| i racconti, le emozioni, le paure,
l'eccitazione, le sensazioni di questo
trofeo
Sogni come pezzi di vetro
Si infrangono con una caduta.
Non avevo possibilità su questa pista, non la conoscevo
se non per il raduno con Motocicliste l'anno scorso. Niente riferimenti
su rapporti, marce, traiettorie. Partivo malissimo, le altre tutte
più allenate, più ferrate, più pronte. Ma
agguerrite uguali. Nei primi sei giri ho camminato di determinazione
e lucidità per fissare un gancio alle tre avversarie davanti
a me, mancava poco, un soffio, qualche milione di gocce in meno,
mezzo giro, o un minuto e venti in più. E alla seconda
partenza non sono neanche arrivata, scivolando miseramente al
giro di ricognizione, a moto quasi dritta, sull'olio e sullo sporco.
Mentre scivolavo a pelle di leopardo, ho visto la moto a qualche
metro da me, ho visto davanti agli occhi tutte le mie speranze
morire, la consapevolezza di essere automaticamente esclusa dai
giochi... avevo creduto di potercela fare, avevo creduto di arrivare
di nuovo. Volevo correre e non avere più la sella sotto
al sedere mi faceva sentire come handicappata, inutile. Sono saltata
come un gatto quasi fossi caduta in piedi verso la moto, ho incitato
i commissari di percorso a riportarmela in pista, mentre le ultime
sfilavano verso la griglia, ho urlato e implorato, ma il capo
commissario non mi lasciava partire: la moto era troppo sporca.
L'ho odiato con ogni singola molecola del mio corpo e mi sono
accasciata in un pianto disperato dietro al muretto di protezione...
senza vergogna dei commissari che mi guardavano. I miei desideri
polverizzati su quell'asfalto viscido, i miei sforzi sciolti assieme
all'olio che lo sporcava. Volevo andar via e non sentire, ma sono
stata costretta ad ascoltare il rombo dei motori alla partenza
alla quale dovevo esserci anche io. Mi ricordo poche emozioni
così "brutte"... pensavo al sogno infranto, pensavo
che ero una testa di ca**o, pensavo ai ragazzi ai box, al loro
lavoro e alla loro fatica buttate, pensavo a quello che non potevo
vivere, alla possibilità che mi ero costruita con tanta
determinazione, e distrutta con pochissimo e in pochissimo. E'
importante preservare la propria gara e i propri sforzi altrimenti
tutto si vanifica con essi. Ma le gare sono anche questo, tirare
i remi in barca per conservare un risultato, rischiare come ha
fatto Roberta per riprendersi il suo posto, piangere di disperazione,
o gongolare per i risultati raggiunti... sogni, desideri... Ieri
qualcuno mi ha domandato QUANTO ci fosse in palio per i vincitori
di questo e altri trofei. Spiegando che i premi consistevano in
materiale tecnico e non in denaro ho letto e ascoltato la delusione
e lo stupore dell'interlocutore che mi rispondeva "Neanche
un ritorno di tutto quello che spendete...." Noi lo sappiamo
quanto più immensamente prezioso è il ritorno in
termini emotivi, noi sappiamo che se il premio fosse una pedata
nel sedere correremmo lo stesso! i sogni non hanno prezzo...
Eliana
|