| i racconti, le emozioni, le paure,
l'eccitazione, le sensazioni di questo
trofeo
sfida
Cosa posso dire, cuore a mille, bandiera rossa, i motori
che urlano, 8000 giri, luce rossa, massima concentrazione, si
spegne il semaforo, si parte, tutte lì, tutte assieme,
non si vede nulla, l'acqua sulla visiera e impressionante, stenti
a distinguere le sagome delle moto che ti precedono e intanto
cerchi di governare la moto che ti si impenna (maledizione), sgrani
tutte le marce. Purtroppo, hai i riferimenti delle qualifiche
e ti viene da tirare come sull'asciutto. Ma devi darti una calamata.
Non puoi fare la Cimini a 240 come il giorno prima, devi mollare
il gas. Ma se molli qualcuna ti infila e allora prendi qualche
rischio. Ecco le prima cadute. Una l'ho
pure sentita dietro di me, avevo il suo fiato sul collo, poi il
rumore di ferraglia che mi faceva capire che qualcosa appena dietro
di me era successo. Vedere qualcuna volarti davanti in uscita
di curva, l'acqua che ti fa perdere aderenza, quando cerchi di
dare gas! Speri di non cadere anche tu. La visiera che, nonostante
le mille diavolerie ed accorgimenti, si appanna, si bagna. E allora
cerchi un piccolo tratto di rettilineo per aprirtela un pelo,
ma sei a 200 e passa e devi subito staccare. Il respiro che si
fa piu' affannato. Le bandiere gialle che sventolano, un'altra
caduta da qualche parte li piu' avanti. Stai attenta Robi, non
cadere. I giri passano e di colpo mi trovo a due giri dal termine.
E poi la bandiera a scacchi. E' fatta, anche questa e' passata.
Abbiamo tutte vinto la sfida con noi stesse. Ora c'e' Misano e
voglio l'asciutto e soprattutto arrivare tra le prime.
Roberta
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