| i racconti, le emozioni, le paure,
l'eccitazione, le sensazioni di questo
trofeo
Il
più bel sorpasso della mia vita
Se mi chiedono qual è il più bel sorpasso
della mia vita, ebbene è ritratto in questa foto. Erano
tanti giri che faticavo per tenere
il passo della Letizia Marchetti, ma non volevo mollare. Mi facevano
male le spalle, ma non volevo cedere un metro. Non sapevo della
sua penalizzazione, avevo letto i cartelli ma non ricordavo il
suo numero di gara. Per me significava il terzo posto sul podio.
Dovevo arrivarci a tutti i costi. Ad un certo punto il suo rendimento
nelle curve tra la Misano 1 e l'ultima del carro è calato
un po'. Vedevo che dal rettilineo centrale, riuscivo a staccare
più forte di lei, prendere molti metri tra la misano 1
e la misano 2, arrivando alla prima del carro in quarta piena.
staccavo ai 50 metri due marce con la moto che sbandierava da
tutte le parti e li riuscivo ad avvicinarmi molto, pochi metri
ci dividevano forse tre metri. Bastava solo dare gas prima di
lei, senza commetteri errori per non rischiare di girarsi in apertura
di gas. Così ho studiato le sue linee per un paio di giri
ed infine al nono giro, l'ho passata in uscita dall'ultima curva
del carro prima del rettifilo verso la staccata del tramonto.
La forza tangenziale mi tendeva ad allargare la linea, ma dovevo
rimanere più interna, tenere la moto per terra quasi a
toccare con il gomito. Ero in quinta piena a 16000 giri e stavo
per mettere la sesta. Le moto sdraiata, pedana sinistra e leva
del cambio a terra che grattavano con un suono ormai familiare.
Gran bella cosa il cambio rovesciato. Tenevo giù la moto
di forza con le spalle e le braccia che spingevano. Dovevo passarla
lì in quel punto oltre sarebbe stato inutile. E così
ho fatto, poi subito in carena per guadagnare velocità.
Ora dovevo ritardare il più possibile la staccata dove
Letizia era molto forte. Così al cartello dei 200 avevo
ancora il gas aperto e il motore a limitatore in funzione già
da qualche secondo. Sesta piena, oltre 260 km/h. Al cartello dei
150, forse un pelo dopo, ho chiuso il gas e pinzato, Il corpo
proiettato in avanti, il bacino schiacciato sul serbatoio e le
braccia che faticavano per farmi restare in sella alla moto. La
ruota dietro che pattinava a destra e a sinistra, la curva che
arrivava velocissima. Ho tirato via tre marce in pochissimi metri
e buttato giù la moto. Era fatta, ormai non poteva più
prendermi a meno che non avessi commesso un errore. Un tratto
di pista che ricorderò per molto tempo ancora... Brava
Letizia, esaltante correre contro di te!
Roberta
|