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Torfeo Italiano Motocicliste - Alessandra GambardellaIl mio esordio
Il sabato - prove di qualifica.
Siamo in quaranta iscritte alla gara, ma in griglia saremo solo in trentasei. E’ stata una lotta molto dura nel 2° turno di qualifiche, in quanto eravamo in 5 ad avere un distacco di pochi centesimi di secondo. Chi non si qualifica il sabato se ne torna a casa! Nonostante chi corra in questo trofeo abbia già alle spalle anni di esperienza, preparatori, personal trainer, ecc. o abbia almeno già partecipato al campionato italiano l’anno scorso, io dovevo qualificarmi anche se fisicamente da un anno e mezzo non ho fatto alcun tipo di preparazione fisica ed agonistica, inoltre dovrò affrontare Torfeo Italiano Motocicliste - Alessandra Gambardellaprotagoniste della categoria OVER, con una moto che sto imparando a conoscere proprio oggi su questo circuito per la prima volta. La moto che dovrò guidare non è una 749S come stabilito inizialmente ma una bellissima Ducati 999S. L’obiettivo che avevo era chiaro, qualificarmi, e dovevo riuscirci a tutti i costi.
Moreno ha passato tutto il tempo a smontare e rimontare la moto per installare il gas rapido, fare assetti, regolazioni di ammortizzatori, livellatura del cambio, controlli minuziosissimi sui dettagli (ai Commissari della Federazione non sfugge nulla ed è un attimo essere squalificati). Giancarlo Falappa, rappresentante ufficiale Ducati nonché campione iridato, ma prima di tutto nostro caro Torfeo Italiano Motocicliste - Alessandra Gambardellaamico, con un pennarello dorato impronta la sua firma ed il mitico #9 accanto al suo simbolo di battaglia, il famoso leone che strategicamente abbiamo posizionato sul serbatoio, e mi scrive un messaggio breve ma molto chiaro… VAI! Entro in pista piena di grinta, più sento il rumore dei giri che salgono più mi carico di aggressività, ce la devo fare! Afferro con forza le manopole, la mano destra decisa e rapida apre il gas, passo sotto al traguardo tirando le marce fino al limitatore, mi butto con prepotenza dentro la Misano 1 e via, aumentano le marce mentre sono ancora piegata e sento che il motore ruggisce sempre più forte, quarta, quinta e via fino alla sesta sul rettilineo che porta al Tramonto, butto l’occhio sul contachilometri che segna 265km/h ed è già ora di staccare per entrare alla curva del Tramonto, scalo tre marce e giù il ginocchio. Sento l’asfalto che scorre contro la mia saponetta, raddrizzo la moto ed è già il momento di buttarla dentro alla curva opposta leggermente parabolica, la mitica Quercia. Gas a manetta fino alla variante, piego a destra, appoggio con forza gli stivali sulle pedane e con velocità mi butto dalla parte opposta della moto, tutta a sinistra, ed anche la S è andata. Rettilineo ed ho il cuore in gola, non ho il tempo di verificare sul cronometro che ho a bordo quanto è il tempo di percorrenza, ho paura di perdere la concentrazione, ho la gola secca, non deglutisco neppure per la paura di perdere la concentrazione, se perdo il ritmo è la fine. Rettilineo, sto per staccare e davanti a me una Yamaha che può compromettere il mio giro veloce. Decido di staccare più tardi, entro piuttosto veloce ma riesco a tenere il piega la moto a filo del cordolo e la passo all’interno. Sono gli ultimi metri, non devo fare errori, e la tensione è sempre più alta. Tiro la terza marcia, taglio l’ultima variante e gas a manetta passando sotto al traguardo. Dietro al cupolino il plexiglass vedo al muretto Moreno con il cartello OK! Bene, ci siamo! Ora devo fare ancora meglio. Giro con sempre maggior grinta, sto prendendo confidenza con la “millona”, finalmente siamo un’unica cosa, ho fiducia in lei, sto imparando a conoscere bene il suo carattere e la sento mia, ho 140 cavalli da domare. Stavo abbassando moltissimo il tempo, era il mio giro migliore, quando purtroppo una pilota è caduta. Mi è venuto un accidente, è la SARA!!! Il cuore mi batte ancora più forte, sono passata in velocità e lei era stesa a terra. Con Sara ho avuto subito un’intesa perfetta, è nata un’amicizia fortissima da subito e, seppure siamo in sana competizione nella categoria over, non riusciamo a fare a meno l’una dell’altra. Non vedo l’ora di rientrare per sapere sue notizie, ho il cuore in gola. Le qualifiche vengono momentaneamente sospese dalla bandiera rossa. Avevo dato moltissimo, ma sentivo che avevo ancora da dare. Dovevo gestire al meglio quei 200 kg. di “mostro”. Lascio la moto nel parco chiuso ai Commissari per le verifiche tecniche, le marmitte fumavano, il cardiofrequenzimetro segnava 180 battiti per tutto il tempo delle prove, costantemente. Erano interminabili gli attimi di attesa, ma alla fine CE L’HO FATTA! Nella seconda sessione di qualifica, su 40 concorrenti mi sono posizionata al 29°. Saltavo per i paddok ancora con gli stivali ai piedi e la tuta addosso, non avevo avuto ancora il coraggio di toglierla, ero riuscita a raggiungere il mio primo obiettivo. La sera ci incontriamo al box APRILIA per festeggiare i bellissimi 21 anni della mia cara Samuela De Nardi. La Samu, oltre ad essere la mia pilota preferita, è una persona che stimo dal profondo del cuore. La sua bellezza esteriore ed incomparabile bravura nella guida è purtroppo fonte di tantissime invidie, a chi non la conosce di persona posso dire che è una ragazza dolcissima, sincera e soprattutto leale, per chi è gelosa di lei posso solo dire… GUARDATE ED IMPARATE!.
Domenica mattina. Verso le 14 si cominciano ad avvolgere le termocoperte alle gomme, le pilote cominciano i rituali pre-gara, e così la tensione comincia a salire. In griglia è un bruricare di persone che assistono le pilote, fotografi che corrono a zig zag per immortalare questo entusiasmante momento. Al segnale dei direttori di gara la pista si svuota e rimaniamo noi, con le visiere abbassate ed il motore su di giri, con le mani incollate alle manopole della moto. Si spegne il semaforo e VIA! Alla partenza riesco a passare 3 concorrenti, poi ne infilo altre 2 prima della Misano 1. Il gruppo in curva è fittissimo, non c’è uno spazio per passare, non voglio rischiare, l’andamento è lento alle prime curve e sento il motore a bassi regimi che vorrebbe correre. Sono 12 faticosissimi giri dove succede di tutto, carena che sfiora carena, infilate, tagli di traiettorie, sembra quasi di essere in guerra. Bisogna mantenere la calma e soprattutto la concentrazione, ma soprattutto finire la gara per portare a casa preziosi punti. Potrei andare al massimo, abbassare ancora di più i tempi ma non voglio rischiare di esagerare e scivolare all’uscita di qualche curva dalla foga di mollare tutti i cavalli, il mio obiettivo è di finire i 12 giri che mi separano dalla bandiera a scacchi. E così è! Faccio il giro della pista, i commissari corrono ai cordoli per salutare ed applaudono con sorrisi che ti riempiono il cuore di felicità, i fotografi che non scollano l’occhio dall’obiettivo per non farsi sfuggire un solo attimo, le tribune sono stracolme di persone con le mani alzate. E’ fantastico... ed è una droga! A Varano de’ Melegari, ce la metterò tutta!
Alessandra

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