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STORIE
MOTO
GUZZI BREVA vs MOTO GUZZI 350
GT
Pensavo
che tornare sulla trentacinque GT dopo una
settimana a cavallo della Breva sarebbe stato
come tornare a guidare la bicicletta. E invece
no. Piuttosto, è stato come tornare a guidare il trattore.
Quando
ho preso in mano la Breva mi è sembrata subito troppo
mobile, troppo pronta, troppo veloce, troppo impacciata ai
bassi regimi, troppo appassionata nella corsa libera in autostrada.
Troppa aria sul conducente sopra i 110 all'ora, troppo in
avanti la posizione di guida. E poi, pestavo sul pedale alla
ricerca del freno integrale, e lasciavo l'acceleratore con
la pretesa che la moto tendesse a fermarsi da sé.
Questione
di abitudine, certo.
Due o tre giorni di tempo, e i "troppo" erano quasi
tutti spariti: mi è rimasta incollata solo la sensazione
di mobilità. Sposti un dito,
giri la testa, e la moto ti segue nella stessa
direzione: guidi con tutto il corpo, ogni muscolo è
coinvolto.
La differenza tra conducente e cavalcatura tende ad annullarsi
in un centauro dalla testa d'uomo e dalle ruote di Guzzi.
Poi
la 350 GT è tornata dal meccanico. Mi siedo, e l'accendo.
O meglio: la convinco, cosa di cui la Breva non ha bisogno:
piuttosto è lei che scalpita, che chiede il moto.
La 350 GT no. Va fatta scaldare un po', e poi clonk!,
la frizione dura quasi quanto è rumorosa la leva del
cambio.
E via in marcia: lenta, solida, pacata, mai esagerata nelle
sue manifestazioni.
E rumorosa, proprio un trattore rispetto
alla Breva: tanto casino, per andare più piano.
Cambiano
le sensazioni. In sella alla 350 GT, non ho più voglia
di correre insieme alle altre moto.
Percorro la circonvallazione alla sua andatura e lascio che
mi superino, non m'importa. Forlanini, curva, semaforo, rotonda:
per piegare devo spingerla giù, con
decisione. Lascio che lei scelga il passo - un trotto
deciso, costante -, ma la piccola deve sapere che io faccio
la traiettoria. E lei mi segue, docile, ubbidiente: piega
e ritorna in piedi, in quello stato di equilibrio che fosse
per lei, non lascerebbe mai.
Certo, la Breva è più divertente.
Più stimolante, più tutt'uno
con la strada e con il cavaliere.
Ma la moto usata tutti i giorni, in tutti i climi, casa-lavoro-supermercato
è cosa diversa. Seduta diritta, cupolino ampio
che ripara, retrovisori comodi, bauletto tuttofare (casco
e guanti, birra e uova, olio per motore e cacciaviti, o tutto
questo insieme), testardo equilibrio e attitudine
alla lentezza: tutto questo fa di lei la mia compagna.
Il
trentacinque GT è una mula,
paziente, cocciuta, caparbia e
affezionata. Guidarla è cercare un accordo, la reciproca
soddisfazione. E' la moto che fa per me.
Cristiana
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