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, le sensazioni di questo trofeo

Prima volta in prima fila
Non ci potevo credere sabato pomeriggio, vedere le classifiche, i tempi e la start list. Ero in prima fila, non potevo crederci, ero li con le piu' forti, con quelle pilote che ho sempre guardato con una certa riverenza. Domenica in circuito dove, come sempre, un micro mondo brulica. C'e' fermento la Domenica. Tante gare, tanta gente a guardare, un via vai frenetico di scooter, macchine, meccanici e piloti... moto. Arrivare in circuito e' come arrivare in un campeggio al mare, tende, gazebo, camper e roulotte. Ci si sente in vacanza. La mia prima volta in prima fila. Pensavo come partire a come tenere la mia posizione e a come contrastare le ragazze della seconda fila. Ero convinta che sarei partita all'esterno della curva, verso la pit lane e cosi' cercavo di capire quale traiettoria potesse essere migliore. Dietro alle mie spalle avevo delle fortissime ragazze che non avrebbero esitato ad infilarmi alla prima curva. Avevo timore che ci saremmo prese tutte dentro in staccata. Pensavo a tenere i gomiti larghi, compatta sulla moto. Si entra, io arrivo volontariamente tardi per tenere le gomme calde fino all'ultimo. Con me Lisa e Kamen. Faccio il giro di allineamento e giungo sulla griglia quando quasi tutte erano gia' schierate. Mi trovo con sorpresa all'interno e non all'esterno. Tutto cambia di colpo. I ragionamenti fatti fino a pochi minuti prima spariscono. Meglio, preferisco partire all'interno, sono piu' serena, anche se una traccia di filer e' sulla mia linea per una ventina di metri. Mi faccio spostare di poco verso l'interno. Sono ferma e vedo Alessia che mi scruta, guarda la mia moto. Poi poco piu' in la, Samuela e Paola. Che emozione, non oso voltarmi. Mi vergogno un po'! Si parte per il giro di ricognizione, tiro un po' la partenza e tutto sembra normale, frizione, giri motore, cambio, tutto a posto. Ci siamo, bandiera rossa e poi semaforo rosso. Metto la prima, sparo il motore a 9000 giri, mi schiaccio sul serbatoio, via , si parte. Tutto bene, parto bene e mi trovo a dover staccare alla prima curva. La moto va bene, frena bene. Ho solo le mie tre avversarie davanti. Sfiliamo nella esse e poi giu' verso la parabolica. Credo di non aver mai respirato in quei momenti. Non pensi a nulla, tutto e' quasi automatico, tutto lo vivi a rallentatore. Le livree delle altre moto, la mia moto, il rumore. Accelero, metto le marce, stacco! Siamo dall'altra parte del circuito, Samuela ci cade davanti, faticoso evitarla, Paola si avvantaggia della situazione mentre io e Alessia perdiamo
terreno. Passiamo sul rettilineo, e di nuovo tutto da capo, ma la mente e' piu' serena ora si deve lavorare e dare il 100%. In una staccata Letizia mi passa, e' volocissima come sempre. Alessia invece e' titubante, si era gia' voltata una volta e la riesco a passare. Alle mie spalle sento un rumore noto, una Ducati. Non sapevo se quello di Chiara o di Chicca. E' quest'ultima che cerca di passare in una staccata ma va lunga e la ripasso. Cavolo Robi cerca di spingere e non farti passare, che fai stai dormendo ! Cosi' mi dicevo dentro il casco. comincio a spingere, l'asfalto non tiene non e' quello del Sabato, non tiene e non si puo' rischiare. Ma si deve rischiare comunque. E' una gara o la va o la spacca. Piano piano riesco a raggiungere nuovamente la Marchetti che di colpo cede terreno. Non capisco, forse a sentito l'asfalto troppo umido e non vuole cadere, non lo so. E' li , alla mia portata e invece le goccie sulla visiera giungono inaspettate. E poi si comincia a perdere veramente aderenza e poi l'acqua diventa forte. Bandiera rossa. Non so cosa succedera', forse sospenderanno la gara, forse si cambieranno le gomme.
Nei box c'e' molta confusione, non tutti sanno cosa fare, i comissari nemmeno. Capiamo che ci daranno del tempo per cambiare le gomme, inizialmente 10 minuti poi 20. Noi tardiamo un po' e mi presento con un minuto in ritardo. Dovro' partire dai box. Tutto buttato. Un week end intero perso per un minuto. Controllo la tensione, ormai non posso farci piu' nulla. Perfino il comissario di gara ci dice di andare tranquille che tanto siamo ultime. La Zaccardi mi guarda e mi schiaccia l'occhio, come per dire, dai divertiamoci ancora, siamo qui e dobbiamo lottare. AnnaLisa e' al mio fianco. Partono le ragazze dalla griglia, poi semaforo verde a noi. Parto a razzo e lascio dietro le altre. Entro nella esse e gia' mi trovo a dover sorpassare delle raggazze. Il grip della gomma anche se fredda e' ottimo. Passo una, due, tre ragazze poi stacco e poi di nuovo altre tre quattro ragazze. Sento a quel punto che posso crederci, forse cosi' di quel passo riusciro' ad andare a punti e nulla sara' reso vano, da un minuto perso nel paddock. esse stretta, essa veloce, la moto c'e'. Alla Icks arrivo ginocchio a terra, passo forte, stacco forte al ferro come quando si e' sull'asciutto. apro forse troppo, sono molto piegata, mi dira' poi Annalisa dietro a me. Sento il posteriore abbassarsi di colpo e ruotare quasi di 90 gradi. Il mio lato siistro del corpo e' quasi sull'asfalto. Ricordo ancora adesso la mia piastra di sterzo e le braccia piegate sui semimanubri. E poi di colpo, la moto si blocca e s'impunta ed io mi sento volare. Una frazione di secondo che intravedi come un flash, non ricordo nulla se non di aver pensato che da li a poco mi sarei fatta molto male. Poi la caduta a terra prima col corpo e poi con la testa. Un forte colpo alla nuca. L'adrenalina ti fa rialzare subito, mi volto verso la moto e la vedo sdraiata in mezzo alla pista,mi arrabbio, pezzi dappertutto e olio. Il comissario che mi prende sotto braccio e mi chiede se lo sento se capisco dove sono. Mi allontana e mi accompagna verso il bordo pista. sono ancora un po' scioccata ma capisco di stare bene di non aver nulla di rotto e gia' questo e' un successo. Penso alla moto, penso ai danni che ho potuto fare, al mio casco. Poi laggiu' vedo Eliana, caduta anche lei e allora per un attimo tutta passa e penso a quante ragazze siano cadute in questa gara e a quanti sogni infranti ci siano stati tra tutte noi.
Robirat

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