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i racconti, le emozioni, le paure,
l'eccitazione
, le sensazioni di questo trofeo

Piloti come guerrieri
Eliana PezzilliUn passo indietro e uno avanti.
Vallelunga e Magione.
Il paddock sembra un campeggio, sole e calura, infradito e costumi da bagno. Il polase che cola dalla fronte, e dietro alla fronte pensieri di persone, di frasi, la mia mamma, e Roberta. Guardo i piloti uscire dalle proprie tende e avviarsi verso l'ingresso della pista e mi fanno venire in mente i cavalieri che partono in battaglia, tute o armature, moto o cavalli, caschi o
elmetti, e lo stesso sguardo carico, come una feritoia aperta sul fragore emotivo del pilota guerriero che va incontro alla disfatta. O alla gloria. Passo la mattina ad acchiappare pensieri fruttuosi per la mia serenità, come fossi un cercatore di farfalle. Il sole attacca sul casco, sulla tuta, su tutto con una morsa impietosa e infuocata. Ferma ai cancelli di ingresso insieme alle altre le guardo e penso al dopo, a chi "vincerà", quali imprevisti cambieranno quel momentaneo ordine di cose, quali avvenimenti. Osservo le mie avversarie, e quasi sento i loro pensieri, le loro paure trasudare dalla loro immobilità. Penso alle mie paure e mi viene in mente la frase "i piloti vanno a braccetto con le loro paure, non ci si scontrano"! Mi sento subito meglio... a volte fa più paura sapere di avere paura, che la paura stessa. In gara si vive di rendita dei momenti e dei giorni precedenti..quello che si mangia, quello che si beve, quello che si vede e che si pensa, darà i suoi frutti nel bene e nel male. E i frutti sono stati buoni: quattordici giri senza interruzioni, senza acqua, senza sentire l'arsura, alla riconquista di posizioni perse, alla ricerca di errori altrui, di uno spazio in cui infilarsi. Non ricordo bene se ho rallentato per qualche motivo, o se sono stata meno incisiva delle altre, ma al primo giro mi passano in quattro, e una quinta ci prova: ma non ci sono previsioni, il gioco è un'incognita, la sfida aperta. Per cui non mi sconforto, e non mi deconcentro. Ad un certo punto qualcuno arriva un po' lungo ad una curva, qualcuno invece si fa vincere dal caldo e rallenta, qualcuno perde tempo in traiettorie tutt'alto che redditizie, qualcuno si deconcentra. C'è l'ultimo sorpasso: ho ancora davanti a me Fiorella, la sagoma blu della sua moto e del suo corpo. Siamo molto vicine, sto tirando per avvicinarla ancora di più. Ci infiliamo al curvone in fondo al rettilineo lungo, e li dentro do gas, tanto gas per me.esco forte, un pelo più di lei, e a moto non ancora dritta freno (poco) per entrare nelle esse! Sono entrata bene, curo le traiettorie per essere più veloce, vedo Fiorella.non so perché ma fa tanta strada in più e ora le sono sotto! Usciamo sul rettilineo dei box appiccicate e subito il pensiero "ADESSO! E' il momento, ora o mai più!"! Con questa decisione, stiro la terza e la quarta come il collo ad un gallinaccio, e mi affianco alla mia avversaria, è quasi fatta... manca la staccata. Aspetto di vedere la sua forcella comprimersi, è segno che sta frenando, e io dopo, solo dopo di lei! Beh, lei è stata brava, e ha frenato tardi. E io dopo!! Non c'è stato tempo per scalare. Chiedo con convinzione alla moto recalcitrante di entrare lo stesso in curva, e lei lo fa! E' fatta! Tiro due o tre sospiri di sollievo e mi riconcentro per scappare via. D'ora in poi ogni azione è per difendere il mio terzo posto, traiettorie in inserimento chiuse per non far passare nessuno. Ad ogni passaggio sul rettilineo lungo controllo la distanza dalle pilote guerriere dietro di me: si allunga.
Sola, conto i giri dalla fine, sento le gomme sfinite dal caldo
diventare meno affidabili e scivolare anche vistosamente via..tiro i
remi in barca l'ultimo giro facendo le curve solo con il corpo e moto quasi dritta. Quando ho visto sventolare la bandiera a scacchi ero talmente felice che pensavo " e ora cosa faccio? Una pinna? No cazzo, la pinna non la so fare... il burnout a fine giro... eh no! Non so fare neanche quello! Alzo tutte e due le braccia!!! Eh? Sta a vedere che cado". Allora non ho fatto niente, se non piangere, perdermi in un brivido freddo con relativa pelle d'oca nonostante i 35° e urlare nel casco "MEERDAAAAAAAAA"!!!
Eliana

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