicky Jackson
Bell
La mamma volante americana,
Vicky Jackson Bell
"Balls, said the Queen, if I had them I would be King"
Si presenta con questa famosa citazione letteraria del grande Rudyard Kipling riportata in
grassetto sul suo dossier la mamma volante americana, Vicky Jackson Bell, una bionda
signora 36enne di origini inglesi ma sposata e residente negli Stati Uniti che è lo
spauracchio dei piloti americani che si dedicano alla 125 GP. Già, perché le piccole
cilindrate stanno ritrovando estimatori negli USA che finalmente hanno compreso l'enorme
valore propedeutico che le piccole 125 hanno nella formazione di un pilota e per il
secondo anno consecutivo la GPDA (Grand Prix Drivers Association) ha organizzato una serie
nazionale che, sviluppandosi inizialmente in due gruppi regionali che coprono
rispettivamente la Costa Ovest del Pacifico e la Costa Est sull'Atlantico trova il suo
clou nella gara finale che si svolge in due manche; il titolo viene assegnato a chi
totalizza il maggior numero di punti ed in caso di parità a chi si piazza meglio nella
manche conclusiva, come nelle gare di cross.
Vicky Jackson Bell
Dopo diverse stagioni nel cross concluse con un brutto incidente ad un ginocchio, Vicky
Jackson Bell, che nella vita di tutti i giorni fa la parrucchiera a San Clemente, in
California, su suggerimento del marito Tony Bell, passò alla velocità, sempre sulle
piccole 125, e dopo diversi successi a livello minore quest'anno si è aggiudicata il
titolo nazionale con un' ottima moto gestita direttamente dal marito in una squadra dove
il figlioletto Christopher, di sei anni, ha il ruolo di mascotte.
La 125 americana è dominata dalle Honda RS125, esistono solo pochi esemplari di Yamaha
TZ, mentre una nota importante viene dalle Aprilia portate in gara dal Team Veloce
dell'appassionato Spiros Gabrilis, un vero innamorato delle moto italiane con base a
Portland, nell'Oregon, ed affidate al giapponese
Christopher Bell, mascotte della squadra della mamma
Nobi Iso. Dopo aver collezionato successi su successi nelle gare di casa, nell'Oregon o
nel vicino stato di Washington, l'Aprilia poteva costituire l'unico vero avversario per la
Jackson Bell, ma Iso è stato decisamente sfortunato all'appuntamento conclusivo di Willow
Spring. Nella prima manche la Jackson Bell e l'Aprilia di Iso sono stati i grandi
protagonisti: dopo una partenza lampo della "mamma volante" è stato Iso a
passare al comando, ma i due sono rimasti attaccati giro dopo giro girando su tempi
vicinissimi al record del tracciato malgrado l'asfalto fosse rovente, e proprio all'
ultimo giro la Jackson Bell ha trovato lo spiraglio per passare l'Aprilia del rivale
aggiudicandosi la prima manche in una volata di stampo ciclistico.
Alla domenica la temperatura nel sud della California era ancora più rovente e la pista,
dopo una 24 ore di durata delle grosse maximoto 4 tempi, scivolosissima. Al via nuovo
guizzo della Jackson Bell ed Iso, nel tentativo di farsi largo nel gruppetto per non far
fuggire la rivale, veniva urtato e finiva a terra, perdendo così ogni chance di successo;
la caduta di Iso provocava anche l'interruzione con bandiera rossa della gara, ma
l'Aprilia non era in grado di riprendere il via e così la Jackson Bell vinceva senza
grossi patemi la manche ed il titolo, infastidita da lontano solo da Jason Peters che, con
un terzo ed un secondo posto, finiva al posto d'onore. (Testi di Maurizio Mazzoni, da www.motocorse.com) |