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STORIE
RIDERS
FOR HEALTH
Lady Riders
di
Miquel Silvestre
traduzione Miriam Orlandi
RIDERS
FOR HEALTH è una Organizzazione non governativa
inglese fondata da Randy Mamola.
In Spagna funziona con la denominazione di Motos Solidarias
(Moto Solidali) ed organizza aste benefiche nel GP.
RIDERS non raccoglie solo soldi: porta assistenza
a quelli che risiedono nelle comunità più lontane
ed inaccessibili dell'Africa. Come ci ricordano costantemente,
a nulla servirebbe scoprire un vaccino contro l'AIDS, se non
lo si porta fino a chi lo necessita. Il trasporto è
il grande compito affidato alla solidarietà e le moto
possono fare questo lavoro meglio che qualunque altro veicolo.
L’equazione
è facile. Con quello che costa un grande veicolo 4x4
si possono comprare dieci piccole moto Honda 200cc
che arriveranno dove l'auto non può, ed il
loro mantenimento costerà, inoltre, molto meno. Riders
lavora con questo stile in paesi molto bisognosi come Gambia,
Chana, Repubblica Democratica del Congo, Uganda, Kenya, Tanzania
e Zimbabwe.
Durante
il mio viaggio nell'Africa del sud, mi misi in contatto con
Andrea Coleman, il responsabile internazionale, per visitare
uno dei suoi progetti. "Non c'è problema"
mi disse "se vai in Mozambico da Città del Capo,
puoi passare per quello che abbiamo in Lesotho, dove ci sono
più di 200 moto. Un progetto fino ad ora finanziato
dalla fondazione Elton John, ma presto finiranno
questi soldi. Racconta quel che facciamo! Non ci conoscono
molto nel tuo paese ed è un peccato visto che il motociclismo
è molto popolare in Spagna".
Lesotho,
conosciuto come il Tetto dell'Africa per la sua conformazione
montagnosa, è una nazione indipendente dal 1966, incastrata
dentro il territorio della grande Repubblica del Sud Africa.
La maggior parte della popolazione vive in paesini accessibili
solo attraverso ripide strade senza asfalto. Al Ministero
della salute mi riceve Mahali Hlasa, responsabile
nazionale di Riders. Allegra ed amabile, lei stessa è
stata pilota. Mi spiega che le donne sono migliori
per questo lavoro perché hanno minori incidenti, non
usano le moto per scopi inadeguati, non si esibiscono e guidano
con molta più prudenza. Realizziamo corsi
intensivi di formazione per nuovi piloti, oltre a quelli di
aggiornamento per i piloti veterani. Assisto ad uno di questi
corsi e verifico che l’istruzione è rigorosa
per chi dovrà circolare nei territori più impervi.
Però voglio anche vedere da vicino il loro lavoro abituale
nei distretti. Al nord seguo un equipaggio formato da tre
conduttrici. Guidano con competenza. Arriviamo subito ad un
centro assistenza. Un gruppo di future madri le attende. "L'educazione
è importante tanto quanto l’assistenza"
mi dicono mentre parlano loro dell'AIDS e dell’alimentazione
neonatale. Terminiamo la visita e scendiamo fino al piccolo
nucleo rurale. Il cielo è di una purezza azzurra che
ubriaca. Una sola macchia in uno scenario così limpido:
in un negozio gestito da una coppia di coniugi cinesi, vendono
prodotti scaduti. Al termine della giornata, andiamo fino
all'umile ospedale del distretto dove l’equipaggio di
Riders terminerà la missione.
Ci
riposiamo prima di poter mangiar qualcosa. Sono stanco. Il
giorno è stato duro per il caldo e la difficoltà
del compito. Però le ragazze celebrano il pranzo con
risate e un sano parlottare. La loro allegria è contagiosa.
Osservando la loro semplice naturalezza, mi rendo conto che
in Africa la donna è la miglior soluzione.
Le africane sono lavoratrici e risparmiose. Hanno cura della
famiglia ed ottengono microcrediti che utilizzano per fondare
attività di commercio redditizi. Sono loro
che fanno funzionare le comunità. Ed ora che guidano
moto illumineranno il futuro della loro terra.
Miquel
Silvestre
traduzione di Miriam
Orlandi
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